La sfida tra Barcellona e Atletico Madrid delle Women è pronta ad essere disputata sabato 16 maggio. Grande occasione per la direttrice di gara neomamma Rivera.
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Dopo aver eliminato rispettivamente Badalona e Costa Adeje Tenerife, nelle semifinali della Copa de la Reina, Barcellona e Atletico Madrid si preparano alla finalissima che mette in palio il trofeo. Domani, sabato 16 maggio, la sfida tra le due formazioni spagnole si giocherà nell'Estadio de Gran Canaria e verrà diretta dall'arbitro Olatz Rivera.
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Olatz Rivera non sta più nella pelle: "Lo racconterò a mio figlio"
Il 14 aprile scorso Olatz Rivera ha visto ingrandirsi la sua famiglia. La nascita del piccolo Lucio ha aggiunto gratitudine e soddisfazione personali alla carriera dell'arbitro che, ora, potrà annoverare un nuovo obiettivo raggiunto. Dirigere una finale non è da tutti. Serviranno nervi saldi e mente lucida. Questo e tanto altro, un giorno, sarà raccontato al figlio che ne rimarrà senza dubbio meravigliato.
Nell'intervista che ha rilasciato ai media, ha espresso tutta la sua emozione: "Lui (il figlio ndr) è la mia motivazione più grande in questo momento e esco in campo pensando: 'Devo farlo per lui'". Ho sempre pensato, durante la gravidanza, quale sarebbe stato il momento, che avrei amato, in cui mio figlio sarebbe venuto a trovarmi a una partita. Penso che questa finale di Coppa sia il tocco finale della stagione. Un giorno, quando sarà più grande, gli dirò che quando aveva un mese sua madre arbitrò quella partita e, anche se non se lo ricorda, spero che ne sia orgoglioso".
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I portafortuna di Rivera
Oltre a disciplina e rigore in campo, alla Rivera non dovrà mancare un pizzico di fortuna. Affinché tutto vada a gonfie vele, l'arbitro ha preparato degli amuleti così da scongiurare ogni errore: "Ho un nastro del Pilar; una statuetta della Vergine del Pilar; un quaderno dove scrivo cose, specialmente ciò che mi è stato consigliato nelle partite recenti; e foto di familiari, amici e colleghi per ricordarmi che non sono sola".👶 Una motivación de cuna.
— RFEF (@rfef) May 15, 2026
💫 La noche en la que los 'dulces sueños' serán los de 𝗢𝗹𝗮𝘁𝘇.#CopaDeLaReinaIberdrola | @CTARFEF pic.twitter.com/cFiTutKnYQ
La trentenne basca, infine, ha ripercorso le tappe più importanti della sua vita professionali, lasciando intendere che nulla sia mai stato scontato e che un semplice dettaglio abbia per lei fatto la differenza. Dopo essersi dedicata al calcio per una vita, infatti, ha interrotto quel suo percorso. Ecco l'aneddoto riportato alla luce dalla classe 1996: "Ricordo una volta che ero con una compagna di squadra, Arantxa, e una sua amica è apparsa che stava andando al Comitato perché stava per iscriversi a un corso di futsal arbitro e l'abbiamo accompagnata. Durante il percorso abbiamo deciso di iscriverci anche noi e il giorno dell'inizio del percorso sono apparse quattro persone della stessa squadra. Tre di loro sono ancora in questo mondo. Se non avessi incontrato Arantxa per un caffè quel giorno o se quell'amica non fosse passata di lì, cosa mi sarebbe successo?".
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