Vigilia di campionato per Pep Guardiola che con il suo Manchester City affronterà il Nottingham Forest. Il turno infrasettimanale di Premier League ha già regalato sorprese con la sconfitta del Liverpool. I Reds perdono 2-1 in casa del Wolverhampton fanalino di coda del campionato. I Wolves in realtà già da un paio di settimane hanno ripreso a pigiare il piede sull'acceleratore dando filo da torcere un po' a tutti, Arsenal compresa. E a proposito di Arsenal torna il dibattito dei calci piazzati con i Gunners ancora protagonisti nel London derby contro il Chelsea.
Premier League
Pep Guardiola e la polemica calci piazzati in Premier League: “Se inizio a parlarne, domani sarò nei guai”


Le palle inattive della discordia
—Nella ultime partite di Premier League diverse squadre stando prendendo spunto dalla squadra di Mikel Arteta facendo dei calci piazzati un punto di forza importante. Spesso vengono applicati blocchi sul portiere, schemi e nell'area piccola e c'è il caos. Diversi allenatori negli ultimi giorni sono intervenuti per commentare i recenti episodi. Da Arne Slot a Liam Rosenior nessuno sembra gradire molto questa nuova filosofia.
Il pensiero di Pep Guardiola
—Anche il manager del Manchester City, Pep Guardiola, ha detto la sua sull'argomento calci piazzati: "Sì. È quello che è. È il lavoro che faccio. Sono un allenatore. Non posso dire ‘non mi piacciono i calci piazzati’. Mi adatto e li faccio.Il modo in cui si gioca in Inghilterra è diverso da quello in Spagna o in Italia. Ogni allenatore gioca in modo diverso. Quanto sarebbe noioso se tutti giocassero allo stesso modo. Devo adattarmi. Se non mi piace, non guardo, ma devo adattarmi”. Guardiola ha commentato così le parole di Arne Slot che aveva affermato come le palle inattive in un certo senso rendessero la partite noiose da vedere: “Per certi aspetti sono d’accordo”.
Sulle spinte e sulle trattenute anche abbastanza visibili in area di rigore durante la palle inattive, Guardiola dice: “Ho un’opinione molto dettagliata e precisa, ma dovrete chiederla agli arbitri. Non a me. Se inizio a parlarne, domani sarò nei guai”.
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