L'ultima volta che il Real Madrid ha incontrato sulla loro strada Gianluca Prestianni, i Blancos non hanno trascorso una bella serata. La giovane ala argentina del Benfica, infatti, ha conquistato un rigore (poi annullato dal VAR), costretto Courtois a scomodarsi e creato un'occasione per Barreiro all'83'. L'autore del gol della qualificazione è stato Trubin ma Prestianni ha creato non pochi problemi alla poco brillante fascia sinistra del Real. Per lui, è stata certamente una serata indimenticabile, che ha ripagato almeno in parte la paura di un'altra notte, risalente ai tempi del Velez.
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Prestianni, dalle minacce di morte alla rinascita con il Benfica: la sua incredibile storia

Gianluca Prestianni: l'agguato, la paura e le minacce ai tempi del Velez

Era il 31 luglio 2023, il Velez Sarsfield aveva appena perso una partita contro l'Huracan, rivale diretta nella zona salvezza. Il Velez rischiava molto: la possibilità della prima retrocessione dal 1940 iniziava a farsi sempre più concreta. Mentre l'autobus con la squadra stava lasciando il Villaggio Olimpico, un gruppo di barra brava ha sbarrato la strada con le auto. Poi, sono saliti sul mezzo per intimidire i calciatori. All'epoca, Prestianni aveva solo 17 anni.
"Erano fuori controllo", dichiarò il giorno dopo il ragazzo ai microfoni di ESPN, "Mi hanno preso per il collo due volte, e mi hanno colpito. Volevano sparare alle gambe di Jara". Ma l'orribile esperienza non era finita qui: "Alcuni miei compagni non volevano tornare a casa, perché avevano paura che potessero raggiungerli anche lì. Non sappiamo cos'altro potrebbe succedere ancora, siamo tutti spaventati".
E in effetti, la preoccupazione era fondata: il giorno dopo, il padre di Prestianni ricevette una telefonata minatoria, che costrinse la famiglia a non uscire più di casa liberamente per timore di ritorsioni. Allora, Gianluca, che aveva esordito con il Velez a soli 16 anni, decise di condividere sul suo profilo X una foto di quando era bambino, con la maglia della squadra, in posa tra i due genitori, e di fare un appello ai tifosi perché avessero rispetto e si rendessero contro di avere ormai di troppo superato i confini dello sport.
L'arrivo al Benfica

Nonostante la reazione matura del giocatore, ormai qualcosa si era guastato, ed era arrivato il momento di lasciare la squadra argentina. Ad aspettarlo, il 31 gennaio 2024, nel giorno del suo diciottesimo compleanno, c'era il Benfica di due campioni del mondo: Di Maria e Otamendi. "Giocare con Angel mi sembra un sogno, da bambino lo vedevo in TV", ha confessato Prestianni. Il sogno, però, forse sarebbe rimasto tale se non avesse reagito a un episodio tanto brutto con intelligenza e maturità.
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