Dai 18 giocatori a segno ai clean sheet consecutivi, fino alla maturazione ed esplosione di giocatori come Dembélé e Doué: il PSG ora è una squadra totale
Festa parigina all'Allianz Arena! Il PSG supera il Bayern Monaco e vola in finale
Il PSG è Campione di Francia per la 14esima volta, chiudendo anche proprio la sua 14esima stagione consecutiva con almeno un trofeo in bacheca. Un filotto impressionante che rende bene l'idea della macchina da guerra che sia ormai diventato il club parigino, con ancora una finale di Champions League da giocarsi. Il dato che però più fotografa la supremazia francese del PSG è il totale cambio di mentalità, di filosofia e senza dubbio anche l'ingresso di un Luis Enrique sempre più condottiero dell'armata parigina.
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Un titolo che nasce dalla collettività
La squadra di Luis Enrique ha costruito il proprio dominio attraverso un calcio corale, verticale e aggressivo, mandando in rete ben 18 giocatori diversi e mantenendo 18 clean sheet stagionali. Numeri che raccontano di un PSG completo e soprattutto equilibrato tra la letalità del reparto offensivo e l'organizzazione di quello difensivo, oltre che non più dipendente dal singolo rispetto al passato.L'addio definitivo all'era delle 'superstar' ha trasformato il PSG in una macchina più moderna e imprevedibile. L'epoca del trio Messi, Mbappé e Neymar non ha funzionato proprio in virtù della mancanza del contesto corale e, come una grande società dovrebbe sempre fare, ha imparato dai suoi errori. Ora infatti non esiste più un solo terminale offensivo: oggi i pericoli arrivano da ogni zona del campo, con esterni, centrocampisti e perfino difensori coinvolti stabilmente nella produzione offensiva.
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L'età media bassissima e la rivoluzione di Luis Enrique
Uno degli aspetti più impressionanti di questo PSG è stato l'abbassamento drastico dell'età della rosa, ora di media attorno ai 24 anni, tra le più basse ai vertici Europei. Giocatori come Doué, Zaire-Emery, Joao Neves e Barcola, tutti tra i 22 e i 23 anni, rappresentano infatti il cuore di questa nuova generazione e sono già stati decisivi in partite ad altissima pressione. Luis Enrique ha puntato con decisione sul talento, l'intensità e la mobilità, spingendo sulla costruzione di un gruppo giovane e di qualità, non di 'figurine.'
Dembélé, finalmente il leader totale
La stagione della consacrazione definitiva di Ousmane Dembélé è stata sotto molti aspetti quella del Triplete francese del 24/25, con la conseguente vincita del Pallone d'Oro, eppure molti individuano quella corrente come quella realmente totale da parte del centravanti. I numeri parlano chiaro: oltre 19 gol stagionali e 10 assist in tutte le competizioni, con un rendimento devastante anche in Europa. La continuità e il fuoco negli occhi anche dopo la vittoria di un premio individuale cosi prestigioso è infatti ciò che ha colpito di più, ormai lontano dall'etichetta di 'dribblatore' imprevedibile e sempre più punto di riferimento e leader di questo PSG.
Il PSG ha finalmente trovato una direzione sostenibile, non è più un club economicamente in grado solo di comprare campioni, ma anche in grado di crearli, valorizzarli e farli vivere dentro un sistema da protagonisti. La nuova era parigina è ormai partita, pronta a continuare a scrivere la storia.
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