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Il calcio è fatto di scelte, di decisioni coraggiose e importanti, così come di partite che decidono una stagione. Lo sa bene il fuoriclasse del Real Madrid Raúl Asencio, che da tempo è alle prese con un problema alla tibia. Nonostante i fastidi perenni e la necessità di fermarsi per cercare di recuperare, il forte difensore ha disputato tutti i 90' di gioco nel match di campionato ieri contro il Villarreal, mettendo nel mirino la sfida di Champions mercoledì sera contro il Benfica. Una decisione però, che come riporta il quotidiano portoghese A Bola, gli potrebbe costare molto caro.
Campionato, Coppe e Champions League. La stagione del Real Madrid è come sempre ricca di impegni, ancor di più quando sei un giocatore imprescindibile. Raúl Asencio non si tira mai indietro, nonostante un problema molto serio alla tibia che lo sta limitando da numerose settimane. Come riporta A Bola, il calciatore dovrebbe fermarsi almeno 6-8 settimane per recuperare al meglio ed evitare fratture. Una soluzione che il forte giocatore non ha preso in considerazione, soprattutto in questa fase della stagione, particolarmente cruciale tra campionato e Champions. Nel mirino infatti, l'ultima gara della League Phase mercoledì sera contro il Benfica, gara alla quale non vuole assolutamente rinunciare, ancor più considerando l'emergenza dei blancos per il reparto più arretrato.
Nonostante il grande coraggio, le paure per il Real Madrid e Asencio sono comunque tante. "Non mi fermo né impazzisco", ha dichiarato recentemente il calciatore quando si è confrontato con lo staff medico. Una decisione tanto audace quanto rischiosa, che potrebbe portarlo a uno stop forzato nei prossimi mesi, con il rischio di dover poi rinunciare al finale di stagione e soprattutto alla convocazione per la prossima Coppa del Mondo."È possibile che si tratti di un infortunio alle prime fasi iniziali ma non è consigliabile continuare a giocare. Il problema tende ad aumentare così come la dimensione della crepa alla tibia, con un alto rischio di frattura", ha rivelato il dottor Pedro Luis Ripoll al quotidiano spagnolo Marca. Se l'infortunio raggiungesse questo livello di gravità, i mesi di stop sarebbero infatti ben sei.
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