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Serie A

Ufficiale: trasferte vietate ai tifosi di Roma e Fiorentina fino al termine della stagione

Gianmarco Inguscio
Gianmarco Inguscio Collaboratore 
Dopo gli scontri tra le tifoserie di Roma e Fiorentina, il Viminale ha deciso di vietare le trasferte delle rispettive squadre, fino al termine della stagione
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La decisione ufficiale arriva direttamente dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Viminale. I tifosi di Roma e Fiorentina non potranno più seguire la loro squadra per le partite in trasferta fino al termine della stagione. La motivazioni affondano a quanto accaduto domenica, durante gli scontri tra le due tifoserie. L'incontro è stato facilitato dal fatto che la Fiorentina doveva affrontare il Bologna, mentre la Roma era impegnata sul campo del Torino.

Le tifoserie sono venuto a contatto intorno alle 12:30 all'altezza di un autogrill, provocando anche diversi disagi alla viabilità e danneggiamenti ad alcuni veicoli. L'episodio di domenica scorsa non è stato un caso isolato. Infatti, già in passato precisamente nel 2014, Roma e Fiorentina erano state nuovamente protagoniste dei medesimi fatti.

Non ci ha pensato due volte il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, a comunicare il divieto di trasferta alle tifoserie. A farne le spese saranno soprattutto tutti quei sostenitori che, delle guerriglie per strada o di quelle che avvengono negli impianti sportivi, non vogliono saperne proprio nulla. Tuttavia, la decisione del Viminale ha come obiettivo principale l'irripetibilità degli eventi già accaduti e quindi, il divieto dovrà essere rispettato da entrambe le tifoserie. Anche il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha commentato i fatti.

Roma-Fiorentina, le parole di Ezio Simonelli

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Ha spiegato così Simonelli: "Quello che è successo è molto grave. Lavoriamo ogni giorno per costruire un'immagine pulita del calcio e questi eventi di certo non aiutano". Poi ha aggiunto: "Ho ringraziato le forze di Polizia per lo sforzo che fanno nel gestire l'ordine pubblico. Il calcio italiano non può permettersi queste situazioni. Non possiamo mischiare lo sport con questioni delinquenziali che mettono a rischio la salute non solo di chi partecipa, ma anche di chi interviene".