Le parole di Claudio Ranieri, che dopo aver abbandonato il ruolo di dirigente alla Roma apre ad un possibile futuro sulla panchina della Nazionale italiana.
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Con la separazione dalla Roma avvenuta a fine aprile, lo scenario è cambiato radicalmente. Claudio Ranieri ha espresso chiaramente la sua posizione, sottolineando che di fronte a una chiamata dell'Italia non si potrebbe mai dire di no. Questa apertura arriva in uno dei momenti più delicati nella storia degli Azzurri, attualmente affidati alla guida temporanea di Silvio Baldini in attesa che venga definita una struttura tecnica ufficiale per le prossime competizioni internazionali.
Fino a poco tempo fa, l'ostacolo principale era rappresentato proprio dal suo legame contrattuale con il club della capitale, di cui Ranieri è tifoso e che lo aveva spinto a declinare i primi sondaggi della Nazionale per evitare conflitti d'interesse o doppi incarichi.
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Claudio Ranieri, le sue dichiarazioni rilasciate a Sky Sport
In occasione del Premio "Di Marzio" a Portofino, l'ex tecnico della Roma ha dichiarato: "La Nazionale? Dissi di no perché ero impegnato con la Roma e non potevo avere due lavori", aprendo poi al ruolo di ct della Nazionale: "Adesso sono libero, perché no? Mai dire mai". Concludendo poi annunciando di poter accettare qualsiasi ruolo di sua competenza per aiutare il calcio italiano e riprendersi dopo la terza mancata qualificazione ai mondiali consecutiva: "Dirigente o allenatore? Se vieni chiamato, devi dire sì e basta. Dobbiamo risollevarci, non si può restare fuori dai grandi eventi per così tanto tempo".Clicca sull’immagine qui sotto per accedere al palinsesto live e scopri tutti gli eventi su Bet365.
Per lui non si tratta di una questione di ambizione personale o di carriera, già abbastanza lunga e ricca di soddisfazioni e grandi successi, ma di una risposta alla chiamata del proprio paese, un concetto che ha ribadito con forza dicendo che in certi casi bisogna semplicemente dare la propria disponibilità e mettersi al lavoro. Non sarebbe la prima volta da ct di una Nazionale, infatti nel 2014 guidò la Grecia con l'obiettivo di qualificare la nazionale agli Europei del 2016.
La sua avventura durò però meno di 4 mesi e il bilancio fu di un solo pareggio e 3 sconfitte interne consecutive contro Romania, Irlanda del Nord e contro le Isole Far Oer per 1-0. Quest'ultimo risultato, considerato uno dei punti più bassi della storia del calcio greco, portò al suo immediato esonero nel novembre 2014.
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