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Quando si parla di Genoa-Roma non si parla mai di una partita come le altre. E' una sfida che profuma di storia, fatta di rivalità accese, di capovolgimenti di fronte improvvisi, di goleade memorabili e di battaglie vere sul rettangolo verde. Domenica, al Marassi, andrà in scena un altro capitolo di questo confronto carico di tensione. Obbiettivi diversi, ma con la stessa voglia e necessità: vincere. Da una parte il Genoa, attualmente al 15esimo posto in classifica ma con appena tre punti in più dalla zona retrocessione, ha bisogno di un successo per allontanare lo spettro della Serie B, dall'altra parte la Roma, a caccia di 3 punti pesantissimi che la avvicinerebbero in modo spedito alla Champions League dato che le squadre davanti non rallentano e quelle dietro che continuano a farsi sempre più minacciose.
Una gara che, insomma, vale molto più dei tre punti. Il Genoa viene fondato nel 1893, conosciuto come il grifone, per via dello stemma che la rappresenta, è il club più "antico" della nostra Serie A, rappresentata da una tifoseria invidiata da quasi tutte le concorrenti. La Roma, club fondato nel 1927, nacque grazie alla fusione di alcuni imprenditori romani del tempo che volevano contrastare le potenze delle squadre del Nord Italia: pur non vantando un palmares ricco di trofei, questo club si è sempre contraddistinto per valori assoluti come cuore, passione e attaccamento alla maglia, che l'hanno reso un club unico. Se si parla di questi valori, non si può non far riferimento ad una leggenda del calcio italiano e specialmente della Roma: Daniele De Rossi.
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Daniele De Rossi nasce ad Ostia nel 1983, cresce nel vivaio della Roma, debuttando con la prima squadra nel 2001 con l'arrivo di un signor allenatore come Fabio Capello; ma è con l'avvento del buon Luciano Spalletti che DDR inizia ad assumere un ruolo fondamentale nelle gerarchie della squadra, diventando un titolare fisso e leader della squadra sia fuori che dentro al campo. All'inizio della sua carriera, il romano aveva colpito per le sue caratteristiche da centrocampista più box-to-box, con tempi di inserimento fantastici e grande cattiveria agonistica.
Con l'arrivo però del mister toscano, De Rossi inizia ad assimilare caratteristiche diverse rispetto a quelle citate in precedenza, diventando un centrocampista più "intelligente" più creativo e più da diga tra centrocampo e difesa (ruolo poi ricoperto anche in Nazionale). Nei suoi anni migliori diventa tra i più forti centrocampisti in circolazione d'Europa, chi lo ha visto giocare parla di un centrocampista non solo con il fiuto del gol ma con un'intelligenza tattica fuori dal comune: accostato a diverse squadre nel corso della sua carriera (tra cui Man Utd, Real Madrid, Inter, Chelsea).
Daniele De Rossi è rimasto legatissimo alla Roma, al fianco di una leggenda come Francesco Totti, giocando per questi colori per quasi vent'anni. Apprezzato da tutti per la sua sincerità e per la sua onestà, DDR non è stato simbolo solo della Roma e dei romanisti, ma è stata una figura che abbiamo amato un po' tutti. Una leggenda, una bandiera, che nel calcio ormai sembra diventata un'assurdità, Danielino ha rappresentato questo per la sua squadra del cuore. Daniele è diventato capitano della Roma dopo l'addio di Francesco Totti, ma il centrocampista non ha voluto solo seguire le orme del suo capitano a cui ha portato sempre rispetto, ma ha voluto interpretare l'essere capitano della sua squadra a suo piacimento: l'onore e l'orgoglio di indossare la fascia di capitano della squadra che tifi sin da piccolo supera l'ossessione di vincere qualche trofeo in più.
Ebbene si. A Daniele De Rossi e alla sua carriera si può forse recriminare di non aver vinto quanto avrebbe potuto. Probabile che, scegliendo altre squadre, avrebbe arricchito il proprio palmares con dei trofei in più: perché lo spirito romanista incarna valori più importanti del titolo stesso, come dichiarato da un grande ex simbolo della Roma Radja Naingolann: "Un titolo a Roma vale più di cento vinti in altri Club."
De Rossi è stato accostato dai tifosi ai più grandi della storia del Club come Falcao, Francesco Totti, Bruno Conti e Giannini; con la maglia della Roma ha collezionato 616 presenze siglando 63 gol e fornendo circa 45 assist in tutte le competizioni: dai gol ai derby contro i rivali della Lazio alle grandi magie contro squadre del calibro di Manchester United, Real Madrid, Barcellona (iconico il gol segnato nella grande rimonta della Roma sui blaugrana).
Nonostante una carriera straordinaria, De Rossi non è mai riuscito a vincere lo scudetto con la maglia giallorossa, unico grande rammarico da lui sempre raccontato, ma conquistando 2 Coppa Italia e 1 Supercoppa italiana. Nel 2017 divenne capitano "ufficiale" dopo l'addio al calcio di Francesco Totti: una fascia indossata con orgoglio e con onore rappresentando leadership, capace di trascinare la sua squadra nei momenti più difficili, caricandosi di responsabilità a difesa di un amore platonico nei confronti della squadra e della città.
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Nella Nazionale Italiana è stata una pedina fondamentale: nel 2006 si è laureato Campione del Mondo siglando anche un rigore decisivo nella finale ai rigori contro la Francia: fredezza e determinazione, caratteristiche che hanno sempre contraddistinto il centrocampista di Ostia, ha collezionato 117 presenze e 21 gol lasciando un segno indelebile anche in azzurro. Nel 2019 la Roma decide di non rinnovargli il contratto. Un addio doloroso, che però non cancella l'identità che DDR ha lasciato alla squadra. Desideroso di continuare a giocare, accetta una grande sfida come quella del Boca Juniors: affascinato dall'amore viscerale dei tifosi argentini. Un'esperienza breve conclusa per problemi familiari e per nostalgia di Roma. Nel 2020 decide di "appendere le scarpe al chiodo" chiudendo una carriera che lo ha reso una leggenda e bandiera non solo per i tifosi romanisti ma per milioni di persone.
Ma la caparbietà che ha sempre guidato De Rossi nella sua avventura non lo abbandona, iniziando così il suo percorso nello staff delle giovanili della Roma e nel 2022-23 arriva la prima esperienze come allenatore della Spal: un'avventura breve ma formativa. A Ferrara DDR rimane in carica per circa 4 mesi guidando la sua squadra per 17 partite ottenendo un bilancio di 3 vittorie, 6 pareggi e 8 sconfitte, cercando di proporre un calcio offensivo e portandosi con sé giocatori del calibro di Radja Naingollan.
La carriera da allenatore dell'ex centrocampista sembra quasi stroncata ancor prima di nascere ma ecco che la sua "vita calcistica" gli regala una seconda opportunità, un sogno, forse il più inaspettato: DDR diventa il nuovo allenatore della Roma dopo l'esonero dello Special One. La sua avventura inizia a Gennaio 2024, il tecnico porta nuova linfa alla squadra rendendo punto fermo della rosa giocatori (anche suoi ex compagni di squadra) come Pellegrini e Mancini, dando responsabilità a giovani come Pisilli e Baldanzi: il percorso dura circa otto mesi caratterizzato da un inizio entusiasmante e una conclusione anticipata del suo contratto nonostante la proprietà l'avesse rinnovato; i motivi di questa fine non sono ancora ben chiari anche se molte indiscrezioni parlano di rapporti non idilliaci con la direttrice sportiva di quel momento Lina Soulounku. Il centrocampista italiano colleziona con la Roma 30 panchine in totale con a bilancio 14 vittorie, 9 pareggi e 7 sconfitte.
In attesa di una terza possibilità De Rossi acquista l'Ostiamare, squadra della sua città natia che militava in serie D: trovandosi in una situazione critica di classifica il tecnico diviene il proprietario della squadra con l'intento di salvare la società e di regalare un sogno ai tifosi. Concentrato in pieno a questo progetto, dopo voci che lo vedevano vicino a molte squadre di Serie A, DDR accetta una nuova sfida da allenatore: prenderà il posto dell'esonerato Patrick Vieira al Genoa: la nuova proprietà del Grifone affida al tecnico la guida della squadra con l'intento di raggiungere la salvezza. Al suo arrivo, il Genoa si trovava in piena zona retrocessione con soli 6 punti raccolti nelle prime 10 giornate; ora il Genoa occupa il 15esimo posto con 27 punti dopo 27 giornate, mantenendo un margine di 3 punti sulla zona retrocessione: finora ha collezionato 17 panchine, con 6 vittorie, 3 pareggi, e 8 sconfitte. Domenica Daniele De Rossi è pronto ad affrontare il suo passato, dimenticandosi, per 90' minuti, quella che è stata casa sua da tutta la vita.
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