derbyderbyderby calcio italiano FIGC, il programma di riforme al centro: il casting per l’allenatore dell’Italia può attendere

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FIGC, il programma di riforme al centro: il casting per l’allenatore dell’Italia può attendere

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L'Italia vuole fondamenta solide. Quando il progetto condiviso sarà delineato in ogni suo dettaglio si aprirà la fase successiva
Samuele Dello Monaco
Samuele Dello Monaco

In casa FIGC si delinea una nuova strategia operativa per il futuro dell'Italia e del suo calcio: le idee e i progetti devono avere la priorità assoluta sulle singole persone. Sono infatti già stati avviati i primi contatti tra le varie componenti del sistema calcistico, con una direttiva chiara: sviluppare un concreto piano di riforma prima di avviare qualsiasi discussione sui futuri candidati per i ruoli di vertice.

L'idea della FIGC

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Questa mossa segna una precisa volontà di allontanarsi dal consueto e prematuro "totonomi" per le poltrone dirigenziali. L'obiettivo delle attuali consultazioni esplorative è quello di trovare prima di tutto una convergenza e un'intesa sui nodi strutturali da risolvere per rilanciare il movimento nazionale. Al tavolo delle trattative, le priorità assolute sono i contenuti e la visione strategica, dalla sostenibilità del sistema fino alla valorizzazione dei vivai.

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L'intento della Federazione è dunque quello di costruire fondamenta solide. Solo una volta che il progetto condiviso sarà stato delineato in ogni suo dettaglio e le nuove linee guida approvate, si aprirà la fase successiva. Soltanto allora si cercheranno i profili più adatti, scegliendo i dirigenti in base alla loro reale capacità di mettere in pratica le riforme concordate.

L'Italia chiamò...

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Nonostante la ferma direttiva della Federazione di posticipare il dibattito sulle singole figure, il casting fatica a spegnersi e le indiscrezioni continuano inesorabilmente a rincorrersi. Tra gli addetti ai lavori, l'attenzione mediatica è inevitabilmente catalizzata su tre candidati, tutti dotati dell'esperienza e del carisma necessari per prendere le redini in un momento così delicato. Il primo nome ad infiammare l'ambiente sportivo è quello di Antonio Conte, considerato da molti il tecnico ideale per infondere immediata grinta, cultura del lavoro e disciplina in un gruppo da ricostruire.

Altrettanto forte è la candidatura di Massimiliano Allegri, il cui noto pragmatismo tattico e la comprovata capacità di gestire le pressioni potrebbero offrire quella stabilità e concretezza tanto auspicate dai vertici. Infine, aleggia sullo sfondo la suggestione di un clamoroso ritorno di Roberto Mancini: l'artefice del successo a Euro 2020 conosce perfettamente le dinamiche di Coverciano e potrebbe incarnare una scelta di garanzia, nonostante lo scetticismo registrato sul suo nome. In ogni caso, chiunque verrà scelto per guidare il nuovo ciclo azzurro dovrà inevitabilmente accettare e sposare le rigide linee guida dettate dal nuovo progetto federale.