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IL MANIFESTO AZZURRO

Il testamento di Gravina: dalle scommesse agli stadi, ecco le riforme per salvare il calcio italiano

Francesco Intorre
Dopo l'addio per il flop Mondiale 2026, Gabriele Gravina pubblica un documento con 10 proposte per rilanciare il calcio. Sotto accusa infrastrutture vecchie e scarso impiego dei giovani. Tra le cure: fondi dal betting e riforma dei campionati
00:29 min

Il calcio italiano vive una crisi profonda. Gabriele Gravina ha da poco rassegnato le dimissioni dopo il flop Mondiale. Prima di lasciare, però, ha consegnato un testamento sportivo molto chiaro. Il presidente uscente della FIGC ha infatti pubblicato un ampio documento. Questo testo contiene dieci proposte mirate per rilanciare il sistema. Inizialmente doveva presentarlo alla Camera dei deputati. L'audizione è saltata, ma Gravina lo ha diffuso per senso di responsabilità. Il dirigente ha polemizzato duramente: "I problemi non si risolvono con le mie dimissioni". I mali del calcio sono strutturali e sono bloccati da forti vincoli normativi ed economici.

I mali strutturali: giovani, stadi ed economia

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L'analisi di Gravina fotografa una situazione molto grave. Il primo problema è la gestione dei giovani italiani. La Serie A è uno dei campionati più vecchi d'Europa. I club preferiscono gli stranieri per risparmiare sui costi di gestione. L'impiego degli Under 21 è ormai ai minimi storici. Questo svantaggio tecnico danneggia pesantemente anche la Nazionale azzurra. C'è poi il dramma delle infrastrutture sportive. Dal 2007 a oggi i nuovi stadi sono pochissimi. L'Italia ha un ritardo imbarazzante rispetto alle altre leghe europee. Questo pesa tantissimo in vista di Euro 2032. Gravina ha attaccato duramente la burocrazia: "L'impossibilità di intervenire ha bloccato le vere soluzioni".

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Il decalogo per la rinascita

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Per uscire dalla crisi, Gravina propone dieci interventi radicali. Ecco i punti principali per riformare il calcio:

  • Scommesse e pubblicità: Destinare una parte dei proventi del betting al calcio. Serve anche superare il divieto di pubblicità del 2018 per aumentare i ricavi.
  • Misure fiscali: Creare un credito d'imposta mirato. Aiuterà gli investimenti sugli stadi e sugli Under 23. Si chiede anche il ripristino delle agevolazioni per i talenti esteri.
  • Stadi e campionati: Serve un sostegno concreto per i nuovi impianti sportivi. Gravina chiede anche una riforma profonda dei campionati. Vanno rivisti i format, il numero di squadre e le retrocessioni.
  • Governance e settore tecnico: Rilanciare il settore giovanile e il calcio femminile. Riconoscere le Federazioni come "imprese sociali". Infine, serve introdurre il professionismo vero e proprio per gli arbitri.
  • La palla passa ora alla politica. Toccherà al futuro governo del calcio italiano decidere. Questo documento avvierà la rinascita o verrà del tutto ignorato?