Dal "Divin Codino" a Superpippo Inzaghi, da Pirlo a Bonucci: un classico anche di colpi di mercato
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Domenica sera a San Siro va in scena il big match Milan-Juventus, sfida importante per la qualificazione alla prossima Champions League. I rossoneri cercano continuità dopo il successo a Verona, mentre i bianconeri sono a caccia del quarto successo consecutivo, un traguardo che la Vecchia Signora non raggiunge da più di un anno. La rivalità tra rossoneri e bianconeri intrattiene il calcio italiano e mondiale da quasi un secolo ma non solo per le partite rimaste nella storia, ma anche per i numeri colpi di mercato che, tra top e flop, hanno reso questa faida ancora più allettante.
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Milan-Juventus, asse Milano-Torino: gli storici colpi di mercato
Domenica sera a San Siro ci si gioca una fetta di Champions League. Milan-Juventus arrivano alla partita staccate di soli 3 punti (rossoneri 66 punti, bianconeri 63) ed entrambi consapevoli del fatto che un successo equivarrebbe a mettere un'ipoteca sulla qualificazione all'Europa che conta, soprattutto in caso di passi falsi delle dirette inseguitrici. All'andata, come ricordiamo, la partita è finita a reti bianche con in mezzo un rigore fallito da Pulisic.Milan e Juventus, nella loro storia, non sono state protagoniste solo sul campo ma anche in tema di calciomercato. In oltre 100 anni di storia molti giocatori hanno vestito le maglie di entrambi i club. Alcuni hanno lasciato il segno sia con l'una che con l'altra, altri hanno garantito un supporto importante dopo aver deluso nella squadra di provenienza. Sta di fatto che questa faida va ben oltre la questione campo.
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Tempi d'oro: dal Divin Codino a Pirlo
Il Milan ha dalla sua parte due colpi a sensazione (pagati però a peso d’oro): Roberto Baggio e Pippo Inzaghi. Il Divin Codino, dopo 5 anni da leader nella Juventus, è passato ai rossoneri nel 1995 ricoprendo un ruolo da comprimario in uno dei Milan più forti della storia. La sua avventura a San Siro non sarà emozionante, almeno dal punto di vista realizzativo, e dopo numerosi battibecchi contro Arrigo Sacchi il Pallone d'Oro 1993 si accascia al Bologna. Discorso completamente diverso per Super Pippo che, sia con i bianconeri che soprattutto con i meneghini, ha lasciato ricordi indelebili. Indimenticabile la sua doppietta nella finale di Istanbul.
Un fatto curioso in questa asso di calciomercato è che gli acquisti maggiormente determinanti (a parametro zero e a prezzo di svendita) hanno lasciato il Milan per vestire la casacca bianconera: epoche diverse, stili di gioco diametralmente opposti, ma tremendamente funzionali in tempi distinti. Stiamo parlando di Edgar Davis e Andrea Pirlo. L'olandese è stato un vero e proprio mostro nel centrocampo di Marcello Lippi, determinante sia in Serie A che in Europa, nonostante le due finali di Champions League perse. L'azzurro ha illuminato la Juve di Conte e garantito geometrie alla prima Juventus di Allegri fermatasi solo in quella maledetta sera di Berlino.
Da Abbiati a Bonucci, fino al Pipita Higuain
Andando più verso i nostri giorni, non si può certo dimenticare il controverso quanto clamoroso passaggio di Leonardo Bonucci dalla Continassa a Milanello. Arrivato al Milan per 42 milioni di euro viene subito nominato capitano ma la sua sarà una stagione complicata e gli attriti con l'ambiente rossonero tanto che solo un anno dopo ritorno a Torino. Stesso discorso per Gonzalo Higuain. Il Pipita, dopo due stagione monstre con i bianconeri, viene ceduto ai meneghini in prestito con riscatto. Arrivato sotto la fama di grande bomber, all'argentino andrà peggio: lascia Milano già a gennaio per approdare al Chelsea.
Forse non è il primo nome che viene in mente ma Christian Abbiati è stato una vera leggenda per il Milan. Arrivato in rossonero dal Monza nel 1998 vi è rimasto fino al 2016. Hanno fatto eccezione tre stagioni, tra il 2005 e il 2008, in cui è stato mandato in prestito. La prima volta, a sorpresa, alla Juventus, per sostituire Buffon, infortunatosi alla spalla. Con i torinesi numeri mostruosi: 13 clean sheet in 27 presenze. Buffon non è stato rimpianto.
Alessandro Matri, dal suo canto, lo si può considerare un "bomber di scorta". Nel 2013 la Juve lo cede al Milan dopo trova Massimiliano Allegri che lo aveva già allenato al Cagliari. Per Mitra-Matri si trattava di un ritorno, visto che aveva già giocato nel Milan a livello giovanile e aveva esordito in Serie A il 24 maggio 2003. Nella sua seconda esperienza in rossonero soltanto un goal in 18 presenze. Nel gennaio 2015 torna alla Juve per sei mesi, tempo di decidere la finale di Coppa Italia. Ancora con Max Allegri.
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