Giovanni Corrado analizza la stagione del Pisa, ammette che la Serie B era nelle possibilità e difende le scelte su Gilardino e Hiljemark
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Il direttore generale del Pisa, Giovanni Corrado, analizza la stagione senza alibi e lo fa con parole chiare, nell’intervista rilasciata ai canali ufficiali del club. “Non ci siamo dimostrati una squadra da Serie A”, una frase netta che fotografa il livello espresso durante l’anno e che spiega il risultato finale. Poi aggiunge: “La Serie B era nelle aspettative”, ammettendo che il salto di categoria si è rivelato più complicato del previsto.
Corrado insiste su un concetto preciso: “Oggi non retrocede una squadra di Serie A, ma una neopromossa che non ha dimostrato di esserlo”, spostando il discorso sul percorso del club e sulla distanza ancora esistente rispetto a quel livello, senza cercare giustificazioni esterne ma riconoscendo i limiti mostrati durante la stagione.
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Gilardino e Hiljemark: “Non potevo cambiare tutta la squadra”
Il passaggio più delicato riguarda le scelte tecniche, a partire da Alberto Gilardino, e qui Corrado entra nel merito con grande chiarezza: “Non potevo cambiare tutta la squadra, è più semplice cambiare l’allenatore”, spiegando la logica dietro l’esonero e il tipo di decisione presa in quel momento.
Poi arriva anche una riflessione più ampia: “Col senno di poi le cose non sono cambiate molto”, un’ammissione che evidenzia come i problemi non fossero legati solo alla panchina ma a una situazione più profonda. Su Oscar Hiljemark, Corrado mantiene la stessa linea: “Ha lavorato in un contesto complesso”, riconoscendo le difficoltà trovate dal tecnico e aggiungendo implicitamente che “non era semplice incidere in quel momento”, confermando come il finale di stagione fosse già indirizzato.
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Il progetto: “Non dobbiamo essere ossessionati dal risultato”
Nonostante la retrocessione, Corrado difende la linea del club e guarda avanti senza stravolgere tutto: “Non vogliamo essere vittima dell’ossessione del risultato”, ribadendo la volontà di continuare su un percorso costruito nel tempo. Poi sottolinea: “Abbiamo tanti ragazzi giovani che possono creare valore”, indicando la base da cui ripartire e il senso di un progetto che guarda oltre la singola stagione. La chiusura è sulla direzione futura: “Serviranno calma e lucidità per fare i passi giusti”, una posizione che conferma come la Serie B non venga vista come una rottura totale ma come una fase da gestire con equilibrio.
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