- Notizie Calcio
- Calcio Italiano
- Calcio Estero
- Calciomercato
- Streaming
- eSports
- DDD X EVENTS
- Redazione
Il Derby della Madonnina Milan-Inter di questa domenica, 8 marzo, si avvicina con un peso significativo: da una parte l'Inter di Cristian Chivu, capolista con dieci punti di vantaggio sulla seconda ma ancora a secco di vittorie nel derby dal 2024, dall'altra un Milan che sotto la guida di Massimiliano Allegri ha ritrovato compattezza e identità, e che si gioca forse la partita più importante della stagione, secondo Fabrizio Biasin. Ne abbiamo parlato con il giornalista di "Libero Quotidiano" e voce tra le più autorevoli del calcio italiano, interista dichiarato ma capace di leggere le dinamiche del campionato con lucidità e senza sconti per nessuno. Dal caso Bastoni ai paragoni tra Mkhitaryan e Modrić, passando per l'analisi del lavoro di Chivu e Allegri: una conversazione a tutto campo in vista di un derby che potrebbe già dire molto — se non tutto — sulla corsa allo scudetto.
Sono otto vittorie consecutive in campionato per l'Inter, che domenica potrebbe portarsi a +13 sul Milan. Eppure, con ancora 30 punti in palio, una sconfitta nerazzurra in questo Milan-Inter potrebbe rimettere tutto in discussione? Come proietta questo derby?
“Sono due strade diverse, cioè da una parte una vittoria dell'Inter, diciamo, chiuderebbe, anche se poi ci sono ancora tante partite, ma da un certo punto di vista chiuderebbe il discorso scudetto, dall'altra una vittoria del Milan riaprirebbe assolutamente la discussione per me, perché è vero, ci sarebbero ancora sette punti di vantaggio, ma a livello psicologico sarebbe certamente una mazzata per l'Inter che ha già perso il derby di andata. E quindi certamente è una partita importante di per sé in quanto derby, ma in assoluto perché è la partita che può o chiudere o riaprire il discorso scudetto e chiaramente l'Inter scende in campo con la possibilità di ragionare sul pareggio, che comunque manterrebbe invariata di distanza, sarebbe una distanza importante ancora. Il Milan ha la possibilità di riaprire lo scudetto che passa solo e soltanto dalla vittoria in questo Milan-Inter.”
Se il Milan vincesse domenica, Lei pensa che l'Inter, per quanto costruita e solida, possa ancora crollare? come Lei valuta il momento della squadra di Chivu dopo l'eliminazione in Champions?
“In campionato l’Inter ha fatto un percorso sopra le aspettative. Trovarsi adesso a dieci punti di vantaggio sulla seconda in classifica riflette il lavoro di Chivu che è entrato nella testa di un gruppo che andava ricaricato mentalmente. In Champions League è andata male. L’Inter ha perso contro una squadra che sulla carta era alla portata e, quindi, giustamente è stata una delusione che può essere compensata dalla vittoria del campionato. Ed io credo che, in questo momento, le energie mentali siano andate tutte lì. In quest’anno l’Inter aveva bisogno di sollevarsi con una vittoria e prova a vincere lo scudetto dopo il tentativo assolutamente notevole quello dell’anno scorso di provare a fare strada ovunque.
In caso di una sconfitta in questo Milan-Inter, io non me lo immagino un crollo dell'Inter, però sicuramente una sconfitta porterebbe a riaprire un determinate discussioni, soprattutto a livello mediatico, sul fatto che comunque sia l'Inter e fa fatica in cosiddetti scontri diretti e quindi potrebbe avere ripercussioni dal punto di vista psicologico, dopodiché non mi immagino che questa squadra crolli. Questa squadra quest'anno ha avuto dei momenti di bassa, ha avuto delle partite in cui è uscita dal campo sconfitta, ma si è sempre rifatta poi immediatamente.”
La squadra di Chivu arriva a questo Milan-Inter senza Lautaro. Quanto cambia la squadra senza il suo capitano? Pio Esposito e Bonny sono pronti per una gara del genere?
“Ovviamente Lautaro Martínez è il punto di forza dell’Inter, non soltanto dal punto di vista tecnico, ma dal punto di vista carismatico. È un giocatore che ormai da anni è la guida dei nerazzurri, quindi sicuramente un'assenza pesante, però quest'anno ben compensata dalle alternative che magari nelle ultime partite non hanno proprio brillato, però sappiamo che quel reparto con Thuram, Pio Esposito e Bonny è all’altezza, è un reparto che quest'anno comunque ha portato già tanti gol, assist e, quindi, l'assenza di Lautaro in un derby pesa, ma l'Inter è pronta e carica per affrontare questa partita che non vince dal 22 Aprile 2024.”
Per questo Milan-Inter, se i nerazzurri devono fare i conti con l'assenza di Lautaro, i rossoneri celebrano invece la stagione di Modrić: a 39 anni, il croato sta dimostrando che la Serie A sa ancora valorizzare i veterani. Ma guardando all'Inter, Mkhitaryan ha avuto un impatto paragonabile?
“Allora, sono due giocatori molto importanti del nostro campionato, su due livelli diversi. Per quanto io sia un grande fan di Mkhitaryan, giocatore straordinario, che negli anni di Inzaghi e anche adesso con Chivu è equilibratore della squadra, a volte non non si vede quanto possa essere importante Mkhitaryan, ma è veramente fondamentale perché un uomo intelligente che sa dove mettersi, capisce quando c'è da dare una mano in tutte le fasi di gioco, quindi grandissimo giocatore. Ma Modrić è su un altro pianeta perché rientra nella ristrettissima cerchia dei fuoriclasse. Ha vinto un pallone d'oro e sta dimostrando che in rarissimi casi la carta d'identità non fa la differenza e per quanto ci si potesse immaginare una buona resa da parte di un giocatore così importante, era difficilissimo pensare che potesse essere a così alto livello in tutte le partite per tutti i 90 minuti, quindi complimenti a Modrić che ha dato una dimostrazione ulteriore di quanto la classe riesca ad andare oltre poi all'età, gli acciacchi e problemi che hanno tutti quarantenni.”
Allegri è tornato al Milan dopo 11 anni e ha trovato una squadra completamente rinnovata. Molti tifosi rossoneri contestano il suo calcio difensivo. Da osservatore esterno e interista, come Lei valuta il lavoro di Allegri? E secondo Lei, il problema è l'allenatore o ce l’abbiamo ancora una squadra in costruzione?
“Ma no, io penso che il lavoro di Allegri sia un lavoro notevole, notevolissimo anzi. Lui ha preso una squadra che era una non-squadra e, anche se privata di giocatori importanti come Théo Hernandez o Reijnders, l'ha trasformata in una squadra. Adesso ha una logica. Poi, può piacere o non piacere l'idea di calcio di Allegri, ma in questo momento io vedo un gruppo che risponde alle richieste del suo allenatore e quando uno riesce a trasmettere la sua idea di calcio, ha raggiunto l'obiettivo. Quindi io ho solo parole buone per il lavoro di Allegri che potrà in futuro migliorare se la società riuscirà ad accontentarlo. Che questo è l'anno del campionato che basta e quindi va bene una rosa costruita in questa maniera. Ovviamente dall'anno prossimo con la Champions League, il Milan avrà bisogno di alternative in tutti i ruoli e l'allenatore dovrà essere aiutato, perché, insomma, sappiamo cosa vuol dire dover affrontare il doppio impegno settimanale.”
Chivu è alla sua prima grande stagione da allenatore di prima squadra, e l'Inter è in testa. Cosa ha cambiato rispetto a Inzaghi?
“È stato molto bravo più che a portare delle cose sul campo, che pure ha portato, cioè più verticalità, un 3-5-2 un po’ diverso, non meglio o peggio, perché anche negli anni di Inzaghi abbiamo visto l’Inter giocare a un livello stratosferico. Però, al netto delle risoluzioni di campo che ci sono e le stiamo vedendo, io credo che la sua più grande capacità sia stata quella di abbassare il livello di pressione al gruppo. A me sembra che la sua strategia della non tensione abbia portato a tanti vantaggi. Questa è una squadra che aveva bisogno di distendere i nervi e con la gestione Chivu ci è riuscita molto, molto bene. Mi sembra una squadra più rilassata. Era una squadra che già lavorava e giocava ad altissimo livello, ma che forse aveva proprio bisogno di rilassarsi un attimo dal punto di vista mentale. Questa cosa l'ha portata assolutamente Cristian Chivu.”
Scappando un pochino dalla partita in sé, volevo chiedere della polemica su Bastoni, che viene fischiato in ogni stadio d'Italia dopo il Derby d'Italia con la Juventus. Un difensore chiave dell'Inter e della Nazionale, che rischia di giocare in un clima sempre ostile. Vorrei un suo parere su questa situazione e secondo Lei, quando finirà?
“I fischi sono sempre un'espressione legittima da parte dei tifosi. Se resta dentro un certo tipo di argine, ogni tifoso ha il diritto di esprimere il suo dissenso se pensa che ci sia qualcosa che non va, rispetto all'azione di un di un giocatore, di un tesserato. Però, una cosa che mi fa specie è l'ipocrisia che c'è dietro questi fischi, cioè al fatto che si vuol far passare questa definiamola “battaglia contro i simulatori”, se così fosse allora bisognerebbe fischiare a una dozzina di giocatori a settimana. Bastoni ha certamente sbagliato, lo ha anche ammesso, ma non è stato il primo, non sarà l'ultimo tra i giocatori che cercano di ottenere vantaggi su un campo da calcio. Bastoni ha sbagliato ulteriormente festeggiando dopo aver ottenuto un vantaggio e questo è certamente un'aggravante… quindi io capisco un certo tipo di reazione da parte dei tifosi, ma poi la verità è che, ripeto, ogni settimana ci sono tanti giocatori che ci provano in tanti modi e allora se fischiano Bastoni, bisogna fischiare tutti.
Quando finirà? Non ne ho la minima idea, di sicuro non finirà domenica durante Milan-Inter. Nel derby mi aspetto ancora tantissimi fischi, probabilmente questa sta diventando anche una moda che probabilmente ci porteremo avanti per un po’, fino a quando ci si concentrerà magari su qualcun altro, passerà di moda il fischio Bastoni."
© RIPRODUZIONE RISERVATA