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La giornata di Serie A conclusa ieri sera con Verona-Udinese rischia di essere una di quelle giornate che, nell'economia di un campionato, pesa parecchio. Complice un calendario favorevole, l'Inter piazza il primo allungo e va a +5. Ecco chi altro ha convinto e chi ha deluso nel 22esimo turno di campionato.
L'Inter ha aperto la giornata e lo ha fatto con una partita decisamente scoppiettante, più di quanto fosse lecito aspettarsi. Pronti, via e subito Moreo fa 0-1 per il Pisa su pasticcio di Sommer, anche se la palla datagli da Mkhitaryan grida vendetta. Poi ancora Moreo fa 0-2. Sembrava la classica serata da occasione sprecata, calendario alla mano, per i nerazzurri milanesi. Invece no. Chivu fa un cambio, messaggio forte alla squadra (e alla dirigenza?) prima della fine del primo tempo e le cose cambiano. Dimarco prende il posto di Luis Henrique e spacca la partita. L'Inter in 10 minuti ribalta uno 0-2 che sembrava preannunciare un clamoroso risultato. Ecco, come dicevamo, viste le partite della domenica potrebbe essere una vittoria pesantissima anche ripercorrendo un futuro film del campionato a maggio. Per ora, sicuramente, è la vittoria che spalanca le porte della fuga per l'Inter, la prima stagionale.
Chi non ha, nemmeno per un minuto, fatto dubitare dei tre punti i propri tifosi è il Como. Roboante 6-0 su un Torino difficile da commentare e vittoria da record in Serie A per la società lariana. In una giornata in cui Paz non brilla, prendono il palcoscenico tutti gli altri, Douvikas in primis. Questo Como è una squadra bella, esaltante, meritevole di elogi. Ora il prossimo passo da fare per sognare è uno scalpo a una big. A proposito di scalpi: che Juventus a Torino! Spalletti ha cambiato volto ai bianconeri, che ora sono senza dubbio la favorita per il terzo posto. Il 3-0 dello Stadium, seppur contro un Napoli pesantemente rimaneggiato, lascia pochi dubbi: il futuro della Vecchia Signora dipende da se stessa.
Incoraggiante fine settimana per tante altre squadre. Hanno vinto l'Atalanta, che spazza via un Parma rinunciatario e assolutamente insufficiente, e il Cagliari, corsaro a Firenze. I sardi con i tre punti conquistati al Franchi dopo i tre portati via alla Juventus due sabati fa possono dirsi decisamente più tranquilli, dopo che le cose sembravano mettersi male. Bene anche il Genoa, che ribalta il Bologna in casa e respira, proprio come il Cagliari. Infine, vittorie utili per allungare definitivamente sulla corsa salvezza anche per Udinese e Sassuolo, rispettivamente su Verona e Cremonese.
Il Milan pareggia 1-1 a Roma e perde terreno sui cugini interisti. Intendiamoci quando si parla di flop: dipende da come la si vede. Il risultato è soddisfacente per la lotta quarto posto che Max Allegri continua a indicare come l'obiettivo primario, ma porta il Milan a -5 dall'Inter. Ecco, in un anno senza coppe, con un allenatore tutto sommato inesperto a questi livelli dall'altra parte e con un organico comunque più che valido, sarebbe lecito aspettarsi qualcosa in più.
Non tanto a livello di punti, che, numeri alla mano, sono comunque parecchi, quanto a livello di gioco. Il Milan non ha giocato il primo tempo, non ha mai dato l'impressione di poter prendere in mano la situazione, contro una squadra che tre giorni prima aveva giocato in Europa League e decisamente corta in vari reparti. Dopo la partita Allegri, commentando il rigore, ha detto: "Un episodio così può capitare". Certo, è ovvio. Ma rimettersi sempre alla speranza che non capiti mai un episodio sfavorevole, forse, non è la migliore delle soluzioni. E quest'anno il Milan quando non è stato premiato dalle situazioni episodiche ha, spesso e volentieri, lasciato punti per strada.
Infine, il Torino. Tra le tante squadre deludenti, chi per un motivo chi per l'altro, tutte hanno una scusa. Il Napoli con gli infortuni, il Parma vari problemini fisici e un pregresso comunque discreto nelle ultime tre partite, il Bologna è rimasto in 10, la Fiorentina ha avuto un fisiologico passo indietro dopo alcune partite di crescita, e così via. Il Torino no. Il Torino non ha giocato, facendosi spazzare via sotto ogni punto di vista dagli avversari. Aver subito cinque gol all'andata doveva essere uno stimolo per migliorarsi e invece la squadra di Baroni è riuscita nell'ardua sfida di fare peggio, con errori superficiali, atteggiamento indolente e scelte disastrose. E ora la classifica si accorcia, la Fiorentina risale e settimana prossima Toro-Lecce rischia di essere un pericoloso scivolo verso la lotta salvezza.
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