I nerazzurri vincono lo scudetto 21, mentre alle sue spalle rallentano Milan e Juventus. Sarà corsa fino alla fine per il quarto posto
Marea nerazzurra in Duomo! Tifosi cantano per lo Scudetto dell'Inter
Giornata scudetto doveva essere e giornata scudetta è stata: l'Inter vince il ventunesimo campionato di Serie A della sua storia. Ecco chi ha convinto e chi ha deluso nella 35a giornata, al di là del trionfo dei nerazzurri.
La classifica al termine della 35esima giornata ⤵️ pic.twitter.com/k8anKLene2
— Lega Serie A (@SerieA) May 4, 2026
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I top di giornata: l'Inter taglia il traguardo, Roma ancora lì
Partiamo dalla squadra che fa scorrere i titoli di coda su questo campionato, almeno per la lotta scudetto. L'Inter di Cristian Chivu porta a casa il Tricolore e lo fa in una partita che, simbolicamente, chiude il cerchio della prima parte di carriera dell'allenatore romeno, contro il Parma, con cui ha iniziato con i professionisti. Una vittoria meritata, figlia di una costanza che le altre squadre non hanno avuto, soprattutto con le piccole: i nerazzurri sono stati letali contro le squadre della parte destra della classifica, lasciando sul piatto pochissimi punti. Onore quindi all'Inter, squadra non perfetta ma nettamente superiore alle altre in questa stagione, soprattutto in attacco. In un campionato in cui si segna poco, non è cosa banale che a vincere sia chi segna di più.
Quando meno te lo aspetti, poi, riecco la Roma. Quattro schiaffi a una Fiorentina difficile da commentare portano la Roma a -1 dalla Juventus, quarta, e a -3 dal Milan, terzo. La squadra di Gasperini torna quindi prepotentemente in lotta per un posto in Champions League, nonostante qualche settimana di turbolenze dentro e fuori dal campo. Fondamentale adesso fare tre punti contro il Parma per mettere pressione al Milan, che giocherà domenica sera contro l'Atalanta, a prescindere dal risultato della Juventus impegnata sabato al Via del Mare di Lecce. I giallorossi potrebbero quindi regalarsi qualche soddisfazione che poteva sembrare insperata appena due settimane fa.
Ottima giornata anche per il Sassuolo, che batte 2-0 un Milan, di cui parleremo dopo, lontano dalla miglior versione di sé. Grosso si dimostra ancora una volta allenatore preparato, capace: nel prossimo futuro, magari, potrebbe avere una chance anche in qualche panchina un po' più importante. Infine, gli ultimi top di giornata: in primis il Lecce, che piazza l'allungo in ottica salvezza e va a +4 sulla Cremonese battendo il Pisa. E, ultima per rilevanza nel quadro del campionato, l'Udinese. Una bella giornata per i bianconeri, di quelle in cui diventano una squadra da parte sinistra della classifica e sono materia complicata da trattare per chiunque.
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I flop della 35a di Serie A: crollo Milan, stallo Juve, Cremonese troppo leggera
Il tonfo più pesante della giornata per modalità e impotenza di fronte all'avversario è quella del Milan. I rossoneri sono piantati, un po' sotto tutti i punti di vista: fisico, mentale, tattico. Tutti e tre sono ben rappresentati dalla follia di Tomori, espulso per un fallo di rara ingenuità e sciocchezza. La sconfitta di Reggio Emilia non può far altro che riattivare tutti i sensori di allarme possibili per Allegri, anche perché il calendario è tutt'altro che morbido. Milan-Atalanta e Genoa-Milan sono due partite tutt'altro che scontate e se la Roma e il Como, oltre alla Juventus, dovessero fare filotto, cosa possibile, la qualificazione in Champions League sarebbe a rischio. E in quel caso, l'annata sarebbe ampiamente insufficiente.
La Juventus, invece, gioca piuttosto bene ma non vince contro il Verona. Flop? Guardando al giudice inappellabile, ovvero il risultato, bisogna dire di sì, anche perché non è la prima volta che i tre punti non arrivano in circostanze simili. La colpa non è assolutamente dell'allenatore e, forse, nemmeno dei giocatori. Il tecnico di Certaldo ha cercato in ogni modo di far capire alla dirigenza che aveva bisogno di un centravanti a gennaio, deputato a fare i gol che servono per vincere le partite, convertendo in punti il gioco prodotto. Non è un alibi, ma è una spiegazione logica: con quell'attaccante forse i tifosi bianconeri sarebbero già intenti a sgombrare l'agenda per il martedì e il mercoledì.
La Cremonese passa in vantaggio con la Lazio e poi si fa rimontare nel finale: tutto l'opposto di una squadra che dovrebbe avere il sangue agli occhi per provare a mantenere la categoria. Un risultato disastroso, che avvicina sensibilmente la Serie B. Sarebbe, senza troppi dubbi, una retrocessione meritata. I grigiorossi han fatto 8 punti in cinque mesi, un dato davvero pessimo, quasi un record negativo. Una statistica che non fa sconti e che dipinge a pieno l'enorme blocco della Cremo da dicembre in poi.
Infine, due righe sulla Fiorentina e sull'Atalanta. Una volta conquistata la salvezza, i viola hanno staccato la spina, collezionando una figuraccia a Roma. Un brutto modo, soprattutto considerando l'andazzo della stagione, per congedarsi da un'annata negativa. Ci dovrebbe essere la voglia di togliersi qualche soddisfazione, invece c'è solo la voglia di finire il prima possibile per andare in vacanza. L'Atalanta invece non vince per la quarta partita di fila e ha mollato completamente gli ormeggi. Sarà settimo posto, o ottavo, se la Lazio dovesse finire alla grande la stagione, anche se il calendario - i biancocelesti sfideranno Inter e Roma - lo rende difficile. E dunque, i bergamaschi dovranno tifare Inter in finale di Coppa Italia, cosicché il settimo posto valga l'Europa. Si poteva fare di più, soprattutto nelle ultime settimane.
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