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Torino-Napoli andata e ritorno: i principali doppi ex di Juventus-Napoli

Mattia Celio
Mattia Celio Redattore 
Da Sivori a Zoff, da Ferrara ad Higuain fino a Spalletti-Conte: quanti colpi di mercato hanno regalato bianconeri e partenopei
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La domenica della 22^giornata della Serie A propone nel pomeriggio un big match tutto da vivere. Appuntamento alle 18 all'Allianz Stadium, dove va in scena la sfida Juventus-Napoli. Bianconeri chiamati a riscattare il KO di Cagliari e rilanciare la candidatura per un posto in Champions League, mentre i partenopei non possono permettersi di sbagliare dopo la vittoria dell'Inter sul Pisa che ha allungato la distanza dalla vetta a 9 lunghezze.

Juventus-Napoli, una rivalità anche sul mercato: i principali doppi ex

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Juventus-Napoli come sappiamo è una delle più grandi rivalità del panorama calcistico italiano. Non sarà sicuramente acceso quando i derby di Milano o il derby di Italia ma resta comunque il fatto che, almeno per i giocatori, se scegli di indossare una maglia non puoi scegliere di indossare anche l'altra. Tradotto "o me o lui". Un concetto che diversi giocatori non hanno afferrato tanto che, per questo, sono stati accusati di "alto tradimento". E bianconeri e partenopei, nella loro storia, hanno dato vita a colpi di mercato rimasti nella storia. Rivediamo i principali doppi ex.

Da El Cabezón Sivori a Dino Zoff: i primi segnali di grande rivalità

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Altri tempi, altro calcio e altro Juventus-Napoli. Negli anni '60 la rivalità tra bianconeri e partenopei non era certamente accesa quanto adesso ma nonostante tutto non sono mancati i grandi colpi di mercato. Il primo ad inaugurare l'asse Torino-Napoli (e viceversa) è stato Omar Sivori. El Cabezon, chiamato così per la folta capigliatura scura che spiccava sul corpo minuto, ha indossato la maglia della Juventus dal 1957 al 1965 anno in cui il Napoli lo strappò ai bianconeri grazie all'opera di persuasione dell'allenatore Bruno Pesaola. Inoltre l'allora presidente partenopeo Achille Lauro, per ottenere il suo cartellino, acquistò due motori navali per la sua flotta e pagò settanta milioni.

Con la maglia azzurra, che vestirà tre anni, formò la coppia di attacco tutta sud-americana con un altro grande doppio ex, José Altafini. L'ultima sua partita fu, guarda caso, proprio contro la Juventus il 1°dicembre 1968 in cui Sivori litigò fortemente con l'arbitro Fulvio Pieroni rimediando un'espulsione e sei turni di squalifica, motivo per cui decise di lasciare il calcio. Il suo compagno, appunto, Altafini fece invece il percorso opposto. Dopo 7 anni con i partenopei nel 1972 passò ai bianconeri dove fu, in termini di statistiche, il "panchinaro di lusso". Nonostante davanti a lui ci fossero giocatori del calibro di Pietro Anastasi e Roberto Bettega, l'italo-brasiliano vinse da protagonista due scudetti.

Inoltre, insieme ad Altafini, in quello stesso anno passò alla Juventus anche un portiere che avrebbe poi alzato la Coppa del Mondo nel 1982, Dino Zoff. Il nativo di Mariano del Friuli arrivò a Torino in un cospicuo scambio che coinvolse, tra gli altri, il più giovane ma anche più incostante Pietro Carmignani. In 11 anni con la maglia bianconera Zoff vinse 6 scudetti, 2 Coppe Italia e 1 Coppa UEFA senza mai saltare una sola partita.

Da Ciro Ferrara ad Higuain: il marchio del "tradimento"

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Con gli anni la rivalità tra Juventus e Napoli inizio a guadagnare maggiore attenzione, soprattutto quando sia partenopei che bianconeri si sono trovati in lotta per il tricolore. Nonostante siano passati più di 30 anni i partenopei non hanno ancora dimenticato il tradimento di Ciro Ferrara. Colonna nel Napoli che vinse due scudetti e la Coppa UEFA, nel 1994 passò alla Juventus per 9,4 miliardi di lire dove raggiunge il suo ex allenatore Marcello Lippi. In tutta la sua carriera, Ferrara vestirà solo due maglie, proprio quelle di Napoli e Juventus. Una decisione che il popolo partenopeo non ha mai realmente perdonato.

Discorso completamente diverso vale per Fabio Quagliarella. Tifosissimo del Napoli, il classe '83 passò ai partenopei nel 2009 dopo stagioni di alto livello con l'Udinese. La sua permanenza a casa durò solo una stagione quando l'anno dopo, appunto, passò alla Juventus. Per anni i tifosi azzurri lo etichettarono come un traditore e non gli risparmiarono neanche grandi insulti e minacce, prima però di conoscere la triste verità: era stato vittima di stalking per mano di un ex agente della Polizia postale, poi arrestato e condannato. Una verità che, fortunatamente, fece tornare i tifosi azzurri sui loro passi.

Nell'estate del 2016 ci fu il colpo del secolo: Gonzalo Higuain dal Napoli passa alla Juventus per la cifra record di 90 milioni di euro. Cifra che fece di lui l'acquisto più oneroso di tutta la Serie A. Dopo tre anni con i partenopei in cui scrisse pagine di storia realizzando inoltre quei famosi 36 gol in una stagione, l'argentino spiazzò completamente tutti. Nemmeno i tifosi del Napoli potevano credere che quel giocatore che fino a poco prima consideravano un re sarebbe diventato "il traditore per eccellenza".

Gli allenatori con la doppia panchina

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Come per i giocatori, il mercato vale anche per gli allenatori e anche grandi nomi non mancano. Questa sera la partita vedrà in panchina due grandi ex da ambo le parti. Luciano Spalletti, che solo 3 anni fa aveva riportato lo scudetto a Napoli, oggi siede sulla panchina della Juventus, mentre su quella azzurra l'ex bianconero Antonio Conte proverà a dare un grande dispiacere ai suoi ex tifosi dopo che in tre anni da allenatore della Vecchia Signora (2011-2014) aveva costruito quella squadra che avrebbe poi dominato il calcio italiano per 9 anni.

Tra altri nomi di lusso troviamo quello di Marcello Lippi. Dopo un sesto posto con il Napoli nella stagione 1993-94, l'anno dopo passò alla Juventus dove vinse tutto. E come non citare Carlo Ancelotti. La sua parentesi con la Juventus (1999-2001) non fu molto fortunata: un sesto e un secondo posto in campionato ed una clamorosa eliminazione dalla Champions League già nella fase a gironi. Stesso discorso sulla panchina del Napoli che si concluse con l'esonero dopo solo un anno e mezzo.

Neanche Claudio Ranieri ebbe molta fortuna su entrambe le panchina: con il Napoli ottenne un quarto posto nel 1992 prima di essere sollevato dall'incarico nel novembre dello stesso anno, mentre con la Juventus ottenne un buon terzo posto nel 2008 ma l'anno dopo non riuscì a ripetersi e anche quella stagione si chiuse con l'esonero. Più fortunato, almeno in termini di trofei, fu Maurizio Sarri: dopo essere andato più volte vicino allo scudetto con il Napoli (2015-2018) nel 2020 vinse il tricolore sulla panchina bianconera, ma il deludente andamento in Champions League fece interrompere il rapporto calcistico anzitempo.