Dopo la deludente eliminazione della Nazionale, la Serie A è pronta a ripartire in questo fine settimana. L'anticipo del sabato vedrà la sfida dell'Olimpico tra Lazio-Parma. La squadra di Maurizio Sarri cerca la quarta vittoria consecutiva per riaccendere le speranze di lottare per un posto in Europa, i Ducali invece sono reduci da due KO di fila ed un eventuale successo sarebbe un vero toccasana e soprattutto un passo importante verso una salvezza tranquilla.
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Lazio-Parma, il doppio ex di turno: la carriera di Nestor Sensini


Lazio-Parma, una sfida speciale per Nestor Sensini: una colonna per romani e ducali
—Dopo la sosta per le Nazionali, la Serie A torna ad essere la protagonista del fine settimana. Comincia il rush finale. Tra le sfide in programma alla ripresa delle ostilità spicca Lazio-Parma, in programma sabato alle ore 20:45. I biancocelesti arrivano alla partita sulle orme dell'adrenalina per le tre vittorie di fila contro Sassuolo, Milan e Bologna che hanno riacceso l'entusiasmo della tifoseria biancoceleste. Ma sabato, come comunicato dallo stesso tifo capitolino, riprenderà la protesta contro Claudio Lotito. I gialloblu, a loro volta, sono chiamati a riscattare i due recenti KO contro Torino e Cremonese, l'ultimo dei quali ha creato molta tensione tra la tifoseria e la società ducale.
Lazioe Parmahanno scritto importanti pagine di storia, soprattutto tra gli anni '90 e l'inizio del XXI secolo dove Aquilotti e Crociati sono stati protagonisti di sfide memorabili e vittorie storiche tra Italia e Europa. Uno dei tanti giocatori che ha avuto la fortuna di vivere quei momenti in prima persona sia da una parte che dell'altra è stato Roberto Néstor Sensini. Classe 1966, l'argentino è stato un giocatore di grande rilievo che, in carriera, ha vestito la maglia biancoceleste una sola stagione (1999-2000) e quella gialloblu per ben 8 anni (1993-99 e 2000-02).
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Arrivato in Italia nel 1989, quando viene acquistato dall'Udinese, Sensini si trasferisce al Parma nel novembre del 1993 e fin da subito diventa un elemento importante il tecnico Nevio Scala. La sua avventura in Emilia Romagna comincia come meglio non poteva: con la vittoria della Supercoppa UEFA contro il Milan. Dopo la sconfitta dell'andata al Tardini (0-1), i ducali ribaltano il risultato al San Siro vincendo 2-0 ed è proprio l'argentino ad aprire le marcature al 67'. Raddoppio decisivo di Crippa al 95'.
La fortuna si ripete la stagione successiva quando Sensini conquista il suo secondo trofeo, ovvero la Coppa UEFA nella finale tutta italiana contro la Juventus. Il centrocampista gioca però solo la partita di andata a causa di un'ammonizione che fa scattare la squalifica essendo diffidato. Ma le migliori soddisfazioni arrivano nella stagione 98-99, quando il Parma vince la Coppa UEFA (contro il Marsiglia) e la Coppa Italia (contro la Fiorentina) e in entrambi i casi è proprio Sensini a sollevare il trofeo in quanto capitano.

La parentesi (vincente) alla Lazio e il ritorno al Tardini
—L'arrivo di Alberto Malesani al Parma crea una spaccatura tra l'argentino e i Ducali e per questo Sensini, nel 1999, decide di trasferirsi alla Lazio. Il suo inizio con la maglia biancoceleste non è molto promettente a causa di uno stiramento durante la preparazione estiva che lo costringe a stare fermo un mese. Esordisce con i capitolini il 14 settembre 1999 in Champions League, nella partita contro il Bayer Leverkusen (1-1), mentre 5 giorni dopo fa il suo esordio in campionato nella vittoria per 3-0 sul Torino.
Nella Capitale, Sensini resterà una sola stagione vincendo però la Coppa Italia, la Supercoppa Italiana e soprattutto lo Scudetto. Un traguardo arrivato grazie alla vittoria del Perugia sulla Juventus, con rete decisiva dell'amico Alessandro Calori al quale l'argentino, in una recente intervista, ha dichiarato di "non avergli ancora pagato una cena dopo 25 anni per ringraziarlo". Nel novembre del 2000, ritorna a Parma in seguito ad uno scambio con Dino Baggio dopo aver collezionato 39 presenze e 2 reti.
Al suo ritorno al Tardini ritrova Alberto Malesani. Nonostante il momento poco fortunato dei Ducali a causa dei risultati poco soddisfacenti in campionato, Sensini riesce ad arricchire la sua bacheca vincendo la Coppa Italia nel 2002 dopo la doppia finale contro la Juventus. Quello sarà il suo ultimo trofeo in Italia dato che nello stesso anno fa ritorno all'Udinese. Chiude così la carriera al Parma dopo 271 presenze, 19 reti e ben 6 trofei. Unico rammarico, come lo stesso Sensini ha dichiarato in un'intervista di qualche anno fa, è stato non vincere lo scudetto: "Il mio Parma era davvero competitivo. Avevamo il potenziale ma non ci siamo riusciti".
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