La dura sconfitta contro il Bayern Monaco questa settimana praticamente chiude la partecipazione della Dea in Champions. Parliamo degli ottavi di finale e dell’unica squadra italiana rimasta, che ha avuto assolutamente un avversario molto difficile, ma ha perso in casa 6-1. Lei che ha giocato nel calcio italiano in un momento in cui il nostro campionato era il più forte al mondo pensa che questo sia un riflesso del dislivello tra il nostro gioco e quello che si vede fuori dall’Italia?
ESCLUSIVA
Orlandini ESCLUSIVA sull’Atalanta: “Il 6-1? Non fa una piega. L’Inter si gioca una fetta di campionato”

"Le squadre straniere hanno una marcia in più, ma hanno anche un budget differente e quindi sono gestioni completamente diverse. Poi prima in Italia arrivavano tanti grandi giocatori, i migliori del mondo venivano qua, mentre ora i più forti sono sparsi un po’ ovunque. Avere calciatori bravi determina i risultati. Non si tratta solamente di avere maggiore fisicità, maggiore corsa, si tratta di avere maggiore tecnica e questo ce lo hanno dimostrato le partite in questi ultimi due giorni.
Io mercoledì sera ho visto Manchester City e Real Madrid, con un Real molto rimaneggiato, ma lì c’erano due squadre importanti e forti. Il Bayern Monaco? Sinceramente io gli faccio i complimenti perché, secondo me, negli ultimi anni è stata forse la migliore squadra che ho visto per intensità, fisicità, determinazione e tecnica. Quindi è una squadra completa, al di là dell'avversario che ci poteva essere contro: è una squadra che sa adattarsi a qualsiasi tipo di situazione. E contro l’Atalanta l'ha fatto nel migliore dei modi".
Vorrei chiedere un suo parere sul lavoro di Palladino in quest’Atalanta e una prospettiva futura anche, se possibile. Questa sconfitta pesante in Champions intacca il lavoro di Raffaele Palladino?
"No. l'Atalanta è arrivata fin qua perché ha avuto sempre questa determinazione, questa sua mentalità, questo suo Dna. Una partita scalfire tutto quello che è stato fatto di buono fino adesso, ne tantomeno il buon lavoro che ha fatto Raffaele Palladino da quando è arrivato alla panchina dell’Atalanta. È una sconfitta pesante, però buttare all'aria tutto quello che è stato fatto per una partita, lo credo abbastanza riduttivo, nel senso che Palladino ha comunque incontrato una grandissima squadra e dopo bisogna guardare anche i valori che ci sono nel campo. Diciamo che loro si sono presi quasi il gioco dell'Atalanta, perché io ho visto la partita e non ho mai visto l'Atalanta così in difficoltà.
L’allenatore ha deciso di adottare questa strategia di giocare uomo su uomo ed è chiaro che quando perdi quasi tutti i duelli, è inevitabile che poi tu perdi la partita. Su dieci duelli che ha avuto con loro, i dieci li ha perso, quindi, diciamo, che il risultato è quello. Poteva essere anche molto più rotondo, parliamoci chiaro… però, già 6-1 è pesante. Ma io non ne faccio un dramma perché conosco il valore dell'Atalanta, so il valore del Bayern Monaco. Poi sicuramente forse l'Atalanta non era nella miglior serata, loro sicuramente sì. Però va dato merito a loro, non è che possiamo pensare che loro abbiano giocato bene e vinto perché l'Atalanta non era in giornata. Assolutamente no.
Bisogna riconoscerlo come credo sia stato fatto da parte dei tifosi bergamaschi da applaudire. Mi ricordo che al quinto gol loro hanno applaudito perché di fronte a queste cose… ecco, lo sport dovrebbe essere questo: cercare di capire l'avversario e fare anche i complimenti. D'altronde credo che la partita l'altra sera non faccia una piega".
Quando guarda e parla dell’Atalanta, quale parte prevale? Quella dell’ex calciatore Orlandini o quella del tifoso dell’Atalanta?
"Io sono tifosissimo dell'Atalanta. Io sono di Bergamo, cresciuto con il sangue nero blu e nel settore giovanile della squadra, ho esordito in quella società, quindi è chiaro che io sia entusiasta quando parlo dell’Atalanta, che non è come parlare di una squadra qualsiasi. Per me è una forte emozione, però, nonostante tutto, non mi piace mai parlare da tifoso. Io cerco di essere sempre abbastanza obiettivo in questa situazione anche quando guardo le partite.
Mi piace valutare e dare merito a quello che io vedo. Cosa ha fatto l’Atalanta in questi anni è innegabile che è stato straordinario agli occhi di tutti, non solamente al tifoso bergamasco. Però va anche riconosciuto, come l'altra sera, che se si perde una partita uno non può essere arrabbiato o trovare mille scusanti o alibi per dire che ha perso per questo o quello. L'altra sera loro del Bayern erano nettamente più forti e basta, non c'è altro da aggiungere".
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