Nella sua analisi, Porrini non nasconde un certo stupore nel vedere il crollo verticale dei rossoneri e si aspetta una risposta importante nella trasferta di Genova

AC Milan v AFC Ajax - UEFA Champions League

Il Milan celebra il compleanno di Ronaldinho: "Tanti auguri campione"

Il Milan che aveva accarezzato il sogno di riaprire il campionato oggi si ritrova appeso a un filo, dopo un crollo difficilmente spiegabile. Sergio Porrini non usa giri di parole per fotografare la crisi rossonera: i risultati ottenuti nei mesi scorsi, secondo l'ex difensore, avevano nascosto limiti evidenti nel gioco e una continuità mai davvero costruita.

Sergio Porrini Rangers

Adesso, con la Champions ancora da conquistare e il Genoa sul proprio cammino, il rischio di trasformare una stagione complicata in un autentico fallimento è più concreto che mai. E mentre Porrini promuove il lavoro di Spalletti alla Juventus, individuando nei bianconeri e nel Napoli le squadre meglio attrezzate per chiudere tra le prime quattro, sul futuro del Milan lancia un avvertimento chiaro: senza una società forte e un mercato all'altezza, nessun allenatore potrà migliorare le cose.

Guarda tutto il grande calcio nazionale e internazionale in streaming gratis su BET365

Sergio Porrini: "Campionato di basso livello. L'Inter non ha stradominato"

Come ti spieghi le difficoltà del Milan in quest'ultimo periodo?

"Difficile da dire, perché ha comunque ottenuto dei risultati importanti in precedenza, anche se molte volte dovuti più alla fortuna che ad altro. Maignan in alcune occasioni ci ha messo più di una pezza e l'espressione di gioco non faceva pensare di poter creare una continuità ed essere all'altezza dell'Inter. Ci ha illuso perché a un certo punto si è trovata a sette punti di distacco, con la possibilità di accorciare e ciò non è accaduto. Ho seguito spesso il Milan, ci sono state delle ottime partite come quelle nei derby, però, soprattutto quando ha inanellato quella serie di risultati utili consecutivi senza perdere, molte volte è stato fortunato. Un crollo così non è spiegabile, perché va bene perdere dei punti, ma non in questo modo".

Derby di Milano
MILAN, ITALIA - 8 MARZO: Koni De Winter e Ange-Yoan Bonny si contendono il pallone durante il match tra Milan e Inter allo stadio Giuseppe Meazza. (Foto di Luca Amedeo Bizzarri - Inter/Inter via Getty Images)

Il Milan si è esaltato soprattutto nei derby.

"Quella fiducia ha fatto credere di essere arrivati quasi alla pari. Poi c'è stato un crollo totale e adesso rischia grosso. È anche vero che è un campionato di basso livello, dove a parte l'Inter, che secondo me non ha stradominato perché ha vinto pochissimi scontri diretti, vede tutta una serie di squadre concentrate in pochi punti. Lo stesso Napoli con l'ultima sconfitta è ancora lì e non ha la matematica certezza di andare in Champions League. Le competizioni europee, la mancata qualificazione ai Mondiali e il campionato, soprattutto in quest'ultimo anno, stanno dando la sensazione che il livello sia molto basso".

Sergio Porrini: "Milan, il problema non è l'allenatore, ma parte dall'alto"

Con il Genoa ci sarà una svolta oppure ti aspetti che a regnare sia la paura?

"Con il Genoa sarà una partita tra due squadre con ambizioni completamente diverse: da una parte ce n'è una che non ha nulla da perdere, che si congeda per la fine di questo campionato davanti al proprio pubblico. L'obiettivo che il Milan deve raggiungere è superare la prestazione del Genoa di fronte al proprio pubblico e la volontà dei rossoblù di chiudere in maniera positiva il proprio campionato. Gli stimoli sono diversi e quindi il Milan deve vincere per forza. Tante volte i punti li perdi proprio contro squadre già salve o retrocesse, perciò non sarà affatto scontato. Ad esempio, è successo con i due punti persi dalla Juventus contro il Verona. Oppure li perdi contro squadre che non hanno niente da perdere, che giocano in modo sereno, che non hanno pressioni, a differenza del Milan che queste pressioni le ha. Dovesse fare il risultato dimostrerebbe maturità, in caso contrario, confermerebbe che c'eravamo illusi".

Massimiliano Allegri
MILANO, ITALIA - 10 MAGGIO: Massimiliano Allegri durante il match tra Milan e Atalanta allo stadio Giuseppe Meazza. (Foto di Marco Luzzani/Getty Images)

A prescindere dal piazzamento finale ripartiresti da Allegri l'anno prossimo?

"Allegri è partito benissimo, almeno in termini di risultati. Non ha mai entusiasmato in termini di gioco, nemmeno quando le cose andavano bene. Poi la rosa del Milan è questa. Ci sono dei buoni giocatori ma non mi sembra che sia di grandissimo livello. Per l'eventuale cambio in panchina, bisogna vedere anche cosa c'è di meglio in giro. Non è che in questo momento ci siano tutti questi allenatori da poter prendere. In più, ad essere sincero, la società, mi sembra abbastanza in crisi. A prescindere da chi sieda in panchina, se non vai sul mercato e prendi giocatori importanti non è facile ottenere i risultati".

Ti aspetti che qualcuna delle rivali possa fare un passo falso nella prossima giornata?

"La partita più difficile è sicuramente il derby tra Roma e Lazio. Poi non va sottovalutata la partita tra Juventus e Fiorentina, perché tra le tifoserie non scorre buon sangue. Si è creata una rivalità che, soprattutto dal punto di vista del tifoso, porta a chiedere qualcosa in più alla squadra. Le altre, invece, le vedo alla portata".

Sergio Porrini: "Questa Fiorentina non può fare paura alla Juventus"

Come ci arriva la Juventus e che partita ti aspetti con la Fiorentina?

"Arriva da una vittoria, quindi ha un ottimo morale perché ad oggi è terza e ha addirittura superato il Milan. Ha fatto una grande rincorsa e adesso si trova in una posizione ottimale per raggiungere questo benedetto piazzamento per partecipare alla prossima Champions League. Quindi ci arriva bene, ci arriva di fronte al proprio pubblico, allo Juventus Stadium. Sinceramente è una partita che deve vincere, perché questa Fiorentina non può fare paura. Poi è vero, nel calcio tutto può succedere. Capita spesso che si figurino dei risultati che non avevamo programmato o pensato, come nel caso della stessa Juventus contro il Verona. Però adesso mancano due partite, il morale è alto, sei terzo. Devi fare i tre punti e basta, senza dover neanche pensare alle rivalità e a tutto il resto".

Luciano Spalletti
TURINO, ITALIA - 6 MAGGIO: Luciano Spalletti durante una sessione di allenamento. (Foto di Filippo Alfero - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Quindi ti aspetti che tra Fiorentina e derby ne esca bene?

"C'è la possibilità di non uscire con sei punti, ma magari con quattro. Questo vale per tutte le squadre coinvolte, visto l'andamento delle ultime partite. Ribadisco, però, che la Juventus in questo momento si trova al terzo posto, se il campionato terminasse in questo momento andrebbe in Champions e parte comunque da una posizione di vantaggio. Tutte hanno delle partite non scontate e, alla fine, penso che la Juventus raggiungerà questo piazzamento".

Come giudichi il lavoro di Spalletti?

"Per me ha fatto un grandissimo lavoro, perché indipendentemente dal piazzamento in Champions si vede una Juventus diversa, determinata, con un'identità. Per me tutto questo è merito di Spalletti e del lavoro che ha fatto. È vero, veniva da un momento difficilissimo con la Nazionale, ma ha dimostrato che probabilmente lui è un allenatore che ha bisogno di stare a contatto tutti i giorni con la squadra, di avere il polso della squadra, di portare le proprie idee con costanza".

Sergio Porrini: "Con pochi rinforzi mirati la Juve può colmare il gap con l'Inter"

Credi che con qualche rinforzo in estate possa ambire a giocarsi lo Scudetto?

"Sì, tutto è possibile perché ha comunque un ottimo organico, quindi basterebbero pochi giocatori di livello per riuscire ad abbassare il gap che c'è con l'Inter, che ad oggi ritengo sia la squadra più forte anche come rosa, e non solo perché ha vinto questo campionato. Tutto è possibile, è logico che devono lavorare bene nel mercato estivo per aggiungere i pezzi giusti e fare il salto di qualità. Non è facile, la Juventus fa un ottimo lavoro di scouting e sono convinto che Spalletti si possa ottenere risultati importanti".

Caricamento post Instagram...
Cosa manca alla Juve per colmare il gap di cui parlavi?

"Mancano dei veri leader, in questa squadra non ci sono, o ce ne pochissimi. Pian piano Vlahovic sta emergendo, soprattutto da quando è arrivato Spalletti, si è responsabilizzato e aveva dato subito la sensazione di essersi preso un pochettino sulle spalle la Juventus, poi si è fatto male. Sicuramente però è in mezzo al campo, dove è fondamentale avere i leader, i giocatori carismatici. Questi, secondo me, alla Juventus mancano in questo momento, ma sono quelli che ti fanno vincere. La Juventus ha sempre avuto grandissimi giocatori, grandissimi leader che erano abituati a vincere. Anche quando ha fatto proprio il ciclo lasciando perdere gli italiani, ha preso i Matuidi, i Khedira, persone che ne venivano da realtà vincenti e che portavano positività e un'aura vincente all'interno dello spogliatoio. Oggi ci sono dei giovani promettenti, buoni giocatori, ma che non hanno quello stesso carisma. Chi è più carismatico di tutti ed è il vero leader, secondo me, è proprio l'allenatore al momento".

Secondo te chi la spunterà in questa Corsa Champions?

"Tolgo il Napoli, a meno che non si suicidi, sportivamente parlando. Per me è una bella lotta due tra Milan e Roma. Per i giallorossi sarà fondamentale il derby. Al tempo stesso, è vero che il Milan ha le partite più semplici sulla carta, il Como è troppo lontano. Quindi dico Napoli, Juventus e Milan. Perché se la Roma dovesse vincere il derby, potrebbe comunque terminare il campionato con gli stessi punti del Milan, qualora dovessero ottenere tutte e due i sei punti. Poi è vero che io non azzecco mai un pronostico".

Guarda tutto il grande calcio nazionale e internazionale in streaming gratis su BET365

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti