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GLI ARANCIONEROVERDI HANNO VINTO SOLO UNA DELLE ULTIME 13 PARTITE DI CAMPIONATO

Venezia, Zanetti: “Arrivare quartultimi equivale a vincere uno scudetto”

TURIN, ITALY - FEBRUARY 12:  Venezia FC head coach Paolo Zanetti looks on during the Serie A match between Torino FC and Venezia FC at Stadio Olimpico di Torino on February 12, 2022 in Turin, Italy.  (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Il tecnico ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara col Sassuolo

Davide Capano

Il Venezia ospita domani alle 15 il Sassuolo di Alessio Dionisi, tecnico che ha allenato i lagunari nella stagione 2019-2020, conquistando la salvezza in Serie B con 50 punti in classifica. Dopo il derby perso col Verona, l’allenatore Paolo Zanetti ha presentato così il match del Penzo in conferenza stampa: "Abbiamo analizzato il perché non abbiamo fatto la totalità della partita che volevamo fare. Nel primo tempo e nella prima parte del secondo eravamo stati in linea con quello che era stato preparato, poi non siamo stati squadra. Ci siamo guardati in faccia e abbiamo affrontato da uomini il problema. Quest’anno la partita di Verona è stata l’unica in cui ho visto la squadra un po’ mollare. Tempo per piangersi addosso non c’è, ma abbiamo davanti un futuro da scrivere. Per farlo serve energia e positività, so che non è facile ma ce la dobbiamo ricavare dentro di noi. Se oggi siamo ancora qui a giocarci l’obiettivo è merito di quanto fatto durante l’anno. Non siamo una squadra costruita per la salvezza a mani basse. Difficoltà ne abbiamo noi come ne avranno altre squadre. Il sistema di gioco non conta assolutamente niente, chi pensa che per salvarci dobbiamo giocare in un modo rispetto a un altro per me sbaglia. E’ stata una questione di atteggiamento, chi è entrato non mi ha dato niente, mi ha dato poco. Abbiamo attaccato senza pensare a difenderci, a Verona siamo stati in balia delle ripartenze dell’Hellas. Conta quanta cattiveria ci metti, quanto ti vuoi spendere per il compagno e lottare per la maglia che indossi".

 (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

"Ora si parla di una squadra che non ha le palle, ma due settimane fa abbiamo ribaltato un risultato tutti assieme - continua il mister arancioneroverde -. Ogni partita ha la sua storia, ma non è lo schema che ti fa vincere la partita, ma la voglia che hai nel raggiungere l'obiettivo. Penso che quello che ci stia mancando non sono i numeri degli attaccanti. Non stanno facendo cose straordinarie, ma qualcosa stanno facendo. L’anno scorso avevamo un centravanti che ha fatto 17 gol e sappiamo tutti quello che abbiamo fatto. L’anno prima non c’era e la squadra si è salvata all’ultima giornata. Non vuol dire però questo che per forza i gol devono arrivare da un giocatore solo, bisogna lottare insieme per l'obiettivo, che è arrivare un punto sopra il terz'ultimo posto, ci davano per retrocessi a gennaio, siamo terzultimi e con una gara in meno ancora da recuperare. Arrivare quartultimi equivale a vincere uno scudetto. Siamo come il Napoli che è dietro l’Inter e cerca di scavalcarla. E’ paradossale sapere che chi sta peggio di noi ha più entusiasmo, com’è possibile? Chi vuole bene a questa maglia e a questa società deve fare di tutto per aiutare la squadra. E' questo il momento di stare vicino ai giocatori, quello che a noi sta mancando è l’entusiasmo. Noi dobbiamo lottare fino all’ultimo secondo, tutto il resto viene di conseguenza. I gol non mancano da Henry o da Nsame, mancano da tutta la squadra, dai centrocampisti, dagli esterni, da chi entra, poi dobbiamo smettere di fare regali in difesa. Facciamo fatica a far gol, se regaliamo dietro diventa tutto più difficile. Siamo stati 27 giornate fuori dalla zona rossa, questa squadra evidentemente nelle corde ce la può fare. Altrimenti sarà solo un lento declino".

"Le mie squadre - spiega Zanetti -, da quando alleno la Beretti, hanno sempre avuto la mentalità. Poi si può giocare bene o male, ma deve tornare anche qui a essere così, indipendentemente da tattica e culture in spogliatoio. E’ un aspetto in cui mi sento bravo perché l’ho dimostrato negli anni, dev’essere così, in un modo o nell’altro. L'errore di Caldara col Verona? Errori individuali capitano, è successo a Caldara come Johnsen o Svoboda, ma non dobbiamo pensare che sia quello a condannarci, bisogna compensare e reagire da squadra e non lo abbiamo fatto, quello è stato il vero errore. Domani col Sassuolo dobbiamo sputare sangue fino all’ultimo minuto, poi se perderemo perché Berardi, Raspadori o Scamacca saranno più bravi analizzeremo quello che è stato e diremo bravi ai nostri avversari. Abbiamo bisogno vitale della nostra gente. Abbiamo sbagliato caratterialmente un derby e i derby non si sbagliano. Sono il primo ad essere incazzato nero, mi aspetto una reazione di rabbia, noi con la nostra gente siamo in debito. I convocati? Sono tutti convocati a parte gli indisponibili, farò le ultime valutazioni poco prima della partita. Vacca? Sta bene". Poi gli chiedono quanto sia cresciuto Scamacca da quando lo ha avuto ad Ascoli in Serie B: "Molto, Scamacca ti basta una settimana per capire che è un campione. Era al primo anno vero con me, dove era titolare. Ha fatto gol pesanti, ha doti personali importanti e l'ho sempre detto, per me è il futuro della nazionale".

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