Pescara, Legrottaglie: “Anche nell’emergenza Coronavirus continuiamo a fregare gli altri…”

Pescara, Legrottaglie: “Anche nell’emergenza Coronavirus continuiamo a fregare gli altri…”

#iofiguratiserestoacasa: il tecnico su Instagram sottolinea come ci sia ancora chi non rispetta le regole al tempo del Coronavirus…

di Davide Capano, @davide_capano

L’allenatore del Pescara Nicola Legrottaglie ha utilizzato Instagram per fare un’importante riflessione: “Beccato a distribuire droga, si giustifica con indifferibili motivi di lavoro. Coppia di amanti sorpresa ad amoreggiare in auto. Imprescindibili esigenze personali. Ma se proprio dovete baciarvi, dico io, almeno usate la mascherina. A parte gli scherzi (c’è effettivamente poco da scherzare), assistiamo a una continua violazione delle regole poste per la salute di tutti. Partono denunce per procurata epidemia, si studia la sorveglianza digitale e si prospetta la reclusione fino a 12 anni, ma chi viola la quarantena va avanti. E ciò che ci stupisce maggiormente è la naturalezza con cui viene fatto. O, forse, non dovrebbe stupirci affatto. Questo non è che il riflesso sociale della tendenza con cui tante persone trasgrediscono le regole più elementari. Regole per cui non esiste un codice, se non etico, la cui violazione quindi non è punibile, ma che ci farebbero vivere meglio. Rispetto, sincerità, fedeltà, ad esempio. Non vieni multato se rispondi male a un genitore; non c’è denuncia se menti a un collega per fregargli il posto; non vai in prigione per aver tradito tua moglie o tuo marito. Quindi accade, spesso. Con disinvoltura disarmante. È questo che preoccupa di più. Perché finché avvertiamo una punta di rimorso, un briciolo di pentimento, va bene. Ok, abbiamo sbagliato, ma la nostra coscienza è viva, possiamo cambiare. È quando non c’è alcun senso di colpa che è un casino. Se continuiamo a fregare gli altri, a mentire, a tradire, a vivere perseguendo solo un istante di piacere personale, senza alcun alcun fastidio interiore, bè, allora, in quel caso, la coscienza è intorpidita o, peggio, è morta. Ma può rinascere. Forse possiamo ancora rianimarla, e l’unico defibrillatore efficace è la verità. Se ci sforziamo di vederla, di ammetterla, di confessarla e di viverla, possiamo stare meglio. A questo servono le regole. Le regole sono occhiali che ci mostrano la verità quando perdiamo le DIOtrie.
Se rispettiamo i principi, adottiamo la verità. E la verità è che staremmo tutti molto meglio”.

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