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Torino-Roma, come tutte le partite di questa domenica e del lunedì seguente, è stata preceduta dal minuto di raccoglimento per Rocco Commisso. Il numero uno del club viola è deceduto nella notte dopo una malattia causando tristezza e dolore in tutto il calcio italiano. Doveva trattarsi di 60 secondi di silenzio totale e commemorazione, ma evidentemente così non è stato.
I tifosi sanno sostenere le loro squadre, mostrano spesso profondo rispetto per i loro giocatori. Arrivano persino a identificarsi con la propria formazione, come se scendessero in campo. Eppure, anche nel recente passato proprio loro, i "tifosi appassionati" hanno dato vita a fatti osceni che non c'entrano nulla col mondo dello sport. Non fa quasi più scalpore sentire di scontri con le forze armate o di insulti razzisti, talvolta addirittura rivolti ai propri ex giocatori.
Insomma, mancano educazione e rispetto per gli stadi in cui ci si reca e per i momenti differenti della partita. Un momento di commozione avrebbe dovuto essere quello destinato a ricordare Rocco Commisso; invece si è rivelato un indecoroso spettacolo con le tifoserie di Torino e Roma che si sono pesantemente insultate.
È anche vero che - fortunatamente - non tutti si comportano allo stesso modo. Bellissimo, per esempio, il gesto di Mandragora che dopo il suo gol al diciannovesimo minuto di Bologna-Fiorentina ha mostrato alle telecamere una maglia col numero 5 con impresso il nome di "Rocco". in seguito, un bacio alla maglia e un saluto, l'ultimo, davvero sentito al presidente.
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