derbyderbyderby curiosita Brasile, il commento sessista che scuote il web: “La Federazione non deve mettere donne ad arbitrare”

POCO FEMMINILE

Brasile, il commento sessista che scuote il web: “La Federazione non deve mettere donne ad arbitrare”

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Gustavo Marques, difensore centrale del Bragantino, ha accusato le direttrici di gara per averne seriamente influenzato lo svolgimento. Un presunto rigore non dato alla sua squadra ha acceso la polemica
Francesco Lovino
Francesco Lovino Redattore 

Un'affermazione che farà senza dubbio discutere. Da qualche anno oramai assistiamo in maniera molto graduale all'ingresso nel calcio maschile di arbitri donne. Un passaggio considerato chiave nello sviluppo dello sport più seguito al mondo che punta a favorire integrazione e socialità. Evidentemente, però, non tutti la pensano alla stessa maniera. Parola di Gustavo Marques, difensore centrale del Bragantino, che ha messo in discussione la designazione arbitrale di Daiane Muniz nel quarto di finale del Paulistao.

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Gustavo Marques a gamba tesa sull'arbitro: "Non ha senso..."

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Principale motivo di dibattito è un presunto calcio di rigore non assegnato al Bragantino nei minuti finali di partita.

Nonostante il gol segnato dallo stesso difensore centrale, Gustavo Marques; le recriminazioni hanno prevalso sulla gioia e sulle emozioni positive.  "Prima di tutto, voglio parlare dell'arbitraggio perché non ha senso giocare contro São Paulo, Palmeiras, Corinthians e che mettano una donna ad arbitrare una partita di questa portata", così nell'intervista a margine del match.

Senza troppo rancore ha aggiunto: "Era il nostro sogno raggiungere le semifinali o anche la finale, ma ha chiuso la nostra partita. Penso che la Federazione di San Paolo debba guardare partite di questa dimensione e non mettere una donna. Tutto il rispetto per le donne del mondo, sono sposato, ho mia madre, quindi mi scuso se sto parlando con le donne". La gara, disputata contro il Sao Paulo, è terminata 1-2 consegnando la qualificazione agli ospiti.

Le scuse immediate di Gustavo Marques

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Trascorso qualche tempo, Gustavo Marques ha compreso la durezza e la gravità delle sue parole mettendo subito le cose in chiaro e scusandosi: "Voglio venire qui in pubblico per chiedere perdono a tutte le donne per il mio discorso. So di essere un essere umano, ogni essere umano commette errori. In quel momento ero impulsivo, nervoso, ho detto cose che non avrei dovuto. Sono andato anche lì a Daiane, le ho chiesto perdono. Era con un'assistente, le ho anche chiesto perdono, perché anche lei è una donna. Penso di aver sbagliato a parlare."

Sua moglie prima e sua madre poi gli hanno raccomandato di usare altri modi per commentare l'esito di una partita, evitando di entrare in un tema così delicato senza un minimo di riflessione: "Sono qui per chiedere perdono a tutte le donne in Brasile, nel mondo. Anche mia moglie mi ha maledetto per il mio modo di parlare. Anche mia madre, tutti mi hanno chiamato, mi ha detto che non dovrei parlare. Sono un uomo, sono un essere umano per venire qui a chiedere perdono per il mio discorso. E ogni essere umano commette errori. Poi ho capito di aver commesso un errore. Sono qui per chiedere perdono a tutte le donne del mondo."

Su Daiane, arbitro dell'incontro: "Ha accettato il mio perdono. Ha detto di stare attenti perché ci sono donne che non lo accettano. Ha visto che ero nervoso, triste e amareggiato."

La Federazione alza la voce

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"È con profonda indignazione e rivolta che la Federazione Calcistica di São Paulo ha ricevuto l'intervista all'atleta Gustavo Marques, del Red Bull Bragantino, dopo la partita contro São Paulo, questo sabato (21), a Paulistão Casas Bahia.

Una dichiarazione in relazione all'arbitro Daiane Muniz che riflette una visione primitiva, sessista, prevenuta e misogina, incompatibile con i valori che governano la società e il calcio. È assolutamente sconvolgente che un atleta, in qualsiasi circostanza, metta in dubbio le capacità di un arbitro in base al suo genere."

Con queste parole, la Federazione ha introdotto l'argomento in una nota molto dura nella quale si esprime il desiderio che le autorità competenti provvedano ad intervenire se lo ritengano necessario.

"Daiane Muniz è un arbitro FPF/CBF/FIFA di altissima qualità tecnica, corretta e di carattere. La FPF rafforza ogni sostegno a Daiane e a tutte le donne che lavorano o desiderano lavorare in qualsiasi ambito del calcio. Il nostro lavoro quotidiano è garantire che il calcio sia un ambiente sicuro ed equo per tutte le donne. Infine, la FPF inolterà tali dichiarazioni alla Giustizia Sportiva, affinché possa adottare tutte le misure appropriate" conclude il comunicato.