derbyderbyderby curiosita Indignazione in Austria, un ex arbitro filma delle calciatrici in doccia. La condanna fa discutere

SCANDALO A LUCI ROSSE

Indignazione in Austria, un ex arbitro filma delle calciatrici in doccia. La condanna fa discutere

Indignazione in Austria, un ex arbitro filma delle calciatrici in doccia. La condanna fa discutere - immagine 1
Calciatrici filmate mentre si docciavano: questa è la notizia che fa clamore. Sgomento il ministro dello Sport e a dir poco leggera la condanna verso l'imputato
Francesco Lovino
Francesco Lovino Redattore 

Una doccia come tante altre si è trasformata in uno dei casi più incresciosi delle ultime ore. L'Austria è teatro delle polemiche veementi di calciatrici che sono state filmate subito dopo le proprie partite. 30 le donne violate, eppure non è tutto qui lo scandalo della scoperta.

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Calciatrici violate: ma la giustizia dov'è?

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A ottobre il quotidiano Vorarlberger Nachrichten aveva rivelato in anteprima lo scempio. Ora sono arrivate pesanti e preoccupanti conferme. Il colpevole è un ex arbitro ed ex dipendente dell'Altach. Nei suoi confronti comminata una pena di sette mesi di carcere, con sospensione, e multa di 1.200 euro. Inoltre, ciascuna delle calciatrici vittime meriterà un risarcimento danni pari a 625 euro.

Poco, pochissimo per chi sente lesa la propria dignità. Parola di Eleni Rittmann, ex giocatrice della squadra austriaca: "L'autore del crimine non era solo un alto arbitro in Svizzera, ma anche un dipendente di Altach. Ed è lì che ha filmato calciatrici femminili, comprese minorenni. Mi chiedo, quindi, se questa sia una punizione appropriata. Ci sentivamo al sicuro nello spogliatoio e questo ha danneggiato la nostra privacy in modo tale che alcune di noi ancora non si sentono al sicuro nelle docce pubbliche. Per me, questo non è un segnale abbastanza forte per qualcosa che non è tollerato nella nostra società".

Scandalo in Austria, interviene il Ministro

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Le scuse, inevitabili, non sono mancate, ma è oggettivo che ci siano delle polemiche su una sentenza così "morbida". L'imputato ha confermato che pur possedendo materiale di cui non ha alcun diritto, non lo avrebbe condiviso a soggetti terzi.

Sul caso, divenuto di Stato, è intervenuta la ministra dello Sport, Michaela Schmidt ha definito i fatti incresciosi e disgustosi. "Se gli atleti non sono al sicuro nemmeno nei propri spogliatoi a causa di un dipendente, allora non hanno dove stare in piedi". Ha dichiarato la ministra austriaca.