Una doccia come tante altre si è trasformata in uno dei casi più incresciosi delle ultime ore. L'Austria è teatro delle polemiche veementi di calciatrici che sono state filmate subito dopo le proprie partite. 30 le donne violate, eppure non è tutto qui lo scandalo della scoperta.
SCANDALO A LUCI ROSSE
Indignazione in Austria, un ex arbitro filma delle calciatrici in doccia. La condanna fa discutere


Calciatrici violate: ma la giustizia dov'è?
—A ottobre il quotidiano Vorarlberger Nachrichten aveva rivelato in anteprima lo scempio. Ora sono arrivate pesanti e preoccupanti conferme. Il colpevole è un ex arbitro ed ex dipendente dell'Altach. Nei suoi confronti comminata una pena di sette mesi di carcere, con sospensione, e multa di 1.200 euro. Inoltre, ciascuna delle calciatrici vittime meriterà un risarcimento danni pari a 625 euro.
Poco, pochissimo per chi sente lesa la propria dignità. Parola di Eleni Rittmann, ex giocatrice della squadra austriaca: "L'autore del crimine non era solo un alto arbitro in Svizzera, ma anche un dipendente di Altach. Ed è lì che ha filmato calciatrici femminili, comprese minorenni. Mi chiedo, quindi, se questa sia una punizione appropriata. Ci sentivamo al sicuro nello spogliatoio e questo ha danneggiato la nostra privacy in modo tale che alcune di noi ancora non si sentono al sicuro nelle docce pubbliche. Per me, questo non è un segnale abbastanza forte per qualcosa che non è tollerato nella nostra società".
Scandalo in Austria, interviene il Ministro
—Le scuse, inevitabili, non sono mancate, ma è oggettivo che ci siano delle polemiche su una sentenza così "morbida". L'imputato ha confermato che pur possedendo materiale di cui non ha alcun diritto, non lo avrebbe condiviso a soggetti terzi.
Sul caso, divenuto di Stato, è intervenuta la ministra dello Sport, Michaela Schmidt ha definito i fatti incresciosi e disgustosi. "Se gli atleti non sono al sicuro nemmeno nei propri spogliatoi a causa di un dipendente, allora non hanno dove stare in piedi". Ha dichiarato la ministra austriaca.
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