Genoa e Sampdoria, lavori in ritardo: una estate senza Marassi

Genoa e Sampdoria, lavori in ritardo: una estate senza Marassi

Lavori di ristrutturazione allo stadio Ferraris: problemi per le due genovesi

di Redazione DDD

di Serena Calandra –

Mancano ormai poche settimane al debutto della nuova stagione, tante incognite e preoccupazioni però sembrano coinvolgere diverse squadre protagoniste di questa nuova Serie A. E’ il caso di Genoa e Sampdoria sfrattate dal Ferraris a causa dei lavori di ristrutturazione. Il piano era riuscire a completare quanto progettato in questa prima fase entro e non oltre l’inizio del nuovo campionato.

Detto ma non fatto e così la prima delle due liguri, il Genoa, al debutto in Coppa Italia previsto per il 18 agosto 2019, sarà costretta a rivedere quest’ultima condizione. Stando a quanto sembra la squadra di Andreazzoli dovrà organizzare il proprio debutto lontano dalle mura del Ferraris.

Il progetto presentato dalle due società, che comprende tra le tante cose il rifacimento del manto erboso, la ristrutturazione delle tribune inferiori e superiori, rifacimento della tribuna d’onore, tribuna stampa e spogliatoi, pone senza dubbio le basi per un nuovo inizio ma con molte probabilità i lavori prestabiliti non si concluderanno entro il termine previsto. Infatti pare che la Pessina Costruzioni, ditta incaricata ai lavori , non attraverserebbe una situazione facile finanziariamente parlando per tal motivo sembra abbia richiesto un concordato, che prevede la nomina di un commissario ad acta. Sarà lui a decidere quali lavori avviati sarà necessario portare a termine e quali interrompere.

Intanto la Luigi Ferraris Srl,  società costituita da Genoa e Sampdoria per la realizzazione dello stesso, dovrà fare in modo di avere tutto in ordine per ottenere il via libera all’accordo novantennale con il Comune di Genova per la gestione dello stadio.

Ripartire dalla storia e proseguire nella stesura della stessa, resta comunque la filosofia di Sampdoria e Genoa che a differenza delle due milanesi, che abbandoneranno San Siro, proseguendo dritte per la via del restyling con tutte le vicissitudini del caso.

 

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