Dopoguerra, 6 sconfitte e vittorie solo con le piccole: Milan, mai così in basso da 78 anni

Dopoguerra, 6 sconfitte e vittorie solo con le piccole: Milan, mai così in basso da 78 anni

Il punto sul Milan dopo la sconfitta con la Lazio

di Redazione DDD

La Lazio è più forte ed è normale che abbia vinto, però il Milan meritava di più anche se cede nel finale, facendosi trovare impreparato su un lancio dalla difesa. La Lazio in quel momento ha sfoderato tutte le sue qualità. Nessuno si sente di fischiare il Milan. Positiva la partita di Calvarese che si conferma arbitro estremamente affidabile, direzione serena e decisa. La Goal Line Technology conferma che il tiro di Calhanoglu è stato deviato da Strakosha prima della linea. Lazzari cade in area, ma Theo Hernandez lo spinge fuori area. I voti più alti nelle pagelle, 6.5, sono per Krunic (Qualità e quantità), Bennacer (In evidente crescita) e Castillejo (Fino all’infortunio era stato il migliore”. I voti più bassi invece sono per Calabria, Duarte, Piatek e Leao.

In ogni caso Milan mai così male nel Dopoguerra. Un incubo, ma anche una beffa perché ieri si è forse visto il miglior Milan della stagione contro una Lazio di qualità. Pioli ha trovato in Paquetà è Krunic gli interni-incursori che cercava, in Bennacer un play dinamico, un Piatek più vivo del molle Leao. L’ossessione della Champions per il Milan rimane un tabù dal 2014. Il Milan si batte con furore, ma gli servirà ben altro nelle prossime 27 giornate residue. Eppure per la prima volta i rossoneri hanno esibito un concreto atteggiamento offensivo con un’avversaria di alto livello tecnico. Ai rossoneri non basta una prova d’orgoglio. Nella prima frazione il Milan è stato protagonista di una bella rincorsa. Nella ripresa ha perso le migliori energie e il contributo discutibile dei nuovi arrivati (Leao e Rebic) ha fatto pendere la bilancia dalla parte dei laziali.

L’allenatore dopo il ko non è scoraggiato: “La squadra ha battagliato per 95 minuti, non ho visto giocatori che si sono arresi o impauriti. Leao? Mi aspettavo di più: adesso deve dimostrare di essere all’altezza”. Volti scuri, scurissimi, a fine gara nello spogliatoio rossonero. E alla trentesima notte, il Milan che non perdeva in casa contro la Lazio dal 1989, cadde. In trivuna c’era Gordon Singer, il figlio del fondatore di Elliott. Aveva già visto il disastro di Milan-Fiorentina. Ieri più gioco e meno fischi. Pioli: “Non siamo in un labirinto. La crescita c’è”. Ancora Pioli: “Abbiamo risposto colpo su colpo a una squadra molto forte. Questi ragazzi sanno lottare. Ovviamente per la classifica e per l’ambiente c’era bisogno di fare punti, ma la prestazione c’è stata”.

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