Il Milan sa come partire ma non come arrivare: tanto lavoro per Pioli

Il Milan sa come partire ma non come arrivare: tanto lavoro per Pioli

Reazioni e commenti al 2-2 di Milan-Lecce

di Redazione DDD

di Mattia Marinelli –

Anche un po’ di moviola in Milan-Lecce 2-2: due mani inesistenti (12′ spalla di Lucioni, 70′ spalla di Biglia) giustamente non dati. Il rigore concesso al Lecce (con ricorso al Var) al 61′ per il tocco di Conti è lampante. Sul fronte più complessivo, il Milan non è guarito ma si vede qualche luce, luci a intermittenza, il Milan ha sempre bisogno di Piatek, adesso che avrebbe bisogno di serenità per crescere arriva un calendario duro. Eppure sembrava una notte di grandi scoperte: la reazione alle difficoltà, gli applausi dei tifosi, i colpi del numero 10 e del centravanti. Invece si sono rivelate illusioni e la storia non è cambiata. Il Milan e Piatek, il Milan e Calhanoglu si sono riscoperti ancora incompiuti.

Pioli sperava in un debutto e in un compleanno diversi: “Peccato, andava chiusa subito. Dobbiamo migliorare in fretta, ma ho visto anche cose positive. Con la Roma avrò altre soluzioni”. Ma Leao è in dubbio: problema muscolare per l’attaccante. Ancora Pioli: “Dovevamo vincere, ma sul pari abbiamo sbagliato noi per scarsa collaborazione”. Dunque, il “normalizzatore” Pioli inizia con un pareggio: “Meritavamo di vincere, c’è tanto da migliorare lo spirito è giusto”. Il signor ripartenze non comincia bene, colpa anche dei suoi ex giocatori Babacar e Calderoni. Una mezz’ora di Milan più coraggioso, poi la squadra resta ancora incompiuta.

E’ stata una strana notte per il polacco in panchina nell’indifferenza e per il turco accolto dai fischi. Poi Calhanoglu è stato il migliore in campo dei suoi, mentre Piatek torna cecchino fulmineo, con la sensazione di essere tornato decisivo per il Milan. Che bello se la partita fosse finita lì. In realtà la squadra di Pioli parte forte, ma arriva piano. Le difficoltà tornano come spettri. Il risultato è una partenza falsa, a Pioli serviranno pazienza e sangue freddo. L’inizio fa ben sperare, molto bene il finale di gara sotto ritmo.Pioli, fresco successore di Giampaolo, non vuole diventare l’ennesimo allenatore dato in pasto alla folla. Pioli si è presentato con una tattica offensivistica innovativa, con 5 uomini sulla linea d’attacco. La ricetta ha funzionato per un tempo intero. Poi è spuntato Calderoni.

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