Mercato e contromercato: Andrè Silva definitivamente in Germania, Ante Rebic resta in Serie A a costo zero

Mercato e contromercato: Andrè Silva definitivamente in Germania, Ante Rebic resta in Serie A a costo zero

Il mercato ragionato: Silva-Rebic un’operazione manifesto della visione del club

di Redazione DDD

di Max Bambara –

Ci sono sempre due mercati all’interno del calciomercato: c’è la parte visibile e quella meno visibile. Nella parte visibile rientrano le entrate e le uscite, mentre in quella non visibile rientrano le questioni attinenti al piano contabile. In epoca post COVID 19 (con la crisi di liquidità che ha investito il sistema calcio) e di FPF imperante, al fine di provare a dare una valutazione quanto più possibile onesta, seria e analitica del mercato condotto da una società, è necessario prendere in considerazione entrambe queste parti. Il Milan ha operato, sinora, con intelligente oculatezza e con studiata parsimonia. Il profilo silenzioso e decisamente poco mediatico scelto da Paolo Maldini e da Ricky Massara è assolutamente in linea con la storia del club e con la storia personale dei due dirigenti. Con l’ultima operazione appena annuncia dal club (la cessione di Andrè Silva all’Eintracht di Francoforte e l’acquisizione a titolo definitivo di Rebic) la dirigenza ha portato a termine un’operazione manifesto della propria visione e della linea che si è scelto di perseguire.

Ante Rebic

Il portoghese Andrè Silva è passato infatti ai tedeschi per circa 9 milioni di euro (trasformando il contratto di prestito in trasferimento definitivo), mentre il croato Ante Rebic ha fatto il percorso inverso, passando al Milan praticamente a costo 0. Se vogliamo guardarla meramente dal punto di vista del player trading il Milan guadagna 9 milioni di euro in questo scambio, portando il suo differenziale fra entrate ed uscite ad un segno positivo di circa 20 milioni di euro. Se invece vogliamo tentare di analizzare la questione dal punto di vista contabile e del conseguente impatto a bilancio di questo tipo di operazione, ci sono alcuni aspetti che vanno dovutamente pesati e correttamente evidenziati. Innanzitutto il Milan registra una minusvalenza di quasi 5 milioni di euro (4,8 precisamente) che si può tuttavia permettere nell’attuale esercizio in cui viene iscritta la plusvalenza nascente dalla cessione di Suso al Siviglia che impatta sul bilancio per oltre 20 milioni di euro.

Di contro tuttavia, il Milan iscrive Rebic a bilancio senza alcun aggravio di costi (non caricando quindi un nuovo ammortamento) e libera uno spazio importante in termini di manovre future, dato che Andrè Silva pesava per quasi 7 milioni annui (6,9 precisamente) come costo di ammortamento.
In sostanza, liberandosi la casellina del costo dell’ammortamento di Andrè Silva, il Milan ottiene un margine di manovra importante per un investimento da 30-35 milioni di euro spalmabili su 5 esercizi di bilancio. Si tratta senza dubbio di un margine di spesa che il club si può permettere finanziariamente (è ben nota la solidità economica del fondo Elliott), ma che deve diventare possibile anche dal punto di vista contabile per potersi realizzare.
Ad oggi, oltre alla spesa per il prestito di Sandro Tonali (10 milioni di euro), il Milan sul bilancio 2020-21 ha caricato soltanto gli ammortamenti di Kalulu, Salemekers, Kjaer e Tatarusanu (circa 3 milioni di euro). Di contro invece, il Milan è riuscito a scremare oltre 20 milioni di euro di ammortamenti rispetto al bilancio 2019-2020 e in quest’opera di sforbiciatura corposa i costi più pesanti eliminati sono stati quelli di Lucas Biglia (6,7 milioni di euro) e di Andrè Silva (6,9 milioni di euro).

Andando poi sull’altra voce preponderante che concorre alla formazione dei costi (ossia quella degli emolumenti dei giocatori), rispetto all’inizio della stagione 2019-2020 (unico termine realmente comparabile), il Milan è riuscito ad abbassare il monte-ingaggi di circa 10 milioni di euro. Lo ha fatto lasciando andare giocatori come Rodriguez, Borini, Biglia, Bonaventura, Piatek, Suso, Caldara, che erano ormai finiti ai margini del progetto, chi per ragioni tecniche, chi per motivazioni anagrafiche. E, meritoriamente, è riuscito a farlo andando ad alzare la qualità generale della rosa con innesti di valore e dal fattivo rendimento sul campo come quelli di Bennacer, Theo Hernandez, Rebic, Rafael Leao, Kjaer, Salemekers e, soprattutto, Ibrahimovic.
Insomma l’operazione Silva-Rebic è il manifesto ideologico che rappresenta perfettamente il modus agendi di questa dirigenza: silenzioso, mai esposto, misurato, attentissimo alla riduzione dei costi sul bilancio. Una riduzione dei costi da portare avanti di concerto ad un innalzamento concreto della qualità della rosa a disposizione di Mister Pioli, aspetto questo che ha trovato piena condivisione ed unità d’intenti da parte di tutta la società rossonera.
Da un anno il Milan opera in questa direzione e con questo spirito. E dopo i primi mesi difficili, in cui è servito l’innesto di Ibrahimovic per dare valore alle operazioni portate a termine, oggi la società rossonera inizia a raccogliere i frutti della sua semina.

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