Mercato in difesa, Kjaer è così centrale nel progetto che il Milan cerca un suo vice

La crescita di Romagnoli alla luce dell’arrivo di Kjaer: il Milan non cerca un difensore centrale, bensì un marcatore puro per favorire il suo capitano

di Redazione DDD

di Max Bambara –

Alessio Romagnoli è arrivato al Milan nella seconda parte dell’estate del 2015. All’epoca in tanti sostennero che il prezzo fosse sin troppo alto per un giocatore che aveva soltanto un anno da titolare in Serie A. I fatti successivi si incaricarono di smentire queste opinioni, perché Romagnoli divenne piano piano un giocatore molto importante nello scacchiere rossonero, tanto da essere un punto di riferimento per tutti gli allenatori che sono stati sulla panchina del Milan in questi anni. Alessio è diventato un giocatore fondamentale sin da subito con Sinisa Mihajolovic allenatore. Era stato proprio il tecnico serbo a spingere col presidente Berlusconi per averlo al Milan, in quanto avendolo avuto alla Sampdoria aveva sin da principio creduto nelle sue qualità.

Simon Kjaer

Il ragazzo ha poi proseguito nel suo percorso di crescita con Vincenzo Montella e con Rino Gattuso e, dopo la partentesi di poche settimane con Marco Giampaolo, è diventato uno dei leader della squadra allenata oggi da Stefano Pioli. Come in tutti i rapporti duraturi nel tempo non sono però mancate le critiche (normali nel calcio italiano) e i periodi complicati nei quali la figura del difensore centrale romano (nel frattempo diventato capitano) veniva messa in discussione. Negli anni in molti hanno spesso sottolineato il fatto che Romagnoli fosse senza dubbio un buonissimo difensore centrale con discrete prospettive di crescita, ma che non fosse un potenziale top nel ruolo. Ciò nasceva dal fatto che, a volte, alcune letture difensive di Alessio non erano perfette. Tuttavia queste situazioni sono figlie del ruolo. I difensori centrali, come i centravanti, sono ruoli in cui si cresce lavorando sugli errori e la maturazione arriva sempre attorno ai 25-26 anni.

C’è comunque una valutazione da tenere a mente e da ponderare bene: si è sempre notata qualche smagliatura di troppo nel modo di agire difensivo di Romagnoli. Errori nella marcatura, posture non corrette, a volte anche letture sbagliate. In realtà Romagnoli gioca molto meglio ed è più sicuro quando gli viene affiancato un marcatore puro vicino (vedasi Alex, Zapata, Paletta o Kjaer), mentre mette in luce alcuni difetti quando gioca con accanto un regista difensivo (come esempio Mateo Musacchio). Il danese Simon Kjaer da quando è arrivato al Milan ha permesso a Romagnoli di avere accanto una guida sicura. Kjaer è un marcatore fortissimo che ha permesso alla disposizione difensiva rossonera di modificare alcune abitudini che non favorivano le caratteristiche di Alessio. Adesso infatti, non è più Romagnoli il centrale che esce per prendere alto l’avversario (che sia l’attaccante oppure l’uomo tra le linee), bensì Kjaer il quale, oltre ad avere ottimi tempi di uscita, ha anche un perfetto uso del corpo nella marcatura stretta.

Passare da Musacchio a Kjaer come compagno di reparto difensivo, ha permesso a Romangoli di poter mettere in luce le sue migliori qualità da regista difensivo, sanando qualche smagliatura nell’approccio alla marcatura stretta. Romagnoli, per usare una terminologia legata al “calcio antico” è più un libero che uno stopper e per mostrare meglio le sue qualità, ha bisogno di avere a fianco un giocatore che lo sgravi da certe incombenze. Il Milan di oggi, quindi, non cerca un difensore centrale sul mercato; sta cercando più precisamente un marcatore, perché Gabbia sta dimostrando di essere un perfetto vice Romagnoli, mentre in organico manca un vero e proprio un vice-Kjaer, dato che Musacchio è un play difensivo e Leo Duarte non sembra offrire le dovute garanzie di tenuta atletica.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy