Il derby di Zaza: essere o non essere un giocatore determinante?

Il derby di Zaza: essere o non essere un giocatore determinante?

L’attaccante da quando è al Torino ha un rendimento abbastanza mediocre, ma quando dà il massimo riesce ad incidere sul risultato delle partite.

di Redazione DDD

di Elena Rossin –

I numeri di Simone Zaza con il Torino non possono definirsi eccellenti, infatti, in un campionato e quasi mezzo ha segnato 7 gol e fatto 4 assist e per completare il quadro vanno aggiunti 1 rete in Coppa Italia e altre 3 nei preliminari d’Europa League e 3 assist sempre in campo internazionale. Di fatto, però, ha contribuito al passaggio del turno 2 volte in Europa e 1 in Coppa Italia e l’anno scorso assicurato tre punti nella gara d’andata con il Chievo e contribuito a conquistarne altrettanti in quella di ritorno e a ottenerne 1 con il Cagliari e altri tre con il Sassuolo sempre nel girone di ritorno e quest’anno finora 3 con il Sassuolo, 1 con il Cagliari e altri 3 con la Fiorentina.

Non si può negare che quando Zaza segna in campionato è determinante. Questo allora fa sorgere una domanda: ma se Simone non avesse disputato parecchie, alcuni direbbero tante, partite ben al di sotto delle sue potenzialità quanti gol in più avrebbe fatto? E quanti punti in più il Torino avrebbe conquistato? Zaza stesso dovrebbe riflettere su questo. Certo a calcio si gioca in undici, in quattordici direbbe Mazzarri considerando chi subentra, e ci sono anche gli avversari a determinare la prestazione di una squadra e di conseguenza anche del singolo calciatore, ma resta il fatto che Zaza potrebbe eccome essere un protagonista nel Torino se solo ci mettesse sempre la volontà che ha fatto vedere in campo in certe partite. Sta dunque a Zaza vincere o perdere il derby sull’essere o non essere un giocatore determinante.

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