Il Torino si è ritrovato con la Juve ma adesso il derby è con se stesso

Il Torino si è ritrovato con la Juve ma adesso il derby è con se stesso

I granata pur sconfitti di misura e con un rigore non dato sono stati in partita fino alla fine. Però a dire se hanno superato il momento di crisi saranno le prossime partite.

di Redazione DDD

di Elena Rossin –

Il Torino ha approcciato al derby con coraggio e aggressività, caratteristiche che nell’ultimo periodo erano mancate e lo avevano fatto sprofondare nella crisi, cinque sconfitte in dieci partite, con squadra mandata in ritiro punitivo dopo la disfatta subita dalla Lazio mercoledì e con Mazzarri sulla graticola e a rischio esonero. Sarà stato il derby a smuovere qualche cosa fatto sta che ieri sera si è visto un Torino che alla vigilia solo gli ottimisti speravano di vedere e che ha venduto cara la pelle arrendendosi solo al gol di De Ligt (70’) e avendo di fronte a una Juventus che ha saputo, come ha detto Sarri in conferenza stampa, gestire le varie fasi della partita e colpire quando il Torino è un po’ calato. Anche perché l’allenatore bianconero nella ripresa ha mandato in campo prima Higuain (60’) per un non del tutto convincente Dybala, poi Ramsey (67’) per Bernardeschi che non era riuscito a essere di vero supporto poiché agiva a intermittenza alla Joya e a Cristiano Ronaldo, pure lui non nella sua migliore serata, e, infine, Khedira (76’) che ha rilevato un Bentancur non brillante. Ed è stato Higuain a fare la differenza perché ha costretto Sirigu a deviare in calcio d’angolo una sua semirovesciata e poi Pjanic ha calciato bene  dalla bandierina e il Pipita ha sfoderato l’assist per De Ligt, lasciato dalla difesa granata libero di agire, e così l’olandese da due passi ha mandato la palla in rete.

Se da una parte la Juventus ha faticato nel primo tempo a costruire il gioco che le veniva puntualmente interrotto da un Torino che ha saputo mettere in campo il giusto agonismo tenendo alto il baricentro, dall’altra i bianconeri nella ripresa hanno sfruttato le risorse e la qualità della rosa senza, però, che i granata mollassero dal punto di vista della determinazione a cercare il pareggio e si sono trovati di fronte un grande  Sirigu che ha fatto parate importanti e negato il gol a Dybala (31’), Bonucci (45’) e De Ligt (45’ + 1’), Ronaldo (56’), Higuain (70’) e Ramsey (84’). Non è dato sapere se il rigore ingiustamente non dato dall’arbitro Doveri per il mani di De Ligt in area avrebbe cambiato le sorti del risultato, ma resta il fatto che il Torino si è sentito ed è stato defraudato. L’episodio è avvenuto oltretutto sullo zero a zero e al minuto undici.

Adesso il Torino si ritrova rinfrancato dopo il derby, ma come ha detto Mazzarri al termine del match: “Da ora in poi tutte le partite devono essere interpretate come questa. Questo è il vero salto di qualità da farsi e con altre prestazioni così arriveranno anche i punti”. La prova del nove arriverà già sabato pomeriggio quando i granata saranno impegnati allo stadio Rigamonti di Brescia e avranno di fronte Balotelli e compagni. Il Brescia non può essere definito l’avversario più temibile e, quindi, il Torino deve dimostrare che non si desta solo se di fronte ha la Juventus tanto più che in questa stagione si è già fatto battere da Lecce, neopromossa, Sampdoria che era ed è ultima in classifica, Parma, avversario alla portata, e Udinese, che è a ridosso delle ultime posizioni. Con la Juventus si sono visti progressi, ma, come lo stesso Mazzarri ha sottolineato: “Non abbiamo fatto alcune cose che avevamo preparato. Se si fossero fatte alcune situazioni sarebbero andate diversamente. Avremmo dovuto mettere il pallone negli spazi in modo differente” e si può aggiungere, anzi si deve, che sottoporta ci vuole maggiore cinismo e saper sfruttare meglio le occasioni che capitano. Questo è il vero e più importante derby: quello che il Torino deve vincere con se stesso.

 

 

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