Juventus, il Covid ti ha depressa! Sarri è il momento di “crescere” una volta per tutte

Il momento della Juventus

di Giancarlo Fusco

La Juventus vista in queste due prime partite, quelle post Covid-19, è una lontanissima parente della squadra che ci si sarebbe aspettati di vedere. Tutti d’accordo nel dire che in questa stagione, i bianconeri, non hanno mai eccelso per prestazioni. O per lo meno, non hanno mai dato l’impressione di essere continui sotto il punto di vista del bel giuoco. Quello che, però, si è visto contro Milan e Napoli, in Coppa Italia è un qualcosa che ha spiazzato un pò tutti gli addetti ai lavori. Non ce ne voglia Maurizio Sarri che ha parlato di un buon possesso palla, ma la verità è che, se con una rosa del genere non riesci a fare neanche un fraseggio o un palleggio, vuol dire che qualcosa  di importante si è rotto tra gli ingranaggi che tengono in piedi la macchina.

Lungi dal dire che, a questo punto della stagione, tutto è praticamente gettato alle ortiche, la Juve è chiaramente in corsa per Scudetto e Champions League. Ci sta che dopo uno stop forzato, la ripresa possa risultare più complessa del previsto o di quella che si è soliti vedere ad ogni inizio stagione. Quello che preoccupa maggiormente, però, è l’assenza di mordente da parte di chi, invece, dovrebbe fare la vera differenza. Basta vedere i vari Cristiano Ronaldo o Dybala su tutti. Fuoriclasse dall’indubbio valore ma che, in questa doppia sfida, sono per lunghi tratti apparsi come due corpi estranei. Soprattutto il portoghese.

Senza fare gossip di varia etichetta, ma Cristiano Ronaldo è stato un’assente illustre in questa ripresa post Covid-19. Facile puntare il dito su chi è solito illuminare gli stadi con giocate spettacolari. La verità è che il numero 7 bianconero non sembra mai esser stato messo in condizione di giocare e di sfruttare, anche solo in minima parte, le sue doti migliori. Lo stesso dicasi per Dybala. Tanto movimento, tanta ‘eccitazione agonistica’ ma concretezza pari a zero. I due attaccanti, però, non sono gli unici apparsi spaesati, sotto tono. Chi è sceso in campo, infatti, ha giocato di sprazzi e con poca lucidità. Eccezion fatta per Gigi Buffon che dall’alto dei suoi 41 anni ha dimostrato ancora una volta di essere un valore aggiunto. Tornando alla squadra e al gioco, Maurizio Sarri sembra aver perso la sua bussola, quella del marchio di fabbrica che lo ha spostato da Empoli a Napoli per poi volare a Torino passando per Londra.

Se il tecnico toscano vuole lasciare un segno importante e zittire una volta per tutte le ‘vedove di Allegri’ deve ‘crescere’. Crescere come allenatore e, soprattutto, professionista. Lavorare con la maniacalità che lo ha portato alla ribalta del calcio che conta e, soprattutto, fare quadra attorno a sé, mettendo anche da parte alcune sfaccettature ‘insidiose’ del suo carattere. Tutte cose semplici a dirsi, se non sei sul campo. La realtà, tuttavia, non sempre corrisponde con ciò che si vorrebbe vedere.

Sia chiaro, la stagione della Juventus non è affatto fallimentare, al momento. Ci sono ancora due traguardi da raggiungere. Non parliamo, come ben noto, di traguardi qualsiasi. Parliamo di Champions League e Campionato. Due trofei alla portata. Due trofei che, se vinti, mandano nel dimenticatoio tutto questo periodo e innalzano Sarri come ‘Salvatore della Patria’. Bella rivincita, insomma. Il calcio dona alla stessa velocità con la quale sottrae. C’è un solo modo, però, per raggiungere la vetta più alta, prendendosi anche rivincite personali. Vincere e convincere, specie se ti chiami Juventus e sulla carta hai una delle rose più forti di Europa. Il resto è chiacchiericcio da bar.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy