Millico e il derby della crescita: dai post eccessivi al gol nell’esordio europeo

Millico e il derby della crescita: dai post eccessivi al gol nell’esordio europeo

Vincenzo Millico: il classe 2000 ha grande fiuto per il gol, ma deve in fretta capire come ci si deve comportare nel calcio professionistico.

di Redazione DDD

di Elena Rossin –

Il calcio è il gioco più bello del Mondo, così si dice. Indossare la maglia di un club prestigioso, com’è il Torino, fin dalle giovanili, approdare a suon di reti in prima squadra ed esordire in Serie A (24 febbraio 2019 nella gara con l’Atalanta), essere convocato nei turni di qualificazione in Europa League ed andare in campo sostituendo capitan Belotti e segnando un gol in trasferta non è il racconto di un bel sogno, ma quello della vita reale di  Vincenzo Millico.

Millico non ha ancora diciannove anni, li compirà fra poco il 12 agosto, ma sembra già un predestinato. E’ una promessa del nostro calcio perché non è da tutti segnare ventinove reti in altrettante patite fra campionato Primavera 1 e coppe, in una stagione che oltretutto lo ha visto stare fuori parecchi mesi a causa di un infortunio da metà febbraio fino quasi al termine della stagione. Se quindi Vincenzo pensa di poter diventare un calciatore di quelli con la “C” maiuscola è più che comprensibile. Ogni tanto, però, a vederlo dà l’impressione di essere un po’ diciamo troppo convinto, al limite del “presuntuosetto”. Non per nulla quando il commissario tecnico dell’Under 21 Nunziata non lo ha inserito fra i convocati per l’Europeo di categoria preferendogli altri, che avevano segnato molto ma molto meno di lui, si è lascato andare a un commento sui Instagram un po’ eccessivo che dopo poco ha rimosso, anche per intervento del Torino, ma che non è passato inosservato. Per carità, un peccato di gioventù dettato dall’amarezza.

Vincenzo poi è stato portato in ritiro a Bormio da Mazzarri ed è nella lista Uefa per le qualificazioni all’Europa League. L’allenatore del Torino lo tiene in grande considerazione, ma dice anche che deve diventare più atleta e migliorare sotto certi aspetti. Lui intanto il primo agosto ha rimarcato che ha voglia di emergere, infatti, quando Mazzarri lo ha mandato in campo si è fatto trovare nel posto giusto al moneto giusto e ha indirizzato la palla in rete, certo la partita era agli sgoccioli e ampiamente chiusa, tre a uno per il Torino, però, ha dimostrato di essere un attaccante vero non facendosi condizionare dall’emozione di essere all’esordio europeo e segnando il primo gol fra i professionisti. E al termine della partita ha anche parlato con umiltà: “Sono contento per l’esordio europeo e per il primo gol fra i professionisti, ma so che devo lavorare. I miei compagni al rientro nello spogliatoio mi hanno ripreso per alcune cose sbagliate che ho fatto in campo e ho capito dove devo migliorare”. Uno dei tanti derby con se stesso Millico l’ha vinto, ora dovrà fare altrettanto con i prossimi.

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