Argentina-Genoa 1923: calcio d’inizio del Presidente della Repubblica, assist al bomber e gol: tutto convalidato…!

Lo storico episodio allo stadio di Barracas. Pareggio genoano con Aristodemo Santamaria

di Redazione DDD

Può, il presidente della Repubblica, nel suo impeccabile abito scuro, dare il calcio d’inizio di una partita e, con quel calcio, iniziare l’azione che porta al gol? E l’arbitro che cosa deve fare? Convalidare o no la rete? E’ successo il 9 settembre 1923 e, quasi cent’anni dopo, il fatto non è dimenticato. Sono di fronte la Nazionale argentina e il Genoa. Qui, però, va fatto un passo indietro. I rossoblù hanno appena vinto l’ottavo titolo (senza sconfitte) battendo in trasferta la Lazio. Sei giorni dopo, si parte. La sera dl 28 luglio 1923, dal porto di Genova, salpa il “Principessa Mafalda”. I tifosi corrono a salutare i propri giocatori dalle prime ore del pomeriggio. L’Argentina, ma anche il Brasile e l’Uruguay sono popolati da molti italiani, andati lì per sfuggire alla miserie del dopoguerra. E il calcio è un legame forte. I giocatori occupano le cabine di prima classe (ce ne sono 800). A bordo ci sono 1200 persone (in terza classe viaggiano molti lavoratori del Sud, anche stagionali). L’orchestra suona motivetti orecchiabili. Il piroscafo fa scalo a Barcellona, a Capo Verde e Rio De Janeiro. Arriva a Buenos Aires il 15 agosto. Gli avversari sono già pronti. Hanno allestito due formazioni, il “Combinado Norte”, con i giocatori della parte settentrionale della città e il “Combinato Sud”. Il Genoa perde la prima gare (2-1) e pareggia la seconda (1-1). Adesso la tournèe prevede una deviazione fino a Montevideo. In Uruguay è festa grande. Sono tanti i genovesi finiti laggiù, tanto che nei negozi si trovano facilmente la focaccia ligure e la farinata.

L’ospedale dedicato all’ex presidente dell’Argentina

Ora il ritorno a Buenos Aires. Lo stadio Barracas è colmo oltre ogni possibilità. Ci sono fotografi e giornalisti. A centrocampo arriva il presidente argentino Marcelo Torcuato de Alvear. Si scambiano i gagliardetti,. Si comincia. Al presidente il calcio d’inizio. E che cosa fa la massima autorità dello Stato? Lancia la palla al centravanti, quando tutti sono ancora a metà campo, sotto i flash dei fotografi. I giocatori genoani cono come imbambolati, il portiere è fermo sulle gambe. E il centravanti segna. Gol. I “nostri” pensano a uno scherzo. No. L’arbitro convalida. 1-0 per l’Argentina. Inutile dire che la partita diventa subito una corrida. Il pubblico, anche se molti sono di origine italiana, è tutto per l’Argentina. Il Genoa non ci sta a perdere così. Volete la “garra”, come dicono in Sudamerica? Eccola. I falli non si contano. Il pareggio arriva con un colpo di testa, dal limite dell’area, di Aristodemo Santamaria, abilissimo nel gioco aereo. Dopo la gara arriva una richiesta dal Brasile. Anche a Rio vogliono un’amichevole con il Genoa. Si tratta sui soldi, ma si fanno avanti i giocatori. “Una parte spetta anche a noi”. Niente da fare, risponde la società, che imbarca tutta la spedizione sulla prima nave disponibile. Il ritorno a Genova è festeggiato dai tifosi. Il “Principessa Malalfa” continuerà a fare avanti/indietro, Genova-Buenos Aires fino al 1927, quando affonda al largo del Brasile, Il più grave naufragio della nostra marina costa 314 morti.

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