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IL DERBY

Carrick surclassa Guardiola alla prima coi red devils: il derby di Manchester è dello United

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A chi sogna Oliver Glasner per l'estate è arrivata un'inaspettata sorpresa da parte del tecnico inglese: la partenza è da 10 ma riuscirà a portare lo United in Champions tenendosi la panchina?
Pietro Rusconi
Pietro Rusconi Redattore 

"There's nothing on earth like being a red". Così recita uno degli striscioni mostrati dalle telecamere durante il lunch match di Premier League. Non una sfida da poco conto, anzi. La fascia dedicata al pranzo è stata infatti dedicata al derby di Manchester. Un confronto dalla difficile lettura poiché Guardiola ha dovuto fare i conti con tante defezioni e lo United si presentava con Michael Carrick alla sua prima panchina col club. Non è un caso che il risultato abbia rispecchiato questa incertezza di preparazione al match. Un 2-o secco per i padroni di casa. Tabellino che avrebbe potuto essere ancora più largo, considerando la super prestazione di Donnarumma e gli innumerevoli gol annullati ai red devils.

Nel leggendario Old Trafford il risultato avrà grosse implicazioni sul prosieguo della stagione inglese. Se lo United rientra prepotentemente nella corsa Champions, il Manchester City rischia di scivolare a -9 dall'Arsenal capolista, impegnato stasera col Nottingham Forest. Per Guardiola ci sarà tanto da riflettere ma nel frattempo la difesa potrà accogliere il nazionale inglese Marc Guehi in arrivo dal Crystal Palace. Sull'altra sponda di Manchester invece potrebbe essere l'inizio di una nuova stagione, in attesa di confermarsi con i gunners settimana prossima. Intanto, Michael Carrick sembra rappresentare l'uomo giusto per riflettere lo striscione del tifo United: in questo momento storico, nessuno meglio di lui è capace di incorporare il colore rosso nella propria vita

Il grande lavoro difensivo di Michael Carrick

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La bandiera del Manchester United ha iniziato a lavorare solo nella giornata di mercoledì. Le giornate dell'esonero di Amorim sono state intense, ma la direzione è sempre stata quella di cercare un tecnico ad interim. Così, la scelta è ricaduta sull'ex allenatore del Middlesbrough, già traghettatore dello United per 3 match nel Novembre 2021.

Lo stacco con il tecnico portoghese è netto già dalla formazione titolare e dal sistema utilizzato. Il mister inglese è subito sceso in campo con la difesa a 4 per costruire un 4-2-3-1 con Mbeumo, al ritorno dalla Coppa d'Africa, come terminale avanzato. Inoltre fra i titolari si è piazzato subito Kobbie Mainoo, osteggiato settimanalmente da Amorim e rilanciato immediatamente da Carrick come elemento fondamentale del suo undici.

Il lavoro difensivo dei red devils è stato monumentale. Se Lammens ha sporcato poco i guantoni, gran parte del merito è arrivato dalle grandi prestazioni di Maguire e soprattutto di Lisandro Martinez, costantemente in superiorità numerica contro Haaland. Il centrale argentino ha chiuso il match con il 100% di duelli vinti e ben 8 salvataggi. Nella fase di non possesso lo United si posizionava su un 4-4-2 dal blocco medio-basso, che ha fornito grande compattezza fra le linee e un'ottima chiusura degli spazi, costringendo i citizens ad un possesso sterile. Casemiro e Mainoo hanno chiuso le linee a centrocampo, nonostante i tentativi di sovraccarico centrale di Guardiola. La nota negativa è arrivata dai due gialli precoci dei terzini Dalot e Shaw. Tuttavia, grazie ai ripieghi difensivi delle ali Diallo e Dorgu, le potenziali difficoltà derivanti dagli 1vs1 di Doku e Semenyo sono state parecchio limitate.

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La fluidità offensiva dei red devils

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Grazie alla grande intensità fornita dall'assetto difensivo e dall'atteggiamento dei giocatori, lo United ha spesso trovato delle ottime transizioni per colpire il City. La fluidità con cui la squadra di Michael Carrick è uscita dalla propria difesa è stata sorprendente. L'azione della rete annullata al 32esimo è un piccolo manifesto di questa ritrovata capacità dei calciatori della sponda rossa. Un fraseggio rapido e di prima fra Mbeumo, Bruno Fernandes e Diallo. Il lancio filtrante in profondità, così come i cambi di gioco, ha rappresentato uno strumento importante per Michael Carrick che spesso ha cercato di sfruttarlo. Qualcosa da rivedere sui tempi di inserimento c'è (6 offside) ma l'idea funzionava, soprattutto grazie alle intuizioni di Fernandes e Martinez unite ai tagli garantiti di Diallo e Dorgu, finalmente libero di correre sulla fascia.

Le associazioni centrali fra i calciatori sono state cruciali per permettere delle transizioni positive. Il Manchester United non se l'è cavata male in costruzione, ma le occasioni e le reti sono arrivate soprattutto da situazioni di pressione alta e contropiedi. La rete di Bryan Mbeumo (7 gol in PL, miglior marcatore dei red devils) giunge infatti da una gestione magistrale di Bruno Fernandes di un pallone respinto da Maguire su punizione pessima di Cherki. Le combinazioni fra il camerunese e il portoghese (sempre più al centro del gioco) sono state ottime e danno fiducia per il futuro. Tuttavia, anche l'entrata di Cunha ha dato un apporto positivo alla partita con l'assist per la rete di Dorgu e un altro fornito a Mount per il 3-o annullato.

La sterilità di Guardiola

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Se sulla sponda rossa si festeggia dopo tempi di magra, su quella azzurra saranno tempi di riflessione. Il Manchester City ha giocato una partita non in linea con gli altissimi standard a cui Pep ci ha abituato. La difesa è stata pesantemente ritoccata: il 2005 Alleyne (fuori al 45esimo per O'Reilly) e l'uzbeko Khusanov schierati titolari come centrali hanno dovuto sopperire alle assenze per infortuni di Dias, Gvardiol e Stones. Per il futuro la speranza è che Dias ritorni a breve e che Guehi porti certezze, poiché con l'assetto schierato oggi le imbucate sono state costanti e pericolose. La nota positiva sono i super interventi di Gigio Donnarumma, protagonista con 5 parate (4 dentro l'area). Memorabile rimane l'intervento da terra sul tiro ravvicinato di Casemiro.

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Inoltre anche la fase offensiva (dipendente da quella difensiva) non ha prodotto nulla. Il confronto sugli xG è impietoso: 2.03 per i padroni di casa contro i soli 0.45 del City. Le azioni offensive dei ragazzi di Guardiola sono rimaste stagnanti e statiche tutto il tempo. Un continuo giro palla al limite dell'area che ha cercato meno del previsto i duelli in isolamento di Doku e Semenyo, soprattutto coi terzini avversari a rischio espulsione. Haaland è rimasto intrappolato fra i centrali chiudendo il match con soli 14 tocchi e 3 passaggi completati. Il suo match è stato così difficile che è arrivata addirittura la sostituzione all'80esimo minuto.