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Si chiude il cammino europeo dell'Inter. La campagna in Champions League dei nerazzurri non segue le orme della passata stagione e si infrange sull'iceberg del Bodø/Glimt. Che si candida ufficialmente tra le migliori sedici d'Europa, con pieno merito. Non sono stati un caso i risultati positivi contro il Manchester City, Tottenham, Borussia Dortmund e Atletico Madrid, così come non è un caso la doppia vittoria sull'Inter. Passino gli alibi sul campo e la situazione ambientale di Bodø, ma i norvegesi hanno dimostrato di non soffrire più neanche le trasferte come un tempo. La squadra di Knutsen è ben organizzata, strutturata e piena di talento.
Chi credeva nel sorteggio fortunato, probabilmente dovrà cambiare idea. L'Inter ha la colpa di non riuscire a sbloccarla subito, nonostante qualche occasione interessante. L'errore di Akanji chiude ad ogni possibilità di impresa, regalando la festa ai norvegesi con venti minuti d'anticipo. Beati loro, che a San Siro ci passano solo per festeggiare. La Nazionale di calcio a novembre ci ha battuto 4-1, la spedizione Olimpica ha trionfato nel medagliere della competizione svolta tra Milano e Cortina, adesso anche il Bodø/Glimt. Speriamo non ci siano altri Italia-Norvegia per quest'anno.
La prestazione non è delle migliori. L'Inter sbaglia tanto tecnicamente, troppo per ribaltare un 1-3. I nerazzurri creano tante occasioni, molte volte sono sfortunati. Certo, l'errore di Akanji (il primo in una stagione fin qui perfetta) è la fotografia perfetta di questo playoff: l'Inter con la palla tra i piedi, errore, gol del Bodø/Glimt. E il Bodø ha dimostrato di essere una gran bella squadra. Abbiamo imparato a conoscere Evjen, con una prestazione di alto livello e culminata con un gran gol. Abbiamo ritrovato Hauge e scoperto Hogh. Abbiamo rivisto Berg, dopo la passeggiata trionfale che aveva fatto con la sua Norvegia a San Siro a novembre. Knutsen, da anni a questa parte, ha messo su una bella formazione. Per idee, individualità e coraggio. E poi presentarsi in casa dell'Inter, avanti di due gol, mantenendo comunque una linea difensiva molto alta è una grande prova. Un bel messaggio per l'Europa e al sistema calcio: con visione e organizzazione, si può tutto. Anche dal Circolo Polare Artico. Per i norvegesi, al prossimo turno, ci sarà una tra Manchester City e Sporting Lisbona. Crederci, ora più che mai, è un dovere.
Come detto, l'Inter non è pulita tecnicamente ma ha diverse possibilità per passare in vantaggio. L'errore di Akanji, su cui Sommer compie una grande parata che però non basta, condanna i nerazzurri. Bisseck è uno dei migliori, proiettato in avanti in maniera funzionale. Con alcune giocate riesce a rompere la pressione norvegese, creando scompiglio nella trequarti avversaria. Bastoni è propositivo, ma non il solito compasso. Dimarco si conferma una buona fonte di occasioni, ma non è la sua migliore serata. Luis Henrique è probabilmente il migliore in campo.
Un paio di scorribande ancora non viste a San Siro, qualche serpentina e tunnel che rendono la sua prestazione la nota lieta della serata. Barella è più in versione combattente, ma sbaglia tanto tecnicamente. Zielinski fa il suo, gli inserimenti di Frattesi vengono serviti poco. Thuram appare stanco e appannato: dove sei finito Marcus? Pio Esposito lotta e combatte, rimane lucido in ogni circostanza. Sta diventando sempre più una certezza, così come la sua pericolosità in area di rigore. Bonny entra bene, Diouf sufficiente. Sucic e Carlos Augusto senza voto.
Certo, fa male uscire quando parti da favorita. Certo, la speranza era quella di bissare il percorso incredibile della scorsa stagione. Ma la stagione ha preso una piega neanche poi così male. Partendo dal presupposto che l'uscita prematura dalla Champions costa soldi e non può essere una cosa positiva, si può sempre guardare il bicchiere mezzo pieno. L'Inter ha dieci punti di vantaggio in campionato ed è in semifinale di Coppa Italia. Sono due obiettivi assolutamente alla portata e che, con l'uscita dalla competizione europea, paradossalmente si avvicinano. Dopo la sfida d'andata delle semifinali di Coppa Italia (con il Como), l'Inter tornerà a giocare una volta a settimana, come non le capita da tanto. I nerazzurri avranno tutto il tempo per preparare la fuga finale verso il 21esimo Scudetto. Quella piccola cosa, che può far dimenticare tutto.
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