Un'Inter poco incisiva negli scontri diretti vince con netto vantaggio il 21° titolo. È l'esaltazione della frase "lo Scudetto si vince con le piccole"?
Marea nerazzurra in Duomo! Tifosi cantano per lo Scudetto dell'Inter
Il 2-0 sul Parma ha certificato una superiorità indiscussa dell'Inter sulle altre "inseguitrici". Napoli, Milan e Juventus hanno arrancato visibilmente, finendo per accontentarsi di una non-lotta per il secondo posto; "il primo dei perdenti", stando a chi di Scudetti se ne intende eccome. E così, il Chivu 'neofita' sbanca la concorrenza dei ben più quotati Allegri, Conte e Spalletti. Qual è stato, però, l'ingrediente segreto? Scopriamolo assieme.
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Inter, Scudetto vinto 'passeggiando'... E le altre?
Uno Scudetto vinto in cavalleria. Il dominio, sia chiaro, non è stato di quelli martellanti simil-Inzaghi con la stessa Inter o Spalletti con il Napoli di Kvaratskhelia e Osimhen. Eppure è il successo che premia la continuità di rendimento, la costanza e l'andamento da crociera, che Allegri tanto invocava quando faceva incetta di Scudetti con la grande Juventus. Il titolo dell'Inter di Chivu è frutto di una tenuta difensiva solida e di un attacco prolifico come pochi in Europa. La differenza reti di +51 non è frutto del caso, ma sintomatico di una macchina che aveva gli ingranaggi ben oliati dalla gestione Inzaghi dei 4 anni precedenti e che ha dovuto solo trovare quegli automatismi solo apparentemente persi ad inizio anno.Clicca sull'immagine qui sotto e scopri tutto il meglio di Bet365
Una volta messa in moto, la macchina non si è fermata più. Checché si parli di eliminazione precoce in Champions con la Cenerentola - che Cenerentola non è stata - del Bodo Glimt e al netto degli sporadici successi con le big del nostro campionato, è un Tricolore che celebra lungimiranza e prospettiva, unione di intenti e fame di successi. Niente di tutto ciò è stato avvertito dal Napoli di Antonio Conte, invece. Con lo Scudetto cucito sul petto, falcidiato da una catena di infortuni e assillato dalle esigenze tattiche per la convivenza forzata dei Fab-Four, il club azzurro non ha mai realmente impensierito Chivu e i suoi.
Poi c'è stato, o forse non c'è stato, il Milan di Massimiliano Allegri. Lanciato, lanciatissimo verso il vertice nel girone d'andata; in caduta libera in quello di ritorno, sfiancato oltretutto dalla perdita di Modric nel finale di stagione. Infine, la Juve. Alle prese con l'handicap dell'ennesimo cambio di guida tecnica, Tudor-Spalletti, la rincorsa ai primi posti ha vissuto di picchi esagerati, si vedano il 3-0 sul Napoli o il 5-0 sulla Cremonese, e di flop inimmaginabili, come l'1-1 col Verona già retrocesso di ieri sera.
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Il Napoli, invece, ne ha collezionati 42. Il Milan, ancora, 35. La Juventus tra Tudor e Spalletti ne ha messi assieme 38. Spesse volte è considerata una massima, ma mai come questa volta, lo Scudetto si è vinto con le piccole.
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