La rivalità tra Fiorentina e Juventus non rappresenta una semplice partita di calcio, ma un vero e proprio scontro sociale e identitario.
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Domenica 17 maggio alle 12:00 andrà in atto la penultima giornata di campionato tra Juventus e Fiorentina all'Allianz Stadium di Torino, una partita decisiva per le sorti dei bianconeri, ora artefici del proprio destino dato che si trovano a +1 dalla Roma che si trova al quinto posto in classifica. La Fiorentina ormai è praticamente sicura della salvezza, ma darà tutto per battere la Juventus per una rivalità che da decenni accompagna le due squadre, particolarmente sentita dalla sponda fiorentina che dagli anni '80 prova un profondo sentimento di risentimento sportivo nei confronti dei bianconeri. Tra campionato e Coppa persi in extremis e trasferimenti poco graditi, questa partita per Firenze non è solo una sfida di campionato: è sempre molto di più.
L'origine della rivalità tra Juventus e Fiorentina
Le radici di questa profonda rivalità prendono vita nel 1982, quando la Fiorentina perse lo scudetto all'ultima giornata a favore della Juventus tra innumerevoli polemiche arbitrali. Tutta la stagione si decise negli ultimi 90 minuti del campionato alla trentesima giornata, giocata il 16 maggio, con le due squadre arrivate alla fine della stagione a pari punti in classifica. La Juventus era impegnata sul difficile campo del Catanzaro, mentre la Fiorentina affrontava in trasferta il Cagliari, una squadra disperatamente a caccia di un punto per ottenere la salvezza.
La contemporaneità delle partite alimentò una tensione incredibile via radio ma l'equilibrio venne spezzato da episodi arbitrali che scatenarono polemiche destinate a durare per sempre. A Cagliari la Fiorentina riuscì a trovare il gol dell'1-0 ma il direttore di gara annullò la rete per un presunto e contestatissimo fallo sul portiere sardo che era in uscita. Quasi contemporaneamente a Catanzaro, alla Juventus venne concesso un calcio di rigore per un fallo di mano sulla linea di porta, trasformato con freddezza dall'irlandese Liam Brady. Grazie a questa combinazione di risultati, i bianconeri vinsero per 1-0 conquistando il loro ventesimo scudetto, quello storico della seconda stella, mentre i viola non andarono oltre lo 0-0.
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Juventus-Fiorentina, il passaggio di Roberto Baggio ai bianconeri
Il passaggio di Roberto Baggio dalla Fiorentina alla Juventus nell'estate del 1990 rappresenta l'operazione di calciomercato più clamorosa, traumatica e divisiva della storia del calcio italiano. Il Divin Codino era il simbolo indiscusso di Firenze, un talento puro che con tutto il cuore avrebbe passato la vita in viola, capace di trascinare la squadra squadra fino alla finale di Coppa UEFA, persa proprio nel doppio confronto contro la Juventus pochi giorni prima del trasferimento ufficiale. L'addio fu vissuto come un tradimento imperdonabile causato dal potere economico della Juventus ai danni dell'identità cittadina. Lo stesso Baggio non nascose mai la sua sofferenza per l'addio forzato, dichiarando in varie interviste e documentari di essere stato costretto ad accettare il trasferimento per via della volontà societaria di fare cassa.Caricamento post Instagram...
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