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Dalla Cremonese alla Cremonese, passando per il primo posto e la lotta Champions. Il percorso del Milan è fortemente cambiato dopo la sconfitta in casa alla prima giornata, inducendo Max Allegri a ricompattare subito un gruppo che l'anno scorso sembrava essersi perso.
La stagione 2025-2026 del Milan si apre con una scottante sconfitta contro la Cremonese in casa (1-2 per i grigiorossi) che ha creato le prime perplessità e i primi mugugni tra le fila dei tifosi rossoneri. Partita che prende una piega inaspettata già dalla prima frazione, quando la Cremonese va in vantaggio sugli sviluppi di un calcio piazzato con la rete decisiva di Baschirotto; rossoneri che trovano pochi minuti dopo il gol del momentaneo pareggio ancora una volta è un difensore a segnare, questa volta Pavlovic. Padroni di casa che sembrano quasi cullarsi dopo il momentaneo pareggio non essendo mai pericolosa; infatti al minuto 61' arriva un grande gol di sforbiciata di Federico Bonazzoli (ironia della sorte ex Interista) che regala a sorpresa i tre punti alla squadra di Cremona; tutto lascia presagire ad un assedio della squadra di Allegri che comunque prova a strappare almeno un punto, ma tentativo che non va a buon fine.
All'esordio stagionale davanti al proprio pubblico, il Milan si presentò ai nastri di partenza come una delle favorite nella corsa Scudetto. I motivi erano molteplici: l'esperienza degli ultimi campionati ci ha dimostrato che disputare una sola competizione (eccetto la Coppa Italia che è comunque un torneo breve) ha spesso rappresentato un vantaggio per la squadra laureatasi poi campione, e in secondo luogo perché avere alla guida un tecnico audace e vincente come Massimiliano Allegri rappresenta un aiuto fondamentale per chi vanta di averlo in panchina.
La sconfitta rossonera alla prima giornata con la vittoria della Cremonese - davanti ad un San Siro tutto esaurito - ha confermato anche i dubbi di mister Allegri. Tant'è che il tecnico ha chiesto un rinforzo a centrocampo avendo un nome su tutti: il "cavallo pazzo" Adrien Rabiot, nonché uomo indispensabile anche per la Juventus nel periodo del mister, centrocampista con qualità indispensabili per il tipo di gioco del toscano: tanta corsa abbinata ad una raffinata tecnica, gol nelle gambe e intelligenza tattica. Si può dire che l'arrivo del francese abbia completamente trasformato la formazione di Milano, affiancato ad un mostro sacro come Luka Modric, Rabiot è libero di svariare per vari ruoli del centrocampo diventando fondamentale anche in zona gol: di fatti sono 4 i gol e 4 assist per il francese, ma tutti decisivi (vedi la rete che ha dato inizio alla rimonta contro il Torino poi finalizzata da Pulisic e la doppietta di Como).
Ma, l'arrivo del francese non ha del tutto cancellato i problemi dei rossoneri. se da una parte l'apporto del francese è stato di gran lunga un grande innesto, dall'altra alcune defezioni mostrate sin dalla prima giornata contro la Cremonese non sono sparite. Il primo dato curioso che emerge guardando la classifica è chiaro: il Milan non ha mai vinto (tranne con il Pisa) uno scontro contro le neo promosse, statistica che espone ulteriormente le difficoltà che la squadra di Allegri ha nell'affrontare squadre "medio-piccole". Questi risultati rappresentano un grosso handicap per gli uomini di Allegri, inciampi di percorso che hanno precluso o quasi il Milan le ambizioni scudetto (ad oggi sono 10 i punti che la allontanano dall'Inter).
L'obiettivo del Milan è comunque - come già detto più volte dal mister e dal direttore sportivo Igli Tare - la qualificazione in Champions League che resta un traguardo pienamente alla portata dei rossoneri, con un occhio particolare sempre rivolto alla testa della classifica. Il Milan deve farsi trovare pronto qualora l'Inter "scivolasse" (termine usato proprio dal Conte Max). Se le squadre di bassa classifica hanno rappresentato un ostacolo per il Milan in questo percorso che porta dalla Cremonese a Cremona, i big match hanno rafforzato lo status che la squadra di Allegri si è meritata: difatti i rossoneri sono ancora imbattuti negli scontri diretti vincendo con Roma, Inter e Napoli, risultati che hanno consolidato la seconda posizione in classifica.
In conclusione è un Milan cambiato, ossia più cinico, più attento, più ad immagine e somiglianza del mister, ma che presenta ancora alcune lacune che devono essere colmate se i rossoneri vogliono tornare a lottare stabilmente per dei trofei. Basterà la mano di Allegri e qualche acquisto in più? Lo scopriremo solo nel tempo, ora l'unico obiettivo della squadra rossonera rimane la qualificazione in Champions, accesso che risulterebbe fondamentale sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista di blasone per una squadra come il Milan.
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