I Campioni d'Italia di Chivu non steccano l'esordio in campionato: nonostante qualche prima difficoltà, il divario tecnico coi biancorossi è troppo ampio

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Attendere. Una parola derivante dal latino che indica il rivolgere l'animo a qualcosa nel tempo che ci scorre davanti. Un tempo lungo una novantina di giorni tra la fine della scorsa stagione italiana e l'inizio di quella nuova. L'attesa, soprattutto in casa nerazzurra, di rivedere poi i propri campioni, quelli che - per un anno - hanno battagliato a lungo per riportare il tricolore sotto la Madonnina (insieme ad una coccarda, la decima della loro storia). Ma attendere, rivolgere il nostro animo, la nostra attenzione a qualcosa porta inevitabilmente a pensare, a farsi domande, a crearsi aspettative. La filosofa, anarchica e partigiana francese Simone Weil, diceva proprio che l'attesa è la forma più alta dell'attenzione, è il massimo sforzo della mente ad aprirsi all'evento atteso.

Inter Monza

Alla fine questa attesa, non passiva, ma che ci pervade e ci porta a pensare continuamente, è arrivata al termine. Il calcio italiano ritorna ai suoi tifosi che attendevano l'arrivo di una nuova stagione di Serie A e gli onori di casa spettano ai Campioni d'Italia. L'Inter di Cristian Chivu con lo Scudetto sul petto ospita il neopromosso Monza di Ivan Juric al Meazza: una partita che, per risultato e statistiche, sembra aver fatto capire che i nerazzurri hanno fame di bis. Il risultato per 4 a 1 a favore dei padroni di casa è l'ennesimo manifesto della forza nerazzurra: i meneghini offrono quattro lezioni sul calcio che porta il marchio del tecnico rumeno.

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Il solito e la sofferenza: Calhanoglu stappa Inter-Monza e il campionato

I Campioni d'Italia di Chivu avevano abituato tutti: questa è una macchina da gol. Un complesso sistema di meccanismi che lavorano insieme per offrire sempre più spunti offensivi, sia in fase di possesso che in fase di pressing. Il primo tempo si apre con l'Inter che prova a costruire la trama di gioco dal basso, mentre un Monza ben organizzato chiude gli spazi ai portatori di palla nerazzurri. La soluzione dettata dal tecnico interista è quella di appoggiarsi sui lanci lunghi verso Pio Esposito - compagno di reparto di Lautaro Martinez -, che ha offerto la sua fisicità per far salire la squadra.

FC Internazionale v AC Monza - Serie A 2026/27
MILANO, ITALIA - 22 AGOSTO: Hakan Calhanoglu dell'Inter festeggia il primo gol della sua squadra durante la partita di Serie A tra FC Internazionale e AC Monza allo Stadio Giuseppe Meazza il 22 agosto 2026 a Milano, Italia. (Foto di Marco Luzzani/Getty Images)

Non a caso, il gol che apre la partita e, di fatto, il campionato arriva da un'uscita in verticale che il capitano interista, a centrocampo, devia verso il centravanti italiano, il quale gestisce l'attacco dei difensori e scarica ad Andy Diouf sulla destra. Il solito, invece, lo offre Hakan Calhanoglu che raccoglie proprio il passaggio del francese scaricando in porta un bolide dal limite dell'area di rigore. Il centrocampista turco apre le danze della Serie A 2026/27.

Ma, nonostante i tentativi interisti dopo la rete dell'1 a 0, l'Inter mostra i fantasmi di alcune partite dello scorso anno, perdendo concentrazione e intensità, mentre il Monza non si scoraggia e costruisce occasioni importanti. Gli uomini di Juric crescono e trovano in Gustavo Varela una soluzione contro un non lucido Manuel Akanji: il portoghese dei brianzoli riceve palla da Mathis Mout e la protegge con il fisico dal difensore elvetico; con un movimento da attaccante vero lo supera e batte Josep Martinez. Il tabellone registra 1 a 1 a fine primo tempo, non senza qualche uscita a vuoto dei nerazzurri, che hanno faticato a trovare sbocchi in attacco.

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MILANO, ITALIA - 22 AGOSTO: Gustavo Varela del Monza festeggia il primo gol della sua squadra durante la partita di Serie A tra FC Internazionale e AC Monza allo Stadio Giuseppe Meazza il 22 agosto 2026 a Milano, Italia. (Foto di Claudio Villa/Getty Images)

Pio e Diouf, la promessa e la sorpresa: le molteplici soluzioni di Chivu

Come accennato sopra, se l'avversario soffoca la costruzione allora serve un'alternativa. La prima è quella della potenza e forza fisica di un attaccante come Pio Esposito, che si offre come principale terminale dei lanci lunghi e delle verticalità dei compagni, difendendo la palla. I gesti di Chivu sono esemplificativi: fare un passaggio in meno, mandando a vuoto il pressing alto dei brianzoli. L'Inter, infatti, nella ripresa trova la chiave proprio nell'attaccante 21enne per superare la pressione del Monza. La seconda, invece, è l'estro offensivo di Diouf che, al contrario dell'ormai ex-esterno destro Dumfries, punta l'uomo e tenta il dribbling.

I nerazzurri tentano e ritentano e, alla fine, su un cross dalla sinistra, un'uscita errata del giovane portiere Pizzignacco consegna a Zielinski una ribattuta a porta vuota. Il 2 a 1, segnato al 48esimo, cambia l'inerzia della partita - anche se tra i pali interisti Josep Martinez si avvicina al pasticcio coi piedi - e i cambi danno nuova linfa vitale. Fuori Lautaro Martinez e Calhanoglu (entrambi ammoniti e anche tra gli ultimi a rientrare dalle vacanze), dentro Ange-Yoan Bonny e Petar Sucic, al 53esimo. Esattamente due minuti dopo, il croato offre una linea di gioco con un taglio interno, riceve palla e la scarica proprio all'arrivo di Diouf sulla destra. Il francese entra in area e punta la difesa brianzola, con un doppio passo disorienta il difensore e offre la palla a Pio Esposito che con un tacco stupendo mette in rete il pallone del 3 a 1.

FC Internazionale v AC Monza - Serie A 2026/27
MILANO, ITALIA - 22 AGOSTO: Francesco Pio Esposito dell'FC Internazionale festeggia dopo aver segnato il terzo gol della sua squadra durante la partita di Serie A tra FC Internazionale e AC Monza allo Stadio Giuseppe Meazza il 22 agosto 2026 a Milano, Italia. (Foto di Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

Il quarto gol, invece, arriva sempre dal lavoro magistrale di Pio Esposito che difende palla e la scarica ad un avanzato Yann Bisseck, che poi decide di andare in solitaria e battere il portiere biancorosso.

Un'Inter travolgente, ma non ancora completa

Cosa impressiona dei nerazzurri di Chivu? Non solo la fame che hanno messo, oltre alla qualità e alla tattica complessa, fluida e verticale. Ma il fatto che quest'Inter, che ha sovrastato il Monza, è ancora in fase di completamento. Qualche volto nuovo si è visto, uno di questi è John Stones - già protagonista con un gol nell'ultima amichevole - negli ultimi minuti del match. Così come Alexander Stankovic, che con quel numero 5 e quel nome sulla maglia ha riportato la mente alle gesta del padre proprio sul prato di San Siro.

Si tratta di due giocatori che potrebbero rivelarsi decisivi, al pari di Diouf che si è rivelato essere l'arma imprevedibile dello scacchiere del tecnico rumeno. Eppure, si sa che la potenza di fuoco aumenterà ulteriormente con gli altri due acquisti che non hanno potuto prendere parte alla prima di campionato. A completare i Three Lions, insieme a Stones, Chivu attende Djed Spence, il cosiddetto erede di Dumfries, e Curtis Jones, il geometra e il tuttofare voluto dall'allenatore.

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Da aggiungere alla lista, alcune delle stelle di questa squadra stanno ritrovando la condizione solo ora, dopo il rientro dal Mondiale e dalle vacanze. Lautaro Martinez, Manuel Akanji, Hakan Calhanoglu e Marcus Thuram (alle prese con i fastidi che gli hanno condizionato l'esperienza alla Coppa del Mondo). Insomma, la potenza di fuoco di quest'Inter qua potrebbe essere ancora maggiore tra un paio di giornate. E, dunque, come all'inizio: l'interista continua ad attendere; ma nel mentre si gode il grande ritorno dei Campioni d'Italia.

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