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Capello sorprende su ONTime Sports 2: “Non sono tra i migliori italiani. Ancelotti? È un top”

Francesco Lovino
Francesco Lovino Redattore 
Lo storico tecnico e volto noto del calcio italiano è stato ospite del noto programma televisivo dell'emittente egiziana
02:58 min

Il prossimo 18 giugno compirà 80 anni, eppure Fabio Capello non ha alcuna voglia di farsi da parte. Quantomeno, non ha intenzione di risparmiarsi incalzato sul calcio, da sempre e per sempre il suo sport. Al programma Hat Trick, sul canale ONTime Sports 2, ha rilasciato un'intervista esclusiva nella quale sono stati toccati diversi argomenti. Primo su tutti, la squadra del cuore.

Capello al miele sul Milan: "Mi sta più a cuore e mi ha formato"

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Ha allenato - e vinto - (quasi) ovunque sia andato. Real Madrid, Roma, Juventus, Jiangsu Suning e le nazionali dell'Inghilterra e della Russia non sono però paragonabili alla formazione che ha tratto dal Milan. Parola di Fabio Capello: "La squadra che mi sta più a cuore è il Milan; è la squadra che mi ha formato. Da giocatore, la Juventus è la squadra con cui ho vinto di più. Da allenatore, la squadra che mi ha emozionato di più è il Real Madrid. Ma il Milan è stata l'ultima squadra in cui ho giocato, quella con cui ho vinto il mio ultimo campionato, raggiungendo un numero importante di titoli (lo Scudetto). Ma soprattutto, devo ringraziare Berlusconi, che mi ha aiutato a crescere come allenatore e mi ha permesso di costruire la carriera che ho avuto".

A sorprendere, però, è soprattutto la sua umiltà nel dichiararsi non tra "i più grandi allenatori d'Italia". Un augurio sincero poi, a un altro allenatore che di coppe e successi ne ha da vendere, Carlo Ancelotti: "Speriamo possa vincere la Coppa del Mondo con il Brasile."

Per l'attuale ct del Brasile ha espresso solo tanta riconoscenza definendolo "un allenatore eccellente nel gestire i giocatori di punta." Proprio sulle sue doti di gestore di grandi spogliatoi si è soffermato Fabio Capello: "Penso che trovare un allenatore con la personalità di Ancelotti e la sua capacità di gestire uno spogliatoio sia estremamente difficile, soprattutto in un club eccezionale come il Real Madrid".

L'ex-allenatore sul calcio moderno: "È in evoluzione costante"

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Nell'intervista, immancabile il riferimento al suo passato, un calcio che difficilmente potrà tornare per la portata di campioni che la Serie A ha accolto: "Nella mia carriera, devo dire che c'è stato un periodo in Italia in cui c'erano i più grandi giocatori del mondo, quindi il calcio italiano era al suo apice e gli allenatori erano fondamentali. "

Non solo giocatori però, dato che anche in termini di guide tecniche se ne intende eccome Capello: "Nel mio periodo in Italia, credo di aver trovato, da giocatore, Helenio Herrera, che ha guidato l'Inter alla sua prima Coppa dei Campioni (non la Champions League come la conosciamo oggi). Poi, durante il mio periodo lì, penso che Marcello Lippi sia stato un grande allenatore, poi Carlo Ancelotti, di cui abbiamo già parlato, e anche Conte, che è andato in Inghilterra e ha vinto il campionato... "

In assoluto, però, è Guardiola il mister per cui impazzisce l'ex Milan, un vero rivoluzionario. "Quello che ha lasciato un segno indelebile perché ha cambiato un certo tipo di calcio è Guardiola avendo contribuito di più al mondo del calcio, sia in termini di sistema di gioco che di gestione. Lo metto al vertice."

Anche Sacchi, ovviamente il suo l'ha fatto e scordarlo è difficile: "Ho dimenticato Arrigo Sacchi, che è venuto prima di me. Chiedo scusa ad Arrigo; stavo pensando all'Europa. No, Arrigo è quello che ha rivoluzionato il calcio. E poi Ancelotti; perché nessuno allena le squadre come lui".

Intanto, Fabio Capello resta in attesa che qualcuno provi anche solo ad essere incisivo come i mostri sacri citati: "Ci sono momenti diversi, c'è un'evoluzione del calcio; c'è stato il calcio dell'Ajax, poi il calcio di Sacchi, poi il calcio di Guardiola. Tre passi, uno ogni 20 anni. E ora aspettiamo il prossimo".