derby costantinopoli ad atene finale coppa grecia porte chiuse

derby costantinopoli ad atene finale coppa grecia porte chiuse

di Redazione Derby Derby Derby

di Redazione DDD –

La finale di Coppa di Grecia tra il PAOK tornato campione di Grecia dopo 34 anni e l’AEK Atene (5 titoli greci, ma terzo quest’anno con 27 punti di distacco in classifica), prevista per sabato 11 maggio allo Stadio Olimpico di Atene, verrà giocata a porte chiuse. La decisione è arrivata dopo la preoccupazione per i possibili incidenti che potrebbero avvenire prima e dopo la gara, con ampie minacce tra le due tifoserie nel corso degli ultimi giorni.

Del resto, il derby tra AEK e PAOK è uno dei più sentiti di tutta la Grecia, nonostante le cui città distano 500km giocano un derby? La K presente nei nomi delle due squadre è il vero motivo del contendere. K sta per Costantinopoli, la capitale spirituale del mondo ellenico negli anni Venti del novecento, quando entrambi le squadre vengono fondate (1924 l’AEK, 1926 il PAOK) in due città diverse. A far nascere i club sono in tutti e due i casi degli esuli greci dalla Turchia, rimandati nell’Ellade dopo i trattati di pace tra la Grecia ed il governo di Ataturk.

Questa comunione iniziale di intenti (onorare la memoria dell’Impero Bizantino e della cultura greca) crea però reazioni contrastanti. Se da una parte molti, soprattutto nei primi anni di incroci tra i due club, vedevano nella squadra opposta un gruppo di “fratelli” costretti ad abbandonare Costantinopoli, altri hanno da subito rivendicato solo a se stessi l’eredità sportiva delle squadre di greci che già a partire dall’inizio del Novecento si erano organizzati nella capitale dell’Impero Ottomano.

Alla derivazione storica però si è aggiunta un’altra feroce rivalità, quella tra Atene e Salonicco. Le due città, le più popolose della Grecia, sono da sempre in competizione per una supremazia, vera o presunta, in qualsiasi campo della vita sociale, politica e sportiva del Paese.

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