Evaristo Beccalossi è stato una leggenda dell'Inter negli anni 70, dopo l'ultimo anno passato in coma per un malore si è spento questa notte

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Marea nerazzurra in Duomo! Tifosi cantano per lo Scudetto dell'Inter

Una leggenda del mondo nerazzurro, e non solo, oggi ci ha lasciato. Evaristo Beccalossi è stato una bandiera dell’Inter negli anni ’70 e ’80, vincendo due scudetti, una Coppa UEFA e una Supercoppa Italiana. Centrocampista dall’eleganza sovraffina, resterà per sempre nella memoria per i suoi iconici rigorialla Beccalossi”. Dopo la carriera da giocatore fu anche dirigente sportivo, lasciando un’eredità indelebile nel calcio italiano.

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Lecco v FC Internazionale
LECCO, ITALIA - 3 SETTEMBRE: Il presidente del Lecco Evaristo Beccalossi osserva prima dell’amichevole tra Lecco e FC Internazionale il 3 settembre 2015 a Lecco, Italia. (Foto di Marco Luzzani - Inter/Getty Images)

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Evaristo Beccalossi, nato a Brescia ma cresciuto con l’Inter

Bresciano doc, era soprannominato il “Dinho bresciano” per il suo stile brasiliano. Numero 10 puro, decideva le partite nella zona nevralgica del campo. La sua classe e il carisma lo legarono alla maglia nerazzurra per quasi un decennio.

Cresciuto nelle giovanili del Brescia, esordì in prima squadra con le rondinelle, ma fu con l’Inter che toccò i vertici della carriera. Debuttò in nerazzurro nel 1976 e vi rimase fino al 1987, diventando simbolo di una squadra iconica. Celebri i suoi rigori, con una rincorsa che finiva in un tiro potente ma spesso impreciso. Memorabili i due sbagliati nella stessa partita di Coppa delle Coppe 1982 contro lo Slovan Bratislava.

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Il “Dinho bresciano”: l’idea di Mazzola che lo portò all’Inter

Fu Sandro Mazzola, diventato dirigente, a consigliare l’acquisto di Beccalossi: lo vide dribblare cinque avversari in una partita e ne capì subito il potenziale. Ereditò la maglia numero 10 come simbolo del fantasista puro, ma non era il sostituto diretto dei predecessori. Dopo mostri sacri come Giacinto Facchetti, Luis Suárez e lo stesso Mazzola, portò un tocco “brasiliano” e creativo. Il suo stile elegante, imprevedibile e geniale incantò San Siro. Oggi, Beccalossi resta uno dei più grandi numeri 10 della storia nerazzurra. Lui è sempre rimasto fedele all’essenza dell’Inter, il suo genio, i suoi dribbling e quel cuore bresciano nerazzurro resteranno per sempre scolpiti nella storia di San Siro.

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