Mettere un altro mattone sullo scudetto, fare un altro passo importante per la salvezza. E' la posta in palio dell'anticipo di domani sera Inter-Genoa. La squadra di Chivu, reduce dall'amara eliminazione dalla Champions League, va in cerca di quella che sarebbe la settima vittoria di fila (la 14^nelle ultime 15 giornate) per presentarsi poi al derby del prossimo 8 marzo che potrebbe risultare decisivo. Il Grifone, dal suo canto, viene dall'importante successo contro il Torino e un' altra eventuale vittoria lo allontanerebbe dalla zona calda della classifica. Fischio di inizio alle 20:45.
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Inter-Genoa, un tuffo nel passato: il primo storico incontro tra i club

Inter-Genoa, la prima volta non si scorda mai: torniamo indietro di 96 anni
—Sono 115 i precedenti in Serie A tra Inter e Genoa: il bilancio sorride nettamente ai nerazzurri con 61 vittorie contro le 22 rossoblù, mentre 32 sono i pareggi. L’Inter è imbattuta nelle ultime 13 sfide di campionato contro il Genoa (10 vittorie e 3 pareggi), con 33 reti segnate e appena 5 subite nel parziale. Un dominio certificato anche dalla continuità offensiva: gol realizzato in 12 delle ultime 13 gare contro i liguri. Come spesso si dice "la prima volta non si scorda mai", e allora riviviamo la prima storica partita tra neroazzurri e Grifone. Torniamo indietro di ben 96 anni.

L'Ambrosiana che nel 1929-1930 festeggiò lo scudetto. Da sinistra in piedi, Gianfardoni, Degani e Allemandi; accasciati, Rivolta, Viani e Castellazzi; seduti, Visentin, Serantoni, Meazza, Blasevich e Conti (Fonte Wikipedia)
15 giugno 1930: dal crollo della tribuna alla tripletta di Meazza.
—La prima storica sfida in Serie A tra Inter-Genoa è subito entrata di diritto nella storia del calcio italiano. E purtroppo non solo per il risultato. Era il 15 giugno del 1930, 32° turno della stagione 1929-30, la prima a girone unico. Al campo Virgilio Fossati, noto anche come campo di Via Goldoni, quella che all'epoca si chiamava ancora Ambrosiana Inter ospita il Genoa nella sfida che può valere lo scudetto. La classifica vedeva i neroazzurri primi con 4 punti di vantaggio proprio sui rossoblù (la vittoria valeva 2 punti) a due turni dalla fine. Ultima possibilità, dunque, per i liguri di entrare in lotta per il tricolore.
La sfida scudetto, però, non inizia nel migliore dei modi. Anzi. Le vecchie tribune in tubolare e legno, stracolme di spettatori, prima dell'inizio della partita cedettero di schianto. Gli spettatori scapparono dalla tribuna abbattendo una parte della rete di recinzione e alla fine si contarono 167 tra feriti e contusi. Fortunatamente non ci furono morti. Nonostante tutto, comunque, la partita si giocò regolarmente e i pronostici per una sfida emozionante furono confermati dopo soli 5 minuti.
A sbloccare la partita fu Virgilio Levratto che portò in vantaggio il Genoa riaccendendo la speranza di vittoria del popolo ligure. Speranza che si fece ancora più grande dopo il raddoppio firmato da Ercole Bodini al 14'. Ad un certo punto salì in cattedra Giuseppe Meazza. L'attaccante neroazzurro accorciò le distanze al 22' ma nemmeno 5 minuti dopo Levratto segnò la sua seconda personale. 120 secondi dopo Meazza riaccese l'entusiasmo dei lombardi realizzando la rete del 2-3.
Lo spettacolare primo tempo si chiuse con il Grifone in vantaggio di una rete. Nella ripresa, come al giorno di oggi si dice, Meazza "si portò a casa il pallone" segnando la sua tripletta e riportando la situazione in parità al 53'. Da lì il risultato non cambiò. Grazie al pareggio, l'Ambrosiana Inter conservò i quattro punti di vantaggio e la settimana dopo, grazie al 2-0 inflitto alla Juventus, vinse il suo terzo scudetto della storia. Oreste Simonetti, presidente dei lombardi, un anno dopo si dimise, consumato dalla tragico evento della tribune e dall'impossibilità di risarcire le oltre 160 richieste di indennizzo. Dalla stagione successiva, inoltre, la squadra si spostò all'Arena Civica.
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