Dalla testata di Zidane a Napolitano presidente, passando per la nascita di Twitter, Calciopoli e il caffè a 80 centesimi. Il mondo nel 2006

A cura di Dennis Re e Francesco Intorre.

9 luglio 2006. Berlino. Olympiastadion.

Ci sono partite che finiscono al triplice fischio. E poi ce ne sono altre che, anche vent’anni dopo, continuano a vivere nella memoria di chi le ha viste ed Italia-Francia è una di queste.
È la finale del Mondiale: da una parte gli Azzurri di Marcello Lippi, dall’altra la Francia capitanata da Zinédine Zidane.

Ma quella sera non c’è soltanto una finale, c’è un Paese che si ferma davanti alla televisione, ci sono le piazze che si riempiono, le bandiere alle finestre, le maglie azzurre, le automobili che suonano per strada. E, soprattutto, c’è un’Italia che sta vivendo un’estate destinata a rimanere nella memoria collettiva. Questa volta non saranno solo 90 minuti a farci ripercorrere il passato ma per capire davvero quei 120 minuti e quei cinque rigori, allora, dobbiamo fare quello che facciamo in questa rubrica: uscire per un momento dal campo e guardare cosa succedeva tutto intorno.

Final Italy v France - World Cup 2006

Com’era l’Italia il 9 luglio 2006? Cosa si ascoltava, cosa si guardava in televisione e al cinema, quali tecnologie stavano entrando nelle nostre vite, quanto costavano le cose e cosa stava succedendo nel mondo mentre Zidane veniva espulso e gli azzurri inseguivano la quarta Coppa del Mondo?

Perché mentre a Berlino si giocava una finale destinata a diventare storia, fuori dall’Olympiastadion c’era un intero mondo che continuava a cambiare. E noi torniamo lì. A quella notte.

0' - MUSICA: LA COLONNA SONORA DELL'ESTATE AZZURRA E DELLE RADIO ITALIANE

Prima ancora che il pallone inizi a rotolare a Berlino, c’è una colonna sonora che racconta quell’estate. È il 2006 e nelle radio italiane passano “Sei nell’anima” di Gianna Nannini, “Gli ostacoli del cuore” di Elisa e Ligabue, mentre tra le canzoni più ascoltate ci sono anche "Svegliarsi la mattina" degli Zero Assoluto e "Seven Nation Army" dei White Stripes.

Ma c’è una canzone che più di tutte sembra essere stata scritta per quell’estate: “Siamo una squadra fortissimi” di Checco Zalone. Una parodia diventata rapidamente uno dei simboli musicali del Mondiale italiano del 2006, tanto da essere inserita anche nella compilation ufficiale “Campioni del mondo! Siamo una squadra fortissimi”.

Le partite degli Azzurri hanno ormai la loro musica. E mentre l’Italia canta, scherza e sogna davanti alla televisione, a Berlino sta per iniziare la partita più importante. Italia-Francia. Finale del Mondiale.

La colonna sonora è pronta. Ora manca soltanto il campo e mentre l’Italia canta e sogna, a Berlino la finale è appena cominciata e al 7’ minuto la Francia é già in vantaggio: Florent Malouda entra in area e viene atterrato da Marco Materazzi. L’arbitro Elizondo indica il dischetto. Zinédine Zidane prende il pallone, calcia… traversa, rimbalzo oltre la linea e gol. 1-0 Francia. L’Italia è subito costretta a inseguire. Ma passano appena dodici minuti e…

20' - EVENTI: DAL BARATRO DI CALCIOPOLI ALLE OLIMPIADI INVERNALI DI TORINO

…arriva subito la risposta proprio allo scoccare del 20’ minuto. Calcio d’angolo di Andrea Pirlo, Marco Materazzi si libera dalla marcatura e colpisce di testa: 1-1. La finale è di nuovo in equilibrio. Ma mentre a Berlino gli Azzurri provano a conquistare il quarto Mondiale della loro storia, l’Italia arriva a quella notte dopo mesi tutt’altro che tranquilli.

A febbraio Torino aveva ospitato le Olimpiadi invernali, trasformando per due settimane l’Italia nel centro dello sport mondiale. Pochi mesi dopo, invece, sarebbe arrivato uno dei più grandi terremoti della storia del calcio italiano: Calciopoli. Le intercettazioni, le inchieste e le decisioni della giustizia sportiva avrebbero sconvolto la Serie A proprio nell’estate del Mondiale. E quell’estate italiana sarebbe stata anche fatta di musica e grandi eventi.

Il 6 agosto, poche settimane dopo la finale, Madonna avrebbe portato il suo Confessions Tour allo Stadio Olimpico di Roma. L’11 luglio, invece, i Rolling Stones avrebbero suonato a San Siro, a Milano, appena due giorni dopo la vittoria azzurra. Ma il 2006 non sarebbe stato soltanto l’anno delle vittorie sportive e dei grandi concerti. A dicembre, a Erba, una strage avrebbe sconvolto l’Italia: quattro persone vennero uccise l’11 dicembre. Per quel delitto Rosa Bazzi e Olindo Romano sono stati condannati all’ergastolo.

Fu un anno pieno di contrasti e mentre fuori dal campo l’Italia cambia, a Berlino la partita continua. Sono passati 40 minuti: Italia 1, Francia 1.

Turin Olympic Games - Preview - 4 Days To Opening Ceremony
TORINO, ITALIA - 6 FEBBRAIO: La squadra italiana di short track si allena in vista dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, il 6 febbraio 2006 a Torino. La cerimonia di apertura si svolgerà il 10 febbraio 2006 allo Stadio Olimpico. (Foto di Jamie McDonald/Getty Images)

40' - POLITICA: GIORGIO NAPOLITANO NUOVO PRESIDENTE E LA NASCITA DEI NUOVI PROGRAMMI DI DIBATTITO

A Berlino il risultato è ancora fermo sull’1-1 e, mentre la partita sembra essersi bloccata, fuori dal campo l’Italia è tutt’altro che ferma. Politicamente, il 2006 è un anno di grandi cambiamenti: pochi mesi prima di quella finale, gli italiani sono stati chiamati alle urne per scegliere il nuovo governo, in un’elezione combattuta fino all’ultimo voto. Il 9 e 10 aprile 2006, infatti, si sono tenute le elezioni politiche: da una parte la coalizione guidata da Romano Prodi, dall’altra quella di Silvio Berlusconi. Il risultato è stato strettissimo e ha portato Prodi alla formazione del nuovo governo nel maggio dello stesso anno.

Pochi giorni dopo arriva un altro passaggio storico: il 10 maggio Giorgio Napolitano viene eletto Presidente della Repubblica, succedendo a Carlo Azeglio Ciampi. È un’Italia politicamente divisa, dove il confronto tra schieramenti è ormai una presenza costante anche nel dibattito televisivo e proprio la televisione si prepara a raccontare la politica in un modo ancora più diretto attraverso la nascita di nuovi programmi tv per dibattiti politici. Ma prima che la politica entri nei salotti degli italiani, a Berlino la partita è ancora tutta da giocare ed allo scoccare del 60' minuto il tabellino segna ancora il punteggio di 1-1.

Giorgio Napolitano Elected As New Italian President
ROMA - 10 MAGGIO: Il senatore italiano Giorgio Napolitano (a sinistra) viene salutato dai deputati del centro-sinistra durante l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica presso il Parlamento italiano, il 10 maggio 2006 a Roma. Napolitano, ottantenne ed ex comunista, è stato eletto nuovo Presidente della Repubblica Italiana dopo aver ottenuto 543 voti, 38 in più del necessario. (Foto di Franco Origlia/Getty Images)

60' - PROGRAMMI TV: DA ANNOZERO ALLA GARBATELLA, LA NUOVA ERA DEL PICCOLO SCHERMO

Proprio nell'autunno del 2006 debutta su Rai 2 Annozero, il nuovo talk show condotto da Michele Santoro, arricchito dalle vignette di Vauro e dagli editoriali del pungente Marco Travaglio. La trasmissione riesce a portare lo scontro politico, sempre più incentrato sullo spettacolo e sull'ironia dei protagonisti, direttamente in prima serata con ascolti da record. Santoro non punta però solo a trascinare i grandi leader politici nel dibattito, ma sceglie di raccontare temi sociali importanti come il precariato giovanile. Sul fronte degli ascolti serali, già nel 2006 infuria la lotta tra Rai 1 e Canale 5.

A rappresentare la svolta ci pensa Flavio Insinna, che stravolge totalmente Affari Tuoi. Il conduttore romano raccoglie la pesante eredità di Paolo Bonolis e rende il format dei pacchi molto più teatrale e travolgente, spingendo sempre più telespettatori a sintonizzarsi su Rai 1. Ma nel 2006 non cambiano solo i talk show e i giochi dell'access prime time: si rinnova anche l'intrattenimento leggero delle famiglie italiane. Il 7 settembre debutta su Canale 5 la prima storica stagione de "I Cesaroni", che racconta l'incontro tra due mondi opposti: quello popolare di Giulio Cesaroni (interpretato da Claudio Amendola) e quello raffinato di Lucia Liguori (interpretata da Elena Sofia Ricci). I due ex innamorati di gioventù si ritrovano da adulti, decidono di sposarsi e uniscono le rispettive famiglie allargate, costringendo i figli a condividere improvvisamente la stessa casa e la stessa scuola.

E mentre la famiglia Cesaroni entrava nelle case degli italiani, il punteggio di questa finale continua a non smuoversi e siamo pronti ad entrare nei minuti finali dei tempi regolamentari.

ICesaroni
Immagine dalla sigla delle prime tre stagioni de "I Cesaroni" (Wikipedia)

80' - CINEMA: ESAMI DI MATURITÀ, MAGHI, MOTORI E DIAVOLI IN PASSERELLA

Proprio la scuola rappresenta un filo conduttore dell'Italia cinematografica del 2006, grazie al grande cult generazionale Notte prima degli esami, con Fausto Brizzi alla regia. Il film racconta le disavventure di Luca, che tenta disperatamente di rimediare dopo aver insultato il professor Martinelli pensando di non vederlo mai più, salvo poi ritrovarselo davanti come commissario esterno alla maturità. Dall'estate degli esami si passa subito all'autunno dell'alta moda. A ottobre 2006 esce nei cinema italiani Il diavolo veste Prada. La pellicola segue le vicende di Andy Sachs, una giovane giornalista che ottiene il ruolo di assistente personale della tirannica direttrice della rivista di moda Runway. Il film mostra quanto risulti alienante la vita ai vertici dell'alta moda, un ambiente dove per emergere bisogna letteralmente vendere l'anima al diavolo.

Per le famiglie e i più piccoli, il 2006 sfoggia invece il colore rosso fiammante di Saetta McQueen. Cars - Motori ruggenti, capolavoro della Disney Pixar, racconta la storia di un'arrogante e vincente auto da corsa che, mentre viaggia verso la nuova tappa della prestigiosa Piston Cup, si perde lungo la Route 66 finendo nella dimenticata cittadina di Radiator Springs. Lì Saetta impara il valore dell'amicizia grazie al vecchio Doc Hudson, alla bella Porsche Sally e al simpatico carro attrezzi Cricchetto. Sul finire dell'anno, infine, Christopher Nolan ipnotizza tutto il pubblico con The Prestige. Nella Londra vittoriana di fine Ottocento, due giovani illusionisti, Robert Angier e Alfred Borden, si sfidano in una guerra psicologica ossessiva e mortale per creare il trucco del teletrasporto perfetto.

Ma torniamo a Berlino. I 90 minuti regolamentari sono finiti e il risultato è ancora 1-1. Italia e Francia devono giocare altri trenta minuti: iniziano i supplementari. La Coppa del Mondo è ancora lì, a un passo, ma per conquistarla servirà resistere ancora.

63rd Venice Film Festival: 'Devil Wears Prada' - Premiere
VENEZIA, ITALIA - 7 SETTEMBRE: Gli attori Meryl Streep, Stanley Tucci e Anne Hathaway partecipano alla prima del film "Il diavolo veste Prada" durante la nona giornata della 63ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, il 7 settembre 2006 a Venezia, Italia. (Foto di MJ Kim/Getty Images)

100' - TECNOLOGIA: L'ALBA DEI SOCIAL, LA GUERRA DELLE CONSOLE E LA TESTATA AL 110'

Siamo nel cuore dei tempi supplementari e Buffon compie un miracolo sovrumano, alzando sopra la traversa un'incornata a botta sicura di un super Zinedine Zidane. La parata di Gigione fa rapidamente il giro dei primi social media dell'epoca. Il 2006 segna infatti l'anno zero della nostra vita digitale moderna. A marzo Jack Dorsey lancia il primo cinguettio su Twitter (ora chiamato X), mentre a settembre Facebook smette di rappresentare una rete esclusiva per studenti universitari e apre le iscrizioni a chiunque abbia più di 13 anni e un indirizzo email. A ottobre il colosso digitale Google ha una grossa intuizione: capisce che nel futuro il mercato digitale si sposterà sui video online e sborsa ben 1,65 miliardi di dollari per assicurarsi tutto il mondo di YouTube, una piattaforma nata appena l'anno prima. Ma non cambia solo l'intrattenimento dei social, si trasforma anche quello domestico. Il 2006 accende uno dei primi scontri epocali tra console: Sony lancia sul mercato la potentissima e costosissima PlayStation 3, mentre Nintendo rivoluziona il mondo del gaming tradizionale. Dopo aver conquistato tutti in estate grazie alla console portatile Nintendo DS Lite, la casa videoludica giapponese lancia la rivoluzionaria Nintendo Wii. Grazie al telecomando senza fili con sensori di movimento, per la prima volta nella storia anche mamme, padri, nonni e zii si alzano dal divano per giocare a tennis e a bowling in salotto con Wii Sports.

Ma torniamo all'Olympiastadion. Minuto 110'. Il gioco sembra addormentarsi, ma durante una tranquillissima azione gestita a centrocampo le telecamere inquadrano un dolorante Marco Materazzi steso a terra con le mani sul petto. Buffon corre urlando verso il guardalinee per segnalare la testata di Zidane ai danni del difensore dell'Inter. Nessuno della terna arbitrale ha visto nulla dal vivo, ma il quarto uomo, lo spagnolo Medina Cantalejo, osserva la scena e avvisa in auricolare l'arbitro Elizondo. Quella che molti ricordano come la prima "moviola in campo" svela la follia: dopo una trattenuta di maglia e un pesante scambio di battute (dove il difensore italiano tira in ballo la sorella del francese), Zidane perde la testa, si gira e colpisce Materazzi con una testata violentissima sullo sterno. Elizondo estrae il cartellino rosso diretto e Zidane esce dal campo, sfilando di fianco alla Coppa del Mondo senza nemmeno guardarla, chiudendo così di fatto la sua gloriosa carriera da calciatore.

Final Italy v France - World Cup 2006
BERLINO - 9 LUGLIO: L'arbitro argentino Horacio Elizondo mostra il cartellino rosso al francese Zinedine Zidane durante la finale della Coppa del Mondo FIFA Germania 2006 tra Italia e Francia, disputata allo Stadio Olimpico di Berlino il 9 luglio 2006. (Foto di Alex Livesey/Getty Images)

120' - PREZZI: QUANTO COSTAVA SOGNARE (E VIVERE) NEL 2006

Finiscono in assoluta parità anche i tempi supplementari: 120 minuti non sono bastati, adesso tocca alla lotteria dei calci di rigore. Sugli spalti di Berlino i tifosi di entrambe le nazionali pregano e sudano freddo. Ma quanto hanno speso quei fortunati per essere lì? I prezzi ufficiali fissati dalla FIFA per la finale del 2006 ci mostrano un calcio ancora "accessibile" rispetto alle cifre folli di oggi. La federazione divideva i biglietti per fascia: la quarta categoria costava 120 euro, si saliva a 220 euro per la terza categoria e a 360 euro per la seconda, fino ad arrivare a un massimo di 600 euro per le poltroncine centrali di prima categoria.

Mentre Lippi sceglie i suoi rigoristi al centro del campo, nei bar italiani il pubblico consuma per smaltire la tensione. Nel 2006 l'Euro circola nelle tasche degli italiani da quattro anni; la gente fa ancora il calcolo mentale convertendo tutto nelle vecchie Lire, ma il costo della vita visto con gli occhi di oggi strappa un sorriso nostalgico. Ordinare una tazzina di caffè espresso al bancone costa appena 0,80 euro, mentre per gustare una pizza margherita al tavolo bastano 5,00 euro. Chi cerca di calmare i nervi prima dei rigori accendendo una sigaretta spende 3,70 euro per un pacchetto, ma deve obbligatoriamente uscire sui marciapiedi fuori dai locali: da poco più di un anno la storica Legge Sirchia vieta infatti il fumo nei luoghi chiusi. Intanto, chi scalda già i motori per i caroselli nella notte paga la benzina verde circa 1,30 euro al litro, mentre la mattina successiva basterà una semplice moneta da 1,00 euro per comprare in edicola la leggendaria copia de La Gazzetta dello Sport titolata "Tutto vero!".

TRIPLICE FISCHIO: COSA CI HA LASCIATO QUESTA FINALE

Sotto la curva vestita d'azzurro dell'Olympiastadion inizia l'apnea dei calci di rigore. Dal dischetto gli uomini di Lippi sfoggiano una freddezza chirurgica: Pirlo, Materazzi, De Rossi e Del Piero gonfiano la rete senza esitare. La Francia risponde colpo su colpo con Wiltord, Abidal e Sagnol, ma al secondo turno il destino presenta il conto del passato. Sul pallone va David Trezeguet, proprio l'uomo che sei anni prima aveva spezzato i sogni azzurri con il Golden Goal nella finale di Euro 2000. Il centravanti francese calcia forte, ma la palla sbatte violentemente sotto la traversa, rimbalza sulla linea bianca ed esce. Sul punteggio di 4-3 per l'Italia, da centrocampo parte la camminata solitaria dell'eroe più inatteso del torneo: Fabio Grosso. Il terzino posiziona il pallone sul dischetto, prende il respiro, guarda Barthez e disegna un mancino perfetto che si insacca sotto l'incrocio dei pali.

Final Italy v France - World Cup 2006
BERLINO - 9 LUGLIO: Fabio Grosso (a sinistra), dell'Italia, calcia il rigore decisivo mentre il portiere francese Fabien Barthez (a destra) si tuffa dalla parte sbagliata, durante la finale della Coppa del Mondo FIFA Germania 2006 tra Italia e Francia allo Stadio Olimpico di Berlino, il 9 luglio 2006. (Foto di Michael Steele/Getty Images)

Esplode il delirio. Nei microfoni della cabina di commento Fabio Caressa e Beppe Bergomi urlano fino a perdere la voce quel "Il cielo è azzurro sopra Berlino!" destinato a entrare nel vocabolario di un popolo intero. Poco dopo, i pugni al cielo di Fabio Cannavaro che solleva la Coppa del Mondo sotto una pioggia di coriandoli dorati consegnano l'Italia alla leggenda. Quel 9 luglio 2006 non lascia in eredità soltanto la quarta stella cucita sul petto, ma regala al Paese l'ultima, gigantesca festa analogica e incondizionata della sua storia recente. Un'intera nazione, ferita dagli scandali del calcio e spaccata a metà dalla politica, si riversa nelle strade, si tuffa nelle fontane e sventola il tricolore cantando a squarciagola sulle note dei White Stripes, abbracciando perfetti sconosciuti per le vie delle città senza sentire il bisogno di impugnare uno smartphone per filmare il momento. Davanti a quel pallone calciato da Grosso, l'Italia di vent'anni fa si scopre improvvisamente unita, felice e sul tetto del mondo, godendosi la sua ultima, indimenticabile notte di pura spensieratezza prima che il futuro bussi alla porta.

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