Il primo match fra i due club italiani si inscrive nel delicato contesto storico degli anni '60 e dà il via ad una delle squadre più vincenti del campionato italiano
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L'epopea d'oro di Helenio Herrera
Inter-Parma di Coppa Italia diventa quindi una della prime partite orchestrate dal mago Helenio Herrera. Il tecnico argentino diventerà una vera e propria leggenda nerazzurra prima e calcistica poi. Il suo mito nasce con una carriera mediocre da calciatore, passata per la maggior parte in Francia (dopo un'infanzia trascorsa tra il quartiere argentino di Palermo e il Marocco). Si afferma come tecnico di livello in Spagna, conquistando due titoli di Liga con l'Atletico Madrid ('49 e '51) e altrettanti due con il Barcellona ('59 e '60), a cui aggiunge una Coppa del Generalisimo (Coppa di Spagna) nel 1958-59.
Nel 1960 arriva la chiamata di Angelo Moratti che cambierà per sempre le traiettorie di vita di entrambi. Con i nerazzurri arrivano 3 campionati, 2 Coppe dei Campioni 2 Coppe Intercontinentali. Dopo 8 stagioni mitologiche, Helenio passa alla Roma per 5 annate conquistando solo una coppa anglo-italiana (1972). Poi arriverà un nuovo ritorno annuale all'Inter, senza successi, per poi passare al Rimini in B e chiudere la carriera col Barcellona, vincendo una Copa del Rey nella stagione '80-'81.
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Il mago ha avuto un'influenza notevole sul ruolo e sulla figura dell'allenatore. Pioniere degli strumenti psicologici, Helenio Herrera puntava molto sulla strategia della motivazione. Un metodo che andava oltre la parola detta e che si inscriveva fisicamente in cartelli appesi nello spogliatoio come il celebre "Taca la bala" (attacca la palla) o "Le cose difficili esigono tempo, quelle impossibili più tempo". Inoltre, la sua influenza tattica non fu da meno. Difesa ferrea con libero (Armando Picchi), marcature asfissianti e ripartenza rapide per Mazzola e Jair. L'ecosistema aggressivo e immediato necessitava dunque di una grande disciplina, combinata a una forte volontà d'animo e intensità mentale, oltre che fisica. Il Mago fa nascere così i ritiri e sottolinea l'importanza dei tifosi, promuovendo la creazione dei club in giro per l'Italia, come dodicesimo uomo.
Uno degli elementi centrali della Grande Inter era senza dubbio Luisito Suarez, acquistato in sostituzione del bomber Angelillo (33 reti nel 1959), la cui vita mondana e la relazione con Ilya Lopez non coincidevano con le regole morali del mago Herrera. A sorpresa, il fuoriclasse italo-argentino fu così ceduto alla Roma dopo una sola stagione con Helenio. Lo spagnolo invece assunse su di sé la dimensione creativa della squadra, diventandone il leader tecnico.
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