derbyderbyderby rubriche Un cuore nerazzurro nel Sud Pontino: alla scoperta dell’Inter Club di Formia

PASSIONE PONTINA

Un cuore nerazzurro nel Sud Pontino: alla scoperta dell’Inter Club di Formia

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Nato nel 2019, l'Inter Club Formia conta oggi oltre 150 soci. Tra infinite trasferte in pullman per San Siro, sfottò con il fornaio milanista e riti scaramantici in sede, il cuore del sud pontino batte per i colori nerazzurri
Francesco Intorre

Formia è una splendida cittadina affacciata sul mare, a metà strada tra Roma e Napoli, da sempre crocevia di culture e tradizioni del sud pontino. In una terra geograficamente laziale ma dal cuore campano, c'è una passione che unisce le generazioni e supera le distanze chilometriche, ovvero quella per l'Inter. A quasi 700 chilometri dal prato di San Siro, batte infatti fortissimo il cuore dell'Inter Club Formia.

Una realtà nata ufficialmente nel 2019 e cresciuta fino a superare i 150 soci. Qui i tifosi vivono il loro interismo con una dedizione assoluta, fatta di trasferte infinite in pullman, riti scaramantici in sede e una sana e divertente goliardia di provincia. Per farci raccontare questa bellissima storia di tifo puro e aggregazione, abbiamo fatto una chiacchierata con Valeria D'Onofrio, socia ed ex presidente del club, che ci ha aperto le porte della loro grande casa nerazzurra.

Inter Club Formia

La scintilla e il ricambio generazionale

Come e in che anno è scoccata la scintilla che ha portato alla fondazione dell'Inter Club a Formia? C'è un aneddoto legato ai primissimi soci fondatori?

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L'ufficializzazione è arrivata il 13 gennaio del 2019, ma avevamo cominciato a parlarne già nel 2018. È stato il grande desiderio di uno dei nostri soci fondatori, Graziano Amato, che sognava da sempre di avere un Inter Club a Formia. All'epoca io ero tornata a vivere qui dopo 35 anni passati a Roma, e cercavo a mia volta un "centro di gravità permanente" nerazzurro dove poter sfogare il mio tifo. Ne abbiamo parlato sui social, ci siamo riuniti e abbiamo dato vita al club. Evidentemente ognuno di noi sentiva il bisogno di un posto dove ritrovarsi. Come diceva sempre Graziano, siamo i "fratellini nerazzurri"... e anche qualche sorellina!

Siete partiti da un piccolo locale e oggi, avendo superato i 150 soci, abbiamo una sede molto più grande e capiente.

Che emozione è stata inaugurare questa nuova casa e vedere la famiglia allargarsi così tanto?

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È stato bellissimo, soprattutto perché siamo riusciti a reclutare molti giovani. Il primo anno i tifosi junior erano pochissimi (tra cui mio figlio e mio nipote), mentre oggi abbiamo ragazzi partiti a 12 anni che si avviano alla maggiore età. La cosa più bella è proprio mescolare le generazioni. La trasversalità del tifo è fondamentale, altrimenti si rischia di diventare una casta chiusa in cui ce la raccontiamo tra di noi. Ed è divertente perché i più giovani non hanno vissuto gli "abissi" e i periodi bui che noi tifosi storici abbiamo dovuto affrontare tra l'89 e il 2006. Loro vivono un calcio diverso, velocissimo, mentre noi ricordiamo ancora a memoria le formazioni storiche come poesie, da quella di Bersellini dell'80 a quella dei record di Trapattoni.

Inter Club Formia

Vivere l'Interismo nel Sud Pontino

Formia è una città a metà strada tra Roma e Napoli, due piazze calcistiche molto ingombranti. Com'è rivendicare la propria fede interista in un territorio come il vostro?

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Geograficamente facciamo parte del Lazio, ma per mentalità, vicinanza (siamo ad una quindicina di Km) e per il fatto di essere una città di mare, ci sentiamo molto più vicini alla Campania. Paradossalmente, di tifosi di Roma e Lazio qui non ce ne sono moltissimi. Storicamente, Formia è sempre stata divisa tra le tre grandi "strisciate" del Nord (Inter, Milan e Juve), perché chi non ha una grande squadra nella propria città tende ad agganciarsi alle big storiche. Oggi le cose stanno cambiando. Con i successi recenti del Napoli e con molti campani che si sono trasferiti a vivere a Formia, la presenza di tifosi azzurri è cresciuta tantissimo e giustamente le nuove generazioni guardano molto anche a loro.

Da Formia a Milano ci sono circa 700 chilometri. Come gestite le trasferte per San Siro?

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Per abbattere i costi andiamo in pullman, ma è inutile negarlo, sono delle discrete ammazzate! Se la partita è la sera, devi partire la mattina prestissimo, arrivare in tempo per i parcheggi dedicati, e a fine gara ti rimetti sul pullman per altre 9 o 10 ore di viaggio notturno per tornare a casa. Io personalmente, e come me altri soci storici, preferiamo prendere il treno ad alta velocità, farci il weekend a Milano, vedere la partita e ripartire con calma. Però l'arrivo della quota giovane nel club ha aiutato tantissimo a riempire i pullman. I ragazzi sopportano molto meglio la fatica del viaggio e si divertono. Ovviamente, quando possiamo, organizziamo in massa le trasferte più vicine: Napoli, Salerno, Lecce, Firenze, Bologna o Empoli.

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La vita in Sede: Scaramanzia e Autofinanziamento

Raccontaci cosa succede nella vostra sede (che ospita oltre 100 posti a sedere) durante un derby o una grande notte di Champions. Avete dei riti scaramantici?

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Assolutamente sì! Nei big match abbiamo praticamente i posti assegnati. Io so qual è la mia zona e guai a spostarsi. La mia personalissima scaramanzia è arrivare sempre a partita appena iniziata con il mio menù fisso, ovvero mozzarella in carrozza e birra. Prima o poi dovrò smettere per colpa del colesterolo, ma per l'Inter questo e altro! C'è chi soffre in silenzio e chi urla. Poi ci sono i classici disfattisti, quelli che per troppa tensione vedono nero anche quando siamo in vantaggio e finiscono quasi per autogufarsi! Cerco sempre di tranquillizzarli con un sorriso o di sdrammatizzare. In fondo, il tifoso interista è per natura autoironico e consapevole che la sofferenza è sempre dietro l'angolo. Io stessa non sto tranquilla finché non mancano 5 minuti alla fine e stiamo vincendo con 5 gol di scarto!

Oltre alla partita, come vivete il lato conviviale del club per sostenere le spese di una sede così grande?

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Mantenere un club del genere è impegnativo. C'è l'affitto, il condominio, le utenze, gli abbonamenti a Sky e Dazn, il proiettore da comprare. Per non gravare troppo sulle tessere dei soci, ci autofinanziamo. Facciamo tombolate, iniziative interne e spesso ci appoggiamo a un forno che sta proprio di fronte alla nostra sede. Quando ci sono le partite serali organizziamo pizza e birra per tutti. La cosa divertente? Il proprietario del forno è milanista! Se la pizza è poco condita o c'è troppa crosta gli diciamo sempre, scherzando, che lo fa apposta per dispetto! In sede abbiamo un bel frigo per le bevande, il biliardino, e festeggiamo i compleanni di tutti i soci. Il nostro obiettivo futuro è costruire un vero e proprio bancone da bar per rendere questo nostro grande spazio ancora più accogliente, anche perché siamo un po' simpaticamente invidiosi del club della Juve qui vicino che ha una sede molto curata, e vogliamo superarli anche in quello!

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Lo spirito del Club

Per chiudere: se oggi dovessi scegliere un giocatore della rosa attuale che rappresenta al 100% lo spirito del vostro club di Formia, chi sceglieresti e perché?

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Se devo farti un solo nome ti dico senza dubbio Lautaro Martinez. È il nostro capitano e rappresenta a pieno la passione viscerale, la grinta e l'attaccamento alla maglia che viviamo anche noi qui nel club. Però voglio citarne anche altri due a cui siamo molto legati per motivi diversi. Barella, che incarna la giocosità e lo spirito vivace che si respira nella nostra sede tra i soci, e Zielinski, in cui rivediamo quell'eleganza e quel profondo rispetto per l'avversario e per il gioco che cerchiamo sempre di mantenere. Ma se la scelta deve ricadere su un solo simbolo assoluto, allora è Lautaro.

Oltre il 90esimo: l'essenza del tifo formiano

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Le parole di Valeria D'Onofrio ci restituiscono la fotografia perfetta di cosa significhi vivere il calcio con genuinità e aggregazione, anche a centinaia di chilometri di distanza. L'Inter Club Formia non è semplicemente un ritrovo dove esultare o soffrire per una partita, ma una vera e propria famiglia allargata che macina chilometri in pullman, tramanda la passione di generazione in generazione e coltiva quell'ironia brillante che rende il tifo uno strumento di gioia condivisa. Tra mozzarelle in carrozza, trasferte infinite e un fornaio milanista a cui fare qualche "dispetto" goliardico, il cuore nerazzurro del sud pontino batte davvero più forte che mai.

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