derbyderbyderby calcio estero Arteta, messaggio alla Premier: “Non posso convocarne di più, spero che l’anno prossimo cambi qualcosa”
L'idea

Arteta, messaggio alla Premier: “Non posso convocarne di più, spero che l’anno prossimo cambi qualcosa”

Vincenzo Di Chio
Mikel Arteta chiede a gran voce una revisione della regola sui convocabili in Premier League: per il tecnico, troppe partite e ambizioni altissime mettono seriamente a rischio la salute fisica e mentale dei calciatori
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L’allenatore dell’Arsenal, Mikel Arteta, ha espresso il desiderio che la Premier League aumenti il numero di giocatori consentiti nella distinta di gara da 20 a 23, con l’obiettivo di tutelare i calciatori e l’intera rosa non solo dal punto di vista fisico, ma anche mentale.

Perché lasciare fuori qualcuno?

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Attualmente la Premier League permette ai club di inserire 9 sostituti in panchina, con la possibilità di effettuare fino a 5 cambi durante la partita. Solo in caso di sospetto trauma cranico è concessa una sostituzione aggiuntiva. Mikel Arteta ha sottolineato quanto sia complicato dover escludere dei giocatori dalla distinta, citando come esempio il neoacquisto Christian Nørgaard, e ha auspicato che la Premier possa seguire il modello della Champions League, dove è consentito convocare 23 giocatori, inclusi i portieri di riserva. "Al momento ci sono due o tre giocatori che devono rimanere fuori, ma non per mia scelta: sono le regole che non mi permettono di portare con me più uomini di quelli previsti. Spero che il prossimo anno qualcosa cambi", ha dichiarato il tecnico dei Gunners con toni piuttosto nervosi ai microfoni della stampa alla vigilia della sfida contro il Leeds.

Un lavoro unico

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Ad Arteta è stato chiesto in che modo l’esclusione da una sola partita possa influire così tanto sul percorso di crescita di un calciatore. "Il nostro è un lavoro tanto impegnativo quanto meraviglioso: abbiamo la possibilità di cambiare la vita e la carriera di ogni singolo giocatore. Allo stesso tempo, però, dover dire a qualcuno “domani non fai parte della squadra” o “non puoi partire con noi” rende tutto più difficile", ha spiegato l’allenatore.

Per Arteta il calcio va ben oltre i 90 minuti della partita: conta la quotidianità, il modo in cui un calciatore vive ogni giorno per arrivare al massimo della condizione. Ogni giocatore, secondo il tecnico spagnolo, deve avere una possibilità; quando questa viene meno, inevitabilmente si rischia di intaccarne la fiducia e l’autostima. Un discorso forte, che evidenzia come dietro l’allenatore ci sia prima di tutto l’uomo.

L’Arsenal, attuale capolista della Premier League, ha disputato finora 36 partite ed è ancora in corsa in tutte e quattro le competizioni stagionali. Un aspetto che rende le parole di Arteta ancora più significative, soprattutto in un momento in cui i Gunners puntano a tornare a vincere e a sollevare un trofeo che manca da tempo nella bacheca del club.