Il 19enne catalano non ha dubbi sul suo ruolo in campo: leader assoluto, sempre pronto a dare una mano ai compagni

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Spagna, Yamal filma la gioia di Gavi per la convocazione in Nazionale

Il Barcellona nelle ultime ore sta lavorando sempre più intensamente all'acquisto di Anthony Gordon. L'ala del Newcastle è il nome scelto da Deco per rinforzare la linea offensiva dei blaugrana. Il Barça deve stare sempre molto attento quando mette in atto operazione finanziarie e ciò fa intendere il reparto su cui si è scelto di investire con maggior peso. L'attacco gestito da Flick permette di vincere campionati e arrivare avanti in Europa, ma tutte le bocche di fuoco catalane sono sostenibili grazie ad un enorme lavoro della difesa. Il reparto dei centrali verrà toccato solo in caso di uscite o occasioni (non come quella ultramilionaria di Bastoni). Gerard Martin è stato riscoperto come difensore solido e affidabile, Ronald Araujo ha dato segnali di grande ripresa dopo la brutta fase vissuta in inverno e Pau Cubarsí è il futuro dei blaugrana.

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Pau Cubarsí punta a diventare leader del Barcellona

Il centrale catalano, di soli 19 anni, è nel giro della prima squadra da ormai 3 stagioni. Considerato incedibile e futuro perno della squadra, Cubarsí ha disputato l'ennesima grande annata che gli ha permesso di essere convocato con le furie rosse per i Mondiali estivi. Il centrale ha concesso un'intervista a Esquire per parlare del suo ruolo col club e con la nazionale.

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BARCELLONA, SPAGNA - 17 MAGGIO: (Da sinistra a destra) Raphinha, Pau Cubarsi, Lamine Yamal, Joan Garcia, Eric Garcia e Pedri dell'FC Barcelona posano per una foto con i loro premi durante una cerimonia pre-partita prima dell'incontro di LaLiga EA Sports tra FC Barcelona e Real Betis Balompié allo Spotify Camp Nou il 17 maggio 2026 a Barcellona, ​​Spagna. (Foto di Eric Alonso/Getty Images)

Il 19enne ha così parlato del Barcellona e della pressione che deriva dal giocare in questo club: "C'è grande pressione ovviamente, ma ti stimola a dare sempre il massimo. Io vorrei essere il leader di una delle squadre migliori del mondo, è un ruolo che mi piace. Il compito di un centrale è quello di dare una mano, avendo una visione ampia del campo si capisce subito chi ha bisogno di aiuto, è naturale".

In seguito, il giovane centrale si è soffermato a parlare della Spagna: "Sia nel club che in nazionale c'è molto affiatamento e ciò fa la differenza per vincere i titoli. Per me è ancora difficile credere alla convocazione. È qualcosa di straordinario, 3 anni fa non so cosa avrei pensato se me l'avessero detto. Voglio godermi questa esperienza, anche qui la pressione sarà alta, siamo al vertice del calcio. Tuttavia, sono pronto a giocare con calma, consapevole del percorso fatto e della grande stima che de la Fuente prova per me. Inoltre mi aiuta sapere che avrò tanti compagni di squadra vicino a me".

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