L'ex allenatore ricostruisce i motivi che hanno impedito il ritorno in patria del fuoriclasse argentino.
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Il ritorno al Barcellona di Lionel Messi è stato, per mesi, molto più di una suggestione di mercato. La possibilità che il fantasista argentino potesse tornare a giocare per la squadra blaugrana era reale. Eppure, nonostante le premesse fossero altamente favorevoli, l'operazione non si è mai concretizzata.
A tornare sul caso è stato proprio il tecnico di quel periodo, Xavi Hernandez. L'ex centrocampista ha ricostruito i retroscena di quella trattativa mancata, offrendo nuovi spunti sulla difficoltà economiche che in quel periodo i catalani stavano vivendo. Di questa vicenda ne ha parlato con Romario.
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Le difficoltà di quel Barcellona secondo Xavi
Secondo Xavi, il rientro al Barcellona di Lionel Messi nel 2023 non era soltanto fantascienza, ma un'idea destinata a concludersi nel migliore dei modi. Come riporta A Bola, l'ex tecnico dei blaugrana ha sottolineato come i dialoghi con il numero 10 fossero quotidiani e determinati, fino a quando non è arrivato lo stop definitivo: "Abbiamo parlato tantissimo per cinque mesi, era tutto pronto, poi il Presidente ha deciso di stoppare tutto. Posso confermare che Lionel non è tornato per colpa sua....".Alla base di questa brusca frenata pare ci sia la situazione finanziaria dei catalani, che in quel momento limitava le operazioni in entrata. Xavi ha voluto come non fosse solo Messi a poter tornare, ma anche tanti altri: "Vivevamo un periodo complesso, ma ho provato a riportare a casa anche Neymar, Dani Alves, Pedro". Nonostante questo piccolo intoppo, lo spagnolo ha riservato molteplici elogi per il suo ex compagno di squadra: "Mi piacerebbe che ci fosse qualcuno che superasse Leo, ma credo che questo non accadrà mai, anche se non stava bene era comunque il più forte di tutti, un animale competitivo".
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Nuove stelle e intrecci di mercato
Durante l'intervista, Xavi non ha parlato solo del suo periodo da tecnico blaugrana. Il suo sguardo è rivolto anche al futuro: in particolare, ha indicato possibili successori del fuoriclasse argentino. Il talento di Lamine Yamal ha sorpreso, e non poco, lo spagnolo, indicandolo come uno dei talenti più promettenti del panorama attuale: "Direi che il prescelto è lui, ora dipende solo da lui e dalla sua voglia di migliorare e mettersi in gioco. Se ha il desiderio di scrivere la storia, può farcela, perché ha davvero tanto tanto talento".Xavi ha inoltre ripercorso alcune scelte di mercato, rivendicando il proprio ruolo nell'arrivo di Rapinha: "Sono stato io a convincere il brasiliano a venire al Barca, ho chiuso l'accordo con lui e poi sono andato dalla dirigenza dicendo che avevamo bisogno di un giocatore così". Quanto alle squadre da tenere d'occhio in vista del Mondiale, lo spagnolo non ha alcun tipo di dubbio :"Ci sono Brasile, Argentina, Spagna, Francia e Portogallo. Vedo il Portogallo davvero forte, ma non bisogna sottovalutare anche l'Inghilterra".
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